cambio strada?

messaggio inserito lunedì 4 giugno 2018 da archiacuto

[post n° 409765]

cambio strada?

Buonasera,
Mi sono laureato lo scorso anno col massimo dei voti ( non un impresa titanica) ed ho cominciato l'iter di tutti noi. Esame di stato ( non andato), prime esperienze in un piccolo studio che ha qualche lavoro pubblicato su riviste di alto livello, sperando di occuparmi di edifici sostenibili mi ritrovo a progettare allestimenti fieristici. Complici le ore di strada al giorno per arrivare in studio e la poca passione per il tipo di lavoro svolto, decido di darci un taglio. Punto sul BIM, speranzoso che si sia molto da imparare e spazio per crescere, trovo un tirocinio in una società di ingegneria e architettura che sviluppa progetti in BIM ( progetti anche molto importanti ) per quanto riguarda la parte di involucro e facciate continue. Primo periodo non male, vedo software nuovi, mi inanimo anche, poi due mesi solo ad AutoCad su dettagli costruttivi. Il magone cresce complice un grosso dilemma. Nessuno e dico nessuno fin'ora offre uno straccio di contratto, tutti collaborazioni in p.iva ( "e bravo è arrivato il genio" ora penserete, ma io davvero non avevo idea fosse praticamente obbligatorio lavorare in questo modo) pagati poco o niente, senza nessuna garanzia. Gente che è in studio da anni che guadagna come un pizzaiolo il fine settimana.
Ora io dico, tutti ma dico tutti i miei coetanei non architetti hanno trovato un lavoro decente, alcuni guadagnano pure molto bene, molti ingegneri ma altri solo periti per esempio. A 25 anni passati io mi ritrovo invece come un cretino senza la prospettiva di una stabilità. C'è una prospettiva di venirne fuori con gli anni o devo mettermela via che gli stipendi saranno sempre da fame? dovrò vivere fino a 50 anni con mia madre e spillare soldi alla mia ragazza che ha uno stipendio ed un contratto a tempo indeterminato? Mi sento molto avvilito e un po' depresso, a riguardarmi indietro credo di avere sempre avuto l'impressione che ci fosse poca sostanza negli insegnamenti della mia università, che mi piacesse si progettare ma che comunque in uno studio quel genere di attività non esiste quasi.
All'epoca della scelta dell'università ero indeciso se fare ingegneria meccanica o iscrivermi ad architettura, ora sono seriamente in dubbio se non sia il caso di rimettermi da 0 a studiare, finendo a 30 anni suonati, ma ambendo ad un minimo di dignità e indipendenza economica.
Scusate lo sfogo ma vorrei sentire da chi è già passato per questa strada che consigli si sente di darmi, evitando se possibile commenti inutili, del tipo che se questi sono i miei problemi dovevo cambiare prima.
C'è qualche modo per uscire da questa situazione di stallo e sfruttamento non pagato ad oltranza?
Facendo gavetta e puntando a studi di buon livello la situazione migliora? Specializzarsi con master ecc fa effettivamente la differenza o sono altri soldi e anni sprecati a rincorrere farfalle?
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Non sarò molto incoraggiante, ma io sono appena espatriata. Trentanni, conun lavoro a nero e pagato con un misero rimborsospese, senza prospettive future, ho fatto i bagagli e mi sono spostata in francia, complice l'appoggio di un familiari che si trovava già qui. Sto ricominciando da zero, ma quantomeno ho la certezza di ottenere qualcosa.
Sono "fortunata" a non avere legami in ITALIA, ed intendo figli7fidanzato, per cui mi sono potuta muovere con la massima libertà. A te che sei anche più giovane consiglio di non perdere tempo e tentare il grande passo.
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Che dirti... io sono uno di quelli che ha mollato quando dopo rispettivamente 4 mesi e 7 mesi in studi diversi ho capito che "Gente che è in studio da anni che guadagna come un pizzaiolo il fine settimana." che dici nel tuo post...
Non bisogna arrendersi, cerca altri posti dove c'è speranza di un lavoro serio. Ho sempre fatto campagna per abbandonare gli studi che sfruttano, d'altro lato poi mi sento in colpa nel dirlo, perché magari per alcuni è l'unica realtà ed anche 300 euro sono buoni... Il fatto è che i giovani architetti dovrebbero lasciare in massa gli studi che non pagano almeno 800 euro al mese da subito. In massa. Finchè una persona lascia lo studio e lo studio dietro la porta ne trova altri 20 la vedo dura... Comunque non sai quanto ti capisco. Io sto cercando di uscirne pian piano e crearmi una mia realtà, ma è durissima e certo, sarebbe molto più semplice se si potesse cominciare in qualche studio ben pagati...
Ma tant'è. Non escludere di mandare cv ad aziende o simili, loro pagano, al 100%.
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Ti dico solo che in uno studio mi hanno dato per 3 mesi consecutivi l'astronomica cifra di 150€. Dopo che mi sono sentito uno straccio per lo sfruttamento non ne ho più volute sentire di promesse di grandiosità provenienti da destra e sinistra ed ho guardato la realtà dei fatti abbandonando in tronco lo studio
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scusa, ma cosa ti aspetti? ti sei laureato l'altro ieri, non sei abilitato e vorresti anche guadagnare tanto?
non so quanto ti paghino, ma se ti danno una cifra dignitosa, che non vuol dire alta ma diginitosa, resta dove sei e IMPARA. hai laFORTUNA PAZZESCA di stare in uno studio dove impari, e credimui, sarà anche una rottura fare dettagli costruttivi ma sono fondamentali epr il tuo futuro! io conosco tuttora architetti brillanti a livello di inventiva che però non sanno come è fatta la sezione di un tetto, nè sanno l'iter burocratico per la presentazione delle partiche e men che meno sono in grado di stare in cantiere.
io per 3 anni ho fatto gavetta sottopagata e vessata, ma ho resistito perchè stavo imparando e facevo tesoro di tutto ciò che vedevo e imparavo a ghestire. me ne sono andata quando la situazione è diventata insostenibile sia dal punto economico che da quello umano (insulti e oggetti lanciati addosso). però ho RUBATO tantissimo a livello lavorativo, ho imparato a fare i computi metrici alla perfezione, a fare i sal, a tenere la contabilità di studio, a fare i dettagli in scala 1:1 da passare alle maestranze, a seguire tutto l'iter dal progetto al cantiere.
e questo mi è servito tantissimo poi!
non sono 5 anni che sei lì, sono pochi mesi, e credimi, il mondo accademico anche se esci col massimo dei voti non ti rpepara alla vita lavorativa.
ti do piena ragione sul fatto che il nostro mondo faccia schifo (e io infatti ora lavoro in comune perchè avendo avuto la pessima idea di aver un figlio mi hanno chiuso tutte le porte in faccia: "wow, fantastico curriculum, colloquio brillante, può iniziare già lunedì? perfetto, ci vediamo alle 9 e firmiamo il contratto. ma mi dica, ha figli? ah... uno. ok, allora le faremo sapere") ma quando si ha la fortuna di trovare come primo lavoro una realtà dove si impara e non ci si limitaa fare caffè, fotocopie e cartigli, bhe, è da sciocchi superficiali non approfittarne per lanciarsi poi a spiccare il volo: se hai le opportunità ma non le capacità fai un bel tonfo a terra, ma se hai le capacità anche se le opportunità non arrivano per vari motivi almeno puoi scegliere altre strade consapevole del tuo valore
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La nostra professione è complessa e pensare di uscire dall'uni e dopo qualche mese di studio aver appreso i rudimenti è errato oltre che, aggiungo, pericoloso perchè il nostro è un lavoro di grande responsabilità in cui l'errore può costare caro, sia in termini professionali che economici e legali.
Ora lungi da me difendere chi paga 150€/mese penso tuttavia che si debba anche inquadrare un attimo la questione soppesando le nostre qualità e competenze con quello che il mercato richiede.
Usciti dall'uni sappiamo fare ottimi render, magari siamo bravini a disegnare ma siamo acerbissimi in normativa, in titoli edilizi, in indagini urbanistiche ed edilizie, in cantiere (perchè il bagno della nonna è un conto, una nuova costruzione un altro, e la ristrutturazione di un grosso condominio un'altra ancora ecc), in adempimenti burocratici altri, ma soprattutto non sappiamo come si monetizza la professione.
Il mercato non vuole, mediamente, quello che vi insegnano in accademia e bisogna mettere in conto che all'inizio per uno studio si è un costo più che una risorsa e questa roba va remunerata. So che suona strano, ma chiunque abbia esperienze in didattica o ha seguito qualche neoassunto in uno studio sa perfettamente cosa intendo.

Premettendo tutto questo, muoversi nel mercato implica una banalissima valutazione di costi/benefici. Qualunque realtà può offrire un ritorno diverso da quello economico che può, in taluni momenti, acquisire senso, l'importante è avere l'intelligenza per capire quando è il caso di insistere in una esperienza e quando cambiare aria e questa valutazione spetta solamente ai singoli.
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......"25 anni passati"..........
......."due mesi su dettagli costruttivi"......
.........."nessuno fin'ora offre uno straccio di contratto"........
............"Complici le ore di strada al giorno per arrivare in studio"..........

Archiacuto queste tue affermazioni sono piuttosto emblematiche di come forse devi ancora un pochino maturare la realtà del mondo dell'architettura odierno (e non voglio di certo dire che sia bello.........) di cui vuoi fare parte.
Io di anni ne ho più di 40 e potrei esprimere le stesse identiche perplessità: non ho contratto, faccio un casino di km al giorno per andare a lavorare, passo messi a fare dettagli costruttivi, pratiche burocratiche, moduli, calcoli.............
Queste cose fanno parte della nostra professione, cosa ti aspettavi? Riflettici e cerca di darti una risposta.
Per carità il nostro settore ha attraversato, e ancora nn ne siamo usciti, un periodo di crisi tremendo ed i compensi sono stati il primo segnale del declino, questo è ormai inutile anche ripeterlo e lo sappiamo tutti.
Io da neolaureato oltre 15 anni fa e quindi in tempi diversi da quelli di oggi con il settore al massimo della scalata verso poi il disastro ho iniziato a lavorare alle stesse identiche condizioni che tu ci illustri. Ho cercato di imparare il più possibile, ho superato l'esame di stato e appena ho potuto ho sempre cercato qualcosa di migliore.

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Sono in parte d'accordo. O meglio, io sono vicino al ragazzo, anche come età. Il problema vero è: "sono in studio e imparo il mestiere" oppure "mi fanno fare il disegnatore (cosa che so fare benissimo e quasi sempre meglio dei capi, e per questo non vengo pagato?".
Accetterei uno studio che paga poco ma ti consente di diventare Architetto. Non accetto lo studio che sottopaga per farti fare un lavoro che sai fare benissimo e di cui non hai quasi nulla da imparare. Se allo studio X servono solo i render, e io sono l'unico che so farli, e mi da 200€ al mese, la trovo una cosa inaccettabile, perché io, per quel lavoro che già so fare, risolvo loro un problema facendoli tirare avanti e magari acquisire nuovi clienti. Oppure, se in studio io disegno solo al CAD progetti fatti da altri, magari per concorsi. Poi il concorso viene vinto io prendo 200 euro e ho tirato avanti la baracca e io capo ne prende 20mila ed ha lavorato 2 ore all'idea non mi sta affatto bene... Viceversa, se sono legato ad uno studio dove si cresce realmente, dove si fa esperienza, dove il capo con umiltà ti "svezza" verso la professione allora li è diverso, li ben vengano il lavoro gratis od il rimborso spese. Ma non è un lavoro, è formazione. Quando è lavoro, cioè qualcosa che io so fare già, so già restituire, e lo so fare meglio di te, allora se non paghi per me sei sfruttatore. Semplice
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Buonasera a tutti, entro a gamba tesa nella discussione perchè mi sento tirato in ballo avendo vissuto come tanti la stessa situazione. Non trovo assolutamente giusto il ragionamento secondo il quale (in soldoni) "ci siamo passati tutti sotto la frusta del padrone, quindi devi passarci anche tu, non lamentarti..." Penso che se oggi siamo nella situazione in cui siamo sia anche grazie a ragionamenti come questo, per cui si innesca un loop discendente dal quale è molto difficile risalire.
Ho qualche anno in più di archiacuto e in passato ho lavorato in strutture dove il compenso che percepivo era poco anche se fossi stato seduto tutto il giorno a temperare le matite dell'Architetto.
Intendiamoci, la gavetta è necessaria e fondamentale perchè l'università non ti insegna il mestiere e l'unico modo che si ha di imparare è (sottoscrivo) "rubare" da chi ha più esperienza di noi. Tuttavia, se è vero che siamo tutti imprenditori (di noi stessi), allora tutti si devono prendere la loro parte di fattore di rischio aziendale, sia il titolare dello studio, sia il collaboratore. Quindi se da un lato si vuole pagare poco, dall'altra si deve pretendere almeno di ricevere una formazione... Se neanche questo avviene ci si saluta e amici come prima.
Il mio consiglio, caro Archiacuto, è di sfruttare per ora l'opportunità che hai attualmente e di imparare più che puoi, magari chiedendo esplicitamente di svolgere le mansioni che ti sembrano più formative per te (chiedere è lecito... al massimo ti dicono di no). Il mondo del BIM è il futuro, anche se in Italia siamo ancora al neolitico; se riuscirai a imparare bene il sistema allora un domani sarai tu a fissare il tuo prezzo. In bocca al lupo!
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Ringrazio tutti per le risposte.
Premettendo che il mio tirocinio è pagato e neanche troppo male (E NON MI STO INFATTI LAMENTANDO DI QUELLO), vorrei capire se per qualcuno facendo esperienza le cose sono cambiate o se gli stipendi rimangono nell'ordine di 1400 1500 in p.iva a farla grande anche dopo molta esperienza, che siginifica che senza regime forfettario sono un po' pochetti per pensare di viverci bene.
La mia situazione è un po' particolare, ho scelto questa strada un po' perché avevo le idee poco chiare, (nonostante avessi una passione di fondo per la meccanica e l'ingegneria) ma anche perché avendo una attività legata all'edilizia in casa ritenevo sensato continuare per questa strada. Le cose per quanto riguarda l'attività sono purtroppo cambiate, di fatto eliminando la possibilità di fare cantiere che era la cosa che più mi entusiasmava. Mi rendo conto che probabilmentela mia priorità ora è avere un lavoro pagato discretamente e sicuro più che fare l'architetto a tutti i costi, e per questo trovo così dura da accettare l'insicurezza di questo settore e le paghe da fame. Ammiro molto tutti quelli che da anni si spaccano la schiena e non solo per fare questo lavoro meglio che possono, perché ci credono e lo vogliono, ma in questo momento ho davvero l'impressione che voler fare l'architetto significhi votare la vita al sacrificio ad oltranza, senza realistiche possibilità di crescita, sacrificando la possibilità di una vita autonoma e di farsi una famiglia con stabilità, senza emigrare alla ricerca della fortuna in qualsivoglia studio internazionale.
Vedo purtroppo con rammarico che pullulano professioni che un tempo avrei ritenuto ridicole ( vedi il social meda manager ecc) che pure la sfangano meglio di chi come gli architetti deve padroneggiare una infinità di competenze e responsabilità mica da niente, e mi sale una rabbia...
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Allora mi spiace, se ti pagano per il lavoro che fai non so aiutarti. È una scelta tua sapere se ti sta bene o no... L'unica cosa che posso dirti è che se vuoi fare davvero carriera e una vita più che dignitosa devi crearti una tua realtà, difficilmente essendo dipendente ci riuscirai
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No, le cose non cambiano con gli anni, purtroppo da dentro il sistema te, come pure io, spesso non si riesce avere la lucidità di capire dove ci si posiziona, ma se guardi le statistiche della cassa, e guardi i redditi medi degli architetti capisci bene quale sia il livello medio dei 30/40 anni. Oggi difficilmente, a meno delle società di ingegneria avviate, gli studi assumano, perchè per la stragrande maggioranza, questo è insostenibile, sempre perchè il 50enne medio fattura 50 mila euro all'anno, e un dipendente te ne costa metà, ill che comporta che non guadagni niente. le università continuano a sfornare figure tecniche, propongono master, lauree specialistiche, ma una volta ottenuto il pezzo di carta, siamo tutti uguali, alias, vai giovane colomba, vola e caca sul cofano di qualcuno altro. Questo per dire che il numero di tecnici in giro è sempre più alto, a fronte anche di un sostanziale fermo dei nuovi iscritti alla cassa, c'è sempre piu manodopera per fare quelle poche pratiche. Insomma la questione è altra. Ogni tanto c'è qualche giovane che ce la fa, e due sono le strade che sempre nella media si seguono, la prima è quella di avere il papà coi soldi e già inserito nel sistema, vedi costruttore o tecnico anziano, ovvero ti fai la cerchia politica, intrecci relazioni, entri nelle realtà politiche di territorio, baci e lecchi culi a destra e a manca, e poi entri nel sistema. Ho capito che essersi laureati con 110 e lode (non io ben inteso) non basta per essere bravi professionisti, anzi, nel peggiore dei casi ti da una sicurezza, che in realtà non hai.
Anche io sto valutando seriamente di cambiare mestiere, ho 36 anni, moglie con contratto a termine e gravida, e lavoro in uno studio con una fattura dignitosa, ma tra cassa e tasse, non avanzo piu di mille al mese. quello che più di tutto mi rompe del cambiamento è avere buttato via i 6 migliori anni della mia vita in quella merdosa università, e provato senza riuscire a fare il mestiere che fin da quando avevo 6 anni volevo fare, questo è l'unico e ripeto l'unico motivo che non mi fa desistere, ma giorno per giorno sta affievolendo. adesso basta, che mi sto deprimendo, vado che la recinzione della siora maria mi aspetta!!... citando un vecchio detto, che non mi appartiene politicamente dico "boia chi molla!"
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Ciao archiacuto,
non ho letto i post precedenti ma posso darti un consiglio: non ti arrendere! io ho 36 anni e lavoro da 10 anni presso studi di architettura. Credo che nessuno studio di architettura assuma, sarai sempre a p.iva e sarà molto molto difficile trovare che ti paga il giusto. Io in 10 anni di lavoro ho imparato molto, ma sono stato fesso a rimanere nello steso posto per 8 anni di fila (dove sono ora) con la promessa della crescita professionale. Non illuderti che troverai un "capo" lungimirante che investa su di te: solitamente i titolari degli studi si divertono a passare da tirocinante in tirocinante, per spendere poco ed avere un margine di guadagno medio/alto.
Il mio consiglio si può sintetizzare così:
- quando trovi uno studio dove ti prendono a tempo pieno, non smettere di cercare altrove.
- in ogni studio, per ogni lavoro cerca di imparare il più possibile: è la base della tua carriera. Che il lavoro ti piaccia o meno, impara.
- fatti amico dei clienti del tuo capo, delle imprese, dei consulenti: sono loro il tuo futuro. Se vedono che lavori bene e sanno che hai partita iva, magari un domani ti daranno lavoro (devi dimostrare di essere all'altezza). In altre parole, cerca di "fare le scarpe" al tuo capo: devi trattarli come loro trattano te.
- spesso quando ti pagano sembra ti facciano un favore: non glielo permettere. Non farti abbindolare da discorsi che servono per giustificare le loro mancanze.
- tieniti aggiornato: software, normative, prodotti. Frequenta i corsi per i crediti formativi (quando sarai iscritto all'ordine), partecipa a presentazioni di prodotti, conosci i commerciali.
- sei un professionista, come il tuo capo. Anzi, lui è tuo collega con solo più esperienza. Fatti trattare da professionista, sii sicuro di te stesso e delle tue capacità.
- Fatti un sito web, una pagina fb: i social sono importanti. Spesso gli studi professionali non sono così avanzati: tu invece sei giovane e puoi batterli con strumenti che loro non conoscono. I millennials, saranno i nostri futuri clienti e loro sanno bene come si utilizzano i social.

E' una giungla, dove non sempre vince il più forte, ma il più astuto. Non mollare!
Ciao
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Avresti dovuto informarti sugli (inesistenti) sbocchi lavorativi di questa laurea prima di intraprendere gli studi... Comunque il consiglio che mi sento di darti, visto che sei giovane e la tua priorità non è fare l'architetto stoico solo-contro-tutti, è di cercare subito una via alternativa a quella degli studi professionali. In quel settore nessuno assume e le paghe fanno pena, sia da neo assunti che andando avanti la situazione da dipendente/collaboratore a finta p.iva non cambia. Per quanti ti dicono anche sul sito che devi soffrire per imparare e serve fare gavetta..serve a che? Serve se vuoi intraprendere la libera professione, che secondo me è un suicidio se non si ha vera passione e soprattutto spalle coperte, riflettici bene. Punta a qualcosa di alternativo dove puoi sfruttare - se possibile- il pezzo di carta che hai. Aziende, concorsi... O cambia del tutto strada, ma fai in fretta!!
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Non vorrei sembrasse che ho fatto questo percorso senza un minimo di passione o attitudine. Io mi sono impegnato, mantenendomi durante gli studi con lavori serali e volando basso quanto a spese ovviamente. Ora vedere che mentre gli altri cominciano a vivere io comincio a penare di nuovo mi deprime. Sto seriamente pensando di iscrivermi ad ingegneria, ma finire a 31 anni ho paura le aziende assumano con molta difficoltà. Credo come qualcuno ha scritto qui di aver buttato gli anni più importanti in un posto dove ho imparato pochissimo e chiudendo più porte di quante ne ho aperte. Oltretutto veniamo cresciuti a progetti di ampio respiro e composizione, poi ci si riduce ad AutoCAD e pratiche. Boh, mi sembra tutto molto molto triste. Non so dove avevo la testa prima ma a riguardarmi indietro mi sembra impossibile non aver capito prima che non mi andava questa strada. Cambiare ho paura sia tardi, e di farlo sull'onda di un nomomento di sconforto per poi pentirmene
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No, non hai butto gli anni se come sostieni ti sei impegnato. Fidati, l'impegno ritorna indietro con gli interessi. Non demoralizzarti e fin da domani attivati: vai nelle agenzie immobiliari a farti conoscere, buttati in settori magari trasversali al tuo percorso (interior design, grafica, ecc.). La passione che dimostri di avere sarà il tuo punto forza.
Sui grandi progetti universitari che si scontrano con il lavoro concreto, hai ragione. Tuttavia ogni progetto seppur piccolo, può essere l'occasione di metterti in gioco ... e comunque è molto meglio lavorare su piccoli progetti e farli bene, piuttosto che su quelli grandi ed essere magari in difficoltà.

Il nostro è un lavoro dove aspettarsi di guadagnare bene e fare bei lavori così giovani è difficile (anche se non impossibile). Pensa in grande, pensa a lungo termine. Sei un professionista, creati la tua strada! E' possibile, te lo assicuro. Personalmente sono 3/4 mesi che inizio ad avere riscontri con le persone che in questi 10 anni lavoro ho conosciuto. Sono solo promesse di lavoro, ma quello che conta è la stima che hanno. Lavora su di te, non mollare!!!! sono certo che troverai la soluzione!
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