Come classificare l'intervento nella SCIA, cambio destinazione?

messaggio inserito martedì 4 settembre 2018 da Baldo

[post n° 411991]

Come classificare l'intervento nella SCIA, cambio destinazione?

Essenzialmente: sto compilando una scia per un cambio di destinazione d'uso (solo per il 50% della superficie utile) con opere che non riguardano però parti strutturali. Vorrei sapere cosa sbarrare sul modulo, perché tra le tante cose non trovo quella giusta; quella più indicata, a parer mio, è: "interventi di ristrutturazione edilizia conservativa", perché comunque l'edificio cambierà nella sostanza, ma non nella forma.
Altre voci tipo: "intervento di mutamento di destinazione d'uso" non mi sembrano corrette, perché poi continua dicendo: "...eseguiti in assenza di opere"...come dovrei comportarmi?
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Ti sta dando grattacapi non da poco sta SCIA Baldo. il mutamento della destinazione d'uso è inteso urbanisticamente rilevante, quindi tipo agricolo residenziale, commerciale artigianale, Probabilemnte tu sei in cambio di categoria edilizia, e la verifica degli standard dipende dal regolamento edilizio del comune quindi difficilmente ti possiamo aiutare concretamente. studia bene il dpr 380/01 e vedrai che riesci a mettere le crocette al posto giusto. Se proprio non riesci a risolvere passa in comune, molte volte sono caritatevoli con chi è alle prime armi.
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Ciao Baldo, non so a quale "modulo" tu ti stia riferendo. Variano da zona a zona. Esaminando solo la normativa nazionale, mi sembra che il tuo caso possa rientrare in:
a) manutenzione straordinaria senza opere strutturali, nel caso in cui non avvenga un cambio d'uso urbanisticamente rilevante;
b) ristrutturazione edilizia senza modifica di volume, prospetti, sagoma, non in zona "A", nel caso di un cambio d'uso urbanisticamente rilevante.
Quindi immagino che il tuo Comune intenda come "ristr. edilizia conservativa" il caso b), in antitesi alla ristrutturazione con demolizione e ricostruzione.
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@arch_mb, si penso sia riferito al caso B da te citato.. Perché l'intervento riguarderà (secondo NTA:
-frazionamento dell'immobile con mutamento destinazione d'uso per max 50% superficie utile
-abbattimento e ricostruzioni delle partizioni interne non portanti (con creazione parete divisoria tra le due aree)
-in più si interviene su una veranda fatiscente condonata, anche li non sono lavori strutturali
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