BIM, CHI SA SPIEGARLO?

messaggio inserito mercoledì 27 giugno 2018 da stefanias7

[post n° 410405]

BIM, CHI SA SPIEGARLO?

Buongiorno, sento parlare di Bim e ho anche cercato di capire come funziona, ma non mi è chiaro, qualcuno può spiegarmi come funziona?
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Il bim, acronimo di building information modelling non è altro che un sistema per la gestione complessiva del progetto di architettura.
Tramite il modello bim si può gestire in maniera integrata ogni ambito della progettazione vera e propria, integrare, mediante lavoro di team (con ingegneri, architetti, costruttori ecc), qualunque settore del progetto, dalle strutture, all'impiantistica, passando per i pacchetti tecnici e le finiture, avendo il non trascurabile plus del costante allineamento del progetto alle modifiche che apportano i singoli attori del processo.
L'interrogazione del modello bim permette inoltre di estrapolare tutta una serie di informazioni utilissime in fase di controllo delle tempistiche (4D) e di ottimizzazione/eliminazione dei conflitti fra ambiti di progetto (esempio strutture ed impiantistiche complesse). Permette inoltre una stima dei costi di progetto con un margine di errore bassissimo (5D) ed un controllo prestazionale (6D) che nel caso di edifici complessi è assolutamente improbabile gestire diversamente.
Last but not least il bim permette la gestione operativa del ciclo di vita dell'edificio (7D), permettendo di schedulare manutenzioni (e stimarne i costi) controllare la vita degli impianti e degli elementi più problematici (esempio la pulizia periodica delle facciate continue).

Sintetizzando il bim è un sistema che supera il concetto di "progetto" come l'abbiamo sempre inteso (canonicamente fino al 3d) proponendosi come un "paradigma" che, ampliando le dimensioni del progetto (fino al 7D) permette una gestione integrata dell'intero ciclo di progetto, dall'ideazione alla dismissione del manufatto architettonico.
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Franz, in parole povere a cosa può servire alla maggior parte degli architetti che si occupano di ristrutturazioni e della gestione di piccoli edifici?
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A non trovarsi a fare cavolate del tipo forare una trave per far passare la colonna di scarico... il bello del BIM è questo, ma la rotura è che fare un modello adeguato a restituire informazioni corrette è abbastanza impegnativo, e sopratutto lo si può fare se si parte con un progetto chiaro.
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@desnip il BIM è un processo progettuale e di controllo di ogni ambito del progetto e in quanto tale può, potenzialmente, essere impiegato per qualunque scala dalla ristrutturazione del bagno al restauro fino alla progettazione dell'aeroporto

A cosa può servire?
A tutto mi verrebbe da dire, nel senso che è un workflow progettuale che ottimizza praticamente ogni ambito della progettazione, nonostante la modellazione sia temporalmente molto più dispendiosa rispetto ad una modellazione tradizionale per mesh/masse, perchè chiaramente vanno imputate tutta una serie di informazioni parametriche che ci serviranno in fase di gestione del resto del processo progettuale.

Per esperienza diretta posso dire che in ristrutturazione pesante di interni (il classico appartamento da rischermare da zero e per portare fino all'arredo) il BIM riesce ad ottimizzare la gestione delle varianti, permettendo di stimare in tempo reale l'incidenza delle singole scelte progettuali sul budget di progetto cosa che avvalendosi di software/soluzioni di computo "esterne" è molto più dispendiosa.

In ogni caso il BIM rappresenta il futuro della filiera delle costruzioni, da qui a X anni sarà imprescindibile, ci vorrà un pò ma verrà impiegato anche in Italia in maniera massiccia.
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franz quello che dici tu è bellissimo e forse anche futuribile, ma ora come ora e in questo paese, dove per i privati i progetti vengono fatti dai committenti e le imprese, mentre nel pubblico quel poco che si fa lo si fa con i compensi da 1 euro, la vedo veramente dura per la progettazione integrata.
Poi magari, forse per i nostri figli questo sarà un paese diverso in futuro ... mah, chissà!
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@ponteggi il discorso BIM è però secondo me anche legato alle opportunità di mercato e all'innovazoione.
Il BIM è un mercato destinato, per forza di cose, a crescere nel senso che con il decreto bim c'è una data "certa" entro la quale tutto il pubblico dovrà adeguarsi al nuovo standard e non parliamo di 2050 ma di 2025 (appalti inferiori ad 1MLN), praticamente dopodomani e questa roba interesserà praticamente TUTTO il costruito. In sostanza chiunque non sarà al passo verrà tagliato del tutto fuori dalla filiera delle nuove costruzioni.

PRescindendo dal discorso appalti comunque, l'adozione del bim su larga scala(anche nel privato) diverrà realtà per forza di cose perchè è uno standard ad EV+ troppo sgravato per essere ignorato e questo, ripeto, a qualunque scala quando ben implementato ed assimilato.

Questo ripeto fermandomi al lvl zero dell'analisi e valutando un minimo di esperienze dirette avute col bim.
Poi, senza voler offendere nessuno, se per "lavoro" intendiamo la ciletta con i lavori eseguiti dalla ditta edile del cugino del proprietario si, probabilmente hai ragione te, ma questa roba diciamo che non rappresenta e non rappresenterà mai fondamenta solide su cui basare l'attività del proprio studio, quindi è bene guardare un pò oltre, al domani della filiera e a come innovarla.
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ponteggi, i nostri dubbi mi fanno riflettere su quanto siamo di un'altra generazione.... non perchè siamo restii alla tencologia (anzi) ma per il nostro disincatato realismo. :-(
Tanto, io sono una di quelli che vivono con la ciletta e per me il bim resta solo cultura personale. Tra l'altro è stato uno dei primi (se non proprio il primo) dei corsi che ho fatto quando è andato in vigore l'obbligo di formazione.
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desnip, io non so se dipende da una questione anagrafica o da un realismo ottuso che da sempre mi caratterizza, ma di una cosa sono certo: già è difficile in un cantiere da "ciletta" mettere insieme a parole il muratore, l'idraulico e l'elettricista, figuriamoci fare interagire questi soggetti con un "modello integrato" di questo genere. Mi viene da ridere al solo pensare ai commenti da parte dei soggetti interessati. E bada, sto parlando dei soggetti direttamente coinvolti nella realizzazione dell'opera, non ho ancora nominato i dipendenti della pubblica amministrazione che si troveranno ad avere a che fare con tali procedure....e non parliamo del 2050, ma del 2025!!!!
Ragazzi, io non so in quali realtà voi operiate, ma dalle nostre parti stiamo ancora al caffè e una stretta di mano.... aimé
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Ve la state cantando e suonando, va bene così, vi lascio al vostro "realismo" e all'ironia.
Vi ricordo comunque che storicamente gli architetti discutevaìno di futuro, se siamo passati dalla città ideale, all'utopia, per finire al mettere in discussione l'utilità stessa di uno strumento progettuale funzione del modello "ciletta" (nervo scoperto pare.) direi che possiamo biasimare solo noi stessi, come categoria, per la nostra condizione.
@ponteggi per le maestranze non cambia nulla tra bim o gestione di progetto tradizionale, cambia per il/i progettisti relativamente alla gestione di progetto.
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Probabilmente la tua esperienza o il tuo lavoro FranzArch ti permette di avere progettualità di livello che permettono di utilizzare il Bim appieno, ma volevo sottolineare che ci sono ancora colleghi, più anziani, che manco sanno usare autocad, e fanno disegnare tutto ai collaboratori giovani. io ad esempio non faccio parte di quella generazione che è "nativa " con la tecnologia informatica, ma neppure di quella "anziana" che non sa usare lo strumento, uso archicad da dieci anni, le potenzialità dello strumento sono evidenti, ma applicarle alla quotidianità richiede un impegno che probabilmente non paga nelle piccole dimensioni di intervento.
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@d.n.a. ma io con un discorso chiaro e cristallino come il tuo sono assolutamente d'accordo, figuriamoci.
Il punto è che se da architetto devo scommettere sul futuro, scommetto sul bim, ma non perchè sono giovane (non solo probabilmente) quanto perchè ne ho saggiato limiti e potenzialità (ripeto a diverse scale) e credo sia lo standard che si andrà per forza di cose ad imporre perchè permette un controllo troppo avanzato per essere ignorato.
Che poi sul singolo intervento sia opportuno scegliere questo o quel software e quindi implicitamente questo o quel workflow è assolutamente ragionevole e condivisibile.
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