partita iva

messaggio inserito martedì 1 febbraio 2005 da marvin

marvin : [post n° 41068]

partita iva

Ciao a tutti! eccomi a chiedervi un'opinione:
non ho passato l'esame di stato, vabbè ci riprovo!..ma, osservando l'andazzo di noi gente alle prime armi, sta diventando un problema perchè gli studi che richiedono collaborazioni, vogliono l'abilitazione per metterti in regola pagando le fatture (non sia mai proporre un contratto!!!)
E a me è venuta un'idea!!
Insieme ad una collega che si trova nella mia stessa situazione pensavo di aprire una semplice srl, in modo da avere comunque una p.iva comune per entrambe (ci sarà il regime agevolato per 3 anni?) E' una cavolata quella che sto pensando?
Nel momento in cui passeremo l'esame di stato potremmo aprire una partita iva diversa, quindi individuale con i contributi a Inarcassa, etc.
L'idea della società era un progetto futuro (studio Associato, etc.), ma se può servirci già da adesso, non può essere una soluzione?
Attendo insulti (non ci capisco niente non ste cose!)

Grazie_marVin

(visto che siete i miei idoli mi sapete dire anche come curare il mio Ficus Benjamin che sta per crepare?!?!?...il verde è importante nell'architettura!)
Angy :
Nooooo....assolutamente non ti conviene costituire una srl agli inizi, a meno che tu non disponga di notevoli capitali da investire (ma magari con la tua splendida barca riuscirai a farne di capitali, ti auguro ;-). Le forme societarie sono diverse, alcune sono società di capitali (srl) altre società di persone (snc, sas...che però per l'esercizio della professione non sono contemplate, perchè considerate società di tipo commerciale). Per quel che posso intuire dalle tue esigenze, ti conviene sicuramente costituire uno studio associato, è quello che ti fa pagare meno tasse e ti permette più agevolazioni. Per quel che mi risulta, però, non si può mantenere il regime agevolato (ma comunque ti conviene chiedere per sicurezza ad un commercialista... non sia mai!). La srl vi strozzerebbe subito perchè ha un regime fiscale molto pesante, essendo una società di capitali...inoltre c'è una gran confusione normativa (sai la novità...) sull'oggetto sociale della società di cui è socio un architetto, confusione che è stata accresciuta dall'introduzione delle società di ingegneria...te lo posso assicurare perchè ci sono passata, a mie spese... dunque secondo me sei più sicura se costituisci uno studio associato, per ora...poi purtroppo nessuno sa cosa ci riserva la legislazione per il futuro ;-)

Angy

P.S. : Un consiglio importante che mi è stato dato da chi ne sa parecchio di società, e anche dall'esperienza dei miei conoscenti: SCEGLI con cura il tuo (o i tuoi soci)...prenditi tutto il tempo che vuoi per redigere l'atto di costituzione della società...una volta firmato, ti costerebbe molto tornare indietro
delli :
mi pare anche che nelle società di servizi tipo di ingegneria almeno uno dei soci deve avere l'abilitazione alla professione
oltre al fatto che, come giustamente dice angy, ti comporta un versamento iniziale di capitale per aprire la società (minimo 1/3 del capitale se non ricordo male) e le spese fiscali sono abbastanza pesanti
...non so se nel tuo caso sia una scelta giusta
ti serve per forza un commercialista e non credo proprio che puoi approfittare di un regime agevolato

bye bye

bye bye
Angy :
Ci vogliono 10 anni di anzianità di iscrizione all'Ordine per almeno uno dei soci di una società di ingegneria, il cosiddetto direttore tecnico. Ma, se vuoi un consiglio, torno a ripetere, non mi sembra che queste siano soluzioni adatte per te, soprattutto considerando che all'inizio della professione sono quasi solo spese, tasse e pochi guadagni...ciao

Angy
alinger :
Potalo e mettilo all'esterno...ce la farà.
saluti
marvin :
non avevo dubbi sul fatto che non fosse così semplice..ho capito che , come al solito, devo diventare prima ricca!! il problema è che se non trovo la modalità con cui mi devono pagare è un po' difficile...
Se le possibilità che ho ora "vanno in porto" so solo che vado fino a Torino e do un bacio ad Angy :) (l'hai vista? ti piace?..adesso la sto migliorando!!)

grazie anche a delli

e soprattutto ad alinger: purtroppo è quello che ho già fatto, ma il freddo polare dei giorni scorsi mi sa che lo sta stroncando!!! premetto che sono l'antitesi del pollice verde...era l'ultimo superstite sul mio balcone!!

ciaooooooo
nico :
scusami, anch'io sono nella tua stessa situazione, e cioè:
ho appena fatto un contratto, faccio le fatture a fine mese come prestazione occasionale, ho aperto la p.iva a regime agevolato, ma non sono iscritto all'albo.
all'apertura della p.iva, invece che "architetto", fai mettere "studi di architettura".
non capisco qual'è il tuo problema!!
buon lavoro
gg :
apriti una partita IVA come disegnatore o grafico, scegli un regime agevolato, tanto non avrai grosse spese da scaricare, e intanto ti sei fatto pagare. Poi quando prendi l'abilitazione, cambi partita IVA (da architetto), ti iscrivi all'Ordine, alla Cassa, e vai avanti. Volendo, a quel punto puoi fare uno studio associato con altri professionisti iscritti a un albo.
Purtroppo (o per fortuna) le prestazioni occasionali comportano molte limitazioni in termini di cifra complessiva annua e durata del periodo della prestazione. Se è una-tantum, è possibile. Se il lavoro diventa continuativo, ti troverai obbligato ad aprire una partita IVA.
Hai considerato l'ipotesi del contratto a progetto?
marvin :
io lo considererei pure, ma non sono io che dovrei. Purtroppo vuoi per ignoranza (è troppo nuovo come contratto e nessuno ci si sbatte per capirlo!), vuoi perchè mi sa che ci sono dei contributi che non raggiungono quelli di un contratto di assunzione , ma ci sono!, i capi sono sempre scettici a farlo.
..almeno l'iva possono recuperarla.
Grazie gg!! (non per sminuire gli altri, ma hai un modo di spiegarti eccezionale!!..ma sei administrator giusto?!?..che onore!)

Ciaoooooooooo
delli :
GG è Grande Grande :)
bye bye
ff :
I contributi ci sono per il Contratto a Progetto, ma sono RIDICOLI.
Vanno a finire nella 'Gestione Separata INPS' e non sono reversibili se, dopo un po' di tempo, passate all'INPS (quella dei dipendenti) o all'Inarcassa. O meglio, lo sono solo dopo che li avrete accumulati per 5anni (se resistete in una condizione di ingiusto sfruttamento così a lungo), e mi pare che comunque debbano aver raggiunto un certo tetto per poter essere riversati altrove.
Nell'assurda ipotesi di andare in pensione con la 'Gestione Separata INPS', dopo una vita da dipendenti-autonomi (le contraddizioni sono legalizzate, in Italia), avrete una bella pensione da fame (tipo 300-400euro).
E come la mettiamo con la "riconducibilità a un progetto o programma di lavoro o fasi di esso"... se poi lavorate su mille progetti diversi? Questo si chiama LAVORO DIPENDENTE MASCHERATO DA COLLABORAZIONE PARASUBORDINATA. In tal caso, "la legge stabilisce che il giudice può considerare il contratto a progetto lavoro subordinato sin dalla data della costituzione".
Bene. Ma a quel punto che si fa? Si va da un avvocato?
E chi ce li ha i soldi per fare causa al capo?
Questo è lavoro nero legalizzato!
Il capo dorme sonni tranquilli, perché comunque vi ha "messo in regola".
Ma voi riuscirete a dormire senza tutele, senza diritti?
Leggete qui:
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