CAPANNONI "NON PROPRIO" INDUSTRIALI

messaggio inserito martedì 3 luglio 2018 da MICHELE BONANNO

[post n° 410548]

CAPANNONI "NON PROPRIO" INDUSTRIALI

Salve a tutti e grazie dell'attenzione. Mia madre, 58 anni, è proprietaria di un complesso di 4000 mq di capannoni in lamiere coibentate che si estendono su un moggio e mezzo di terra. Essendo un terreno agricolo il permesso rilasciatoci dal comune era per costruire un impianto sericolo. Dopo aver terminato i lavori, abbiamo accatastato il tutto come D1, nella speranza che presto ci sarebbe stato un condono, che poi non c'è stato. E questo avveniva circa 5 anni fa. Intanto per far fronte alle spese (tasse e manutenzione), li abbiamo locati. 6 mesi fa, poi, per risparmiare sulle tasse, li abbiamo declassati come C2, 2000 mq, e D8, gli altri 2000.

Questo era per farvi il punto. Ora vi spiego il mio problema. Mamma ha subito una truffa, e si è ritrovata con un un grosso debito con la banca: tra carta di credito e finanziamenti parliamo di quasi 120.000. La banca non ci ha ancora dato addosso. Perché in qualche modo stiamo cercando di pagare. Ma fra breve i fondi per farlo si esauriranno, e saremo costretti a non pagare più, anche perché ci ritroveremo anche nella totale impossibilità di far fronte a pagamenti concordati con dei fornitori attraverso titoli bancari.

La mia domanda è, come avrete già intuito: come posso fare a proteggere il complesso di capannoni dalla banca? Credo che sicuramente metteranno un ipoteca, per poi pignorare la proprietà e metterla all'asta. La seconda preoccupazione andava ai fitti, ma ho risolto annullando i vecchi contratti. Poi ho fittato tutti i locali a una sola persona (a un prezzo molto-molto più basso), e poi li ho sub-affittatti agli inquilini. Il problema però rimane, ovviamente. Un notaio addirittura mi ha detto che farli mettere all'asta potrebbe essere un vantaggio. Nel senso che se riuscissi ad aggiudicarmeli la legge poi mi permetterebbe di condonarli. Ma è davvero così? Perché se lo è magari potrei cercare un interessato e spartirci la proprietà (meglio dividerla con qualcuno che perderla). Oppure avete altri consigli da darmi? Grazie e scusate se ho scritto tanto.
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Tralasciando il giudizio personale che mi verrebbe da riportare, ma del quale non saresti molto felice e dal mio punto di vista non molto professionale, la risposta alla domanda è no, non mi risulta esista una legge di "condono" per il tuo caso. Ti consiglio vivamente un tecnico ed un buon avvocato in carne ed ossa che ti consiglino per il meglio.
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Tua madre ha subito una truffa? Beh, lei per anni ha truffato lo Stato, ben le sta!
(Eh no, io non sono diplomatica come d.n.a....)
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Ma questi notai saccenti?
La risposta è no... i beni aggiudicati a seguito di esecuzione immobiliare non sono condonabili in quanto la data del pignoramento sicuramente non rientra nel periodo coperto da condono. A meno che l'attuale governo "del rinnovamento" non decida di farne una, ma la vedo difficile perchè attualmente sono ancora impegnati in campagna elettorale
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