Cambio destinazione d'uso, cosa fare?

messaggio inserito domenica 8 luglio 2018 da Andrea

[post n° 410671]

Cambio destinazione d'uso, cosa fare?

Allora, il mio primissimo incarico riguarda il cambio di destinazione d'uso di un immobile. Visto la mia inesperienza, chiedo aiuto a voi (in settimana chiamerò comunque l'ufficio tecnico)

L'immobile, attualmente, è una lavanderia e dovrà diventare una abitazione. Io so, dalla teoria universitaria, che è necessaria una scia, però mi sorge un dubbio: in questo caso si dovranno fare dei lavori, abbattimento di pareti (non portanti) e credo, non avendo visto ancora l'immobile, anche impianto elettrico e idraulico, inoltre la variazione catastale riguarda categorie completamente differenti, quindi, in questo caso è necessaria una scia o un pdc?
Dopo aver chiarito il dubbio prima citato vi chiedo se il procedimento da adottare è giusto:

1 sopralluogo, rilievo fotografico e planimetrico dello stato di fatto. 2 determinazione dei costi, preparazione della scia (o pdc) da presentare al suap con progetto definitivo. 3 pratica accatastamento e richiesta di agibilità
E' giusto? Una volta presentata la scia possono partire i lavori e alla fine di tutto richiedere agibilità e accatastamento?
Sono un po' teso, spero che non ci siano accanimenti contro di me, ma non ho mai fatto nulla di tutto questo se non teoricamente all'università.
Ringraziandovi, vi auguro una buona serata, Andrea
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la primissima cosa da fare è vedere se il pgt ammette questo cambio destinazione d'uso per quell'edificio/zona. potrebbe essere che se è al piano terra non sia ammessa la trasformazione a residenziale.
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Ciao, a quanto pare, secondo il prg, è consentito il cambio di destinazione d'suo. Ho dimenticato questo dettaglio nella domanda,
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Occhio e croce serve una SCIA, ma leggi bene il 380/01 che forse potresti entrare anche in CILA. Difficilmente in PdC, ma dipende dalla normativa regionale se è particolarmente restrittiva.
Catasto e urbanistica sono due mondi a se, il catasto ha la sua normativa, l'urbanistica la sua. quindi non il tipo di pratica è indipendente dalla pratica catastale.
1 ok.
2 preparazione della pratica e presentazione del progetto.
2 attesa dei controlli comunali, per eventuale integrazione, per 30 gg
3 computo metrico se serve.
4 contratto con impresa/e
5 svolgimento lavori con direzione dei lavori e sicurezza se ricadente (2 o piu imprese)
6 SCIA agibilità con accatastamento, dichiarazioni impianti, Aqe se necessario ecc.
Nota importante e voce n. 0,00.... preventivo della tua parcella sottoscritto e tuo incarico sottoscritto. Non lavorare per pochi spiccioli per cortesia, e chiedere aiuto a colleghe in carne ed ossa se necessario.
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Ok per tutto. Alla fine, eventuale punto 7, c'è la pratica per l'accatastamento, giusto? Ad ogni modo ti ringrazio d.n.a. per la tua disponibilità.

Ti auguro una buona giornata
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