Vecchia licenza non conforme

messaggio inserito lunedì 7 maggio 2018 da VILY

[post n° 408846]

Vecchia licenza non conforme

Salve a tutti,
vorrei un consiglio su come sanare la seguente situazione:
villetta costruita nel 1957 con regolare licenza, il progetto presenta al primo piano i vani abitabili e al PT il garage con locale di sgombro alto 2,40 m.
Naturalmente il PT durante la costruzione è diventato un'altro appartamento (con h=2,40) ma non è stata presentata la variante.
Ma ora viene il bello: è stata rilasciata l'abitabilità anche per il PT come appartamento e risulta anche al catasto!!!
Che fare?
Grazie in anticipo
Vily

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niente...
gli antichi dicevano che "a rimestare la cacca non si fa altro che aumentare la puzza"
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Cominciamo col dire che il catasto, generalmente, non fa regolarità urbanistica quindi il fatto che sia accatastato lo stato di fatto non sposta minimamente.
C'è da dire che il titolo è molto vecchio e si è passati per due condoni quindi tendenzialmente non escluderei che sull'immobile possano esserne intervenuti uno o più di cui non hai traccia.
Quindi effettua un accesso agli atti (qualora tu non lo abbia già fatto ovviamente) e fai un salto anche all'ufficio condono del comune per vedere se trovi qualcosa.
Se trovi uno o più condoni augurati di trovarli chiusi altrimenti c'è da parlare con la committenza, spiegargli la situazione, qualora ci sia volontà e disponibilità economiche, riapririli, finire le definizioni, pagare le oblazioni, chiuderli e solo alla fine di questo iter allineare la conformità urbanistica ed edilizia a quella catastale.

E' un processo lungo e costoso comunque che non sempre vale la candela ed è alla portata delle committenze.
Qualora non vi siano condoni aperti non esistono, ad oggi, strumenti per poter sanare una condizione del genere, o meglio, sanare vorrebbe dire ripristinare quella porzione di immobile a garage e riallineare il catasto alla condizione di licenza.
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Grazie mille FranzArch,
ho già fatto la ricerca in archivio e non c'è traccia di condoni :(
Ma il fatto che gli rilasciarono l'abitabilità non conta niente?
Vily
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Non credo fosse possibile il condono di un appartamento con altezza interna di 240 cm in quanto è condonabile la violazione urbanistica ma non la mancanza di un requisito igienico sanitario quale l'altezza minima abitabile che non è condonabile.
In Lombardia esiste una legge regionale per il recupero a fini abitativi dei seminterrati con altezza minima di 240 cm.
Forse l'appartamento al PT è stato realizzato dopo che il comune ha concesso l'agibilità?
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state facendo confusione. Vily dice, mi sembra di capire:
1) garage h 240 condonato
2) successivo accatastamento del garage come appartamento
3) abitabilità per l'appartamento suddetto
Ho capito bene?
Se così fosse, vuol dire che il tecnico che ha effettuato la richiesta di abitabilità ha dichiarato il falso in perizia giurata (sai come funzionava l'abitabilità vero?) e questo succedeva regolarmente negli anni passati.
Pertanto, evitando ricette del tipo: fai questo+questo+ quest'altro che non fanno altro che complicare ulterirmente le cose, ribadisco quanto riportato nel mio post di cui sopra: Non toccare niente perchè con quella roba ti sporchi le mani .
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Vily, il rilascio dell'abitabilità non conta molto, nella misura in cui andrebbe indagato quando questa è stata rilasciata, come, da chi e per quale porzione del fabbricato.
L'appunto di Luca. R in questo senso è dirimente, nella misura in cui avevo omesso di dire che i condoni permettevano di derogare ai RE locali ma non alle norme nazionali e alle destinazioni d'uso di condono.
Con particolare riferimento ai condoni 47/85 all'inizio in realtà era abbastanza ordinaria la deroga all'abitabilità (alla chiusura del condono), dico era perchè esiste una storia di sentenze che chiariscono in maniera inequivocabile l'inderogabilità rispetto ai requisiti igienico sanitari dei locali condonati.
Di fatto quindi quell'abitabilità che hai non è indicativa di nulla a maggior ragione se non hai alcun riscontro di condoni.
Ricollegandomi sempre a Luca R, salvo leggi regionali, ribadisco che il recupero ad oggi non è possibile.

@ponteggiroma : il consiglio di non fare nulla non è risolutivo comunque. Se ti ritrovi a dover vendere ad esempio o a dover presentare una Cila per una diversa distribuzione non puoi, semplicemente, non fare nulla ma sei costretto a pensare a come e se una condizione del genere sia sanabile ed agire di conseguenza. A domanda si risponde poi starà alla sensibilità di Vily ( che non ho capito se è una collega o una committente) stabilire il da farsi. Ma asserire che è meglio non far nulla, perchè altrimenti ci si sporca le mani mi pare un pò troppo semplicistico francamente.
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se se vabbè Vily fai pure come ti dicono, quando poi avrai finito di fare tutte le ricerche che ti consigliano e ritornerai al punto di partenza, ovvero quello che c'è già, prova ad andare dal cliente e a chiedergli una parcella per tutto quello che hai fatto senza risolvergli nulla.
Scusate ragazzi una curiosità: ma voi esercitate la professione in italia o dove?
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@ponteggiroma non capisco francamente la polemica quando di base è stato suggerito semplicemente un approfondimento circa la documentazione pregressa al fine di stabilire se l'intervento è fattibile o meno.
Poi ognuno fa quel che vuole, ma questa attitudine da mago Zurlì secondo la quale già si sa che "ritornerai al punto di partenza" è abbastanza singolare.
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perchè semplicemente un locale alto 240 cm non potrà mai e dico "mai" essere regolarizzato come abitativo se non con dichiarazioni mendaci da parte del tecnico. Quindi dato che qualche scienziato lo ha già fatto per quest'immobile, consiglio di lasciare la situazione così com'è. Poi, liberi di far perdere a vily tutto il tempo che volete e qui chiudo con le polemiche...
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In Lombardia esiste una legge regionale per il recupero a fini abitativi dei seminterrati con altezza minima di 240 cm, se l'immobile si trova in questa regione la possibilità c'è altrimenti no.
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La Legge per il recupero dei seminterrati non è una sanatoria.
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Dovrebbe ripristinare la situazione conforme alla licenza edilizia e poi applicare la legge.
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Per poter applicare la legge sul recupero dei seminterrati bisognerebbe innanzitutto trovarsi in presenza di un seminterrato, mentre qui, se non ho capito male, parliamo di un piano terra.
Per il resto mi trovo sostanzialmente d’accordo con ponteggiroma: un locale con altezza 240 non potrà mai essere sanato come abitazione (come anche altri hanno già esplicitamente detto) quindi perché rompersi la testa con altre ricerche agli atti se in ogni caso non c’è soluzione al problema.
E oltretutto bisognerebbe capire da dove nasce la necessità di sanare questa situazione: l’immobile deve essere venduto? Deve essere fatta una variazione? Oppure si vuole solo regolarizzare la situazione della quale si è venuti a conoscenza?
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