Catasto e comune discordi

messaggio inserito martedì 30 ottobre 2018 da Marcello

[post n° 414346]

Catasto e comune discordi

Nel mese di luglio , attraverso uno studio notarile , ho effettuato una divisione di immobili tra fratelli , proveniente da una successione. Tutto è andato secondo le normali procedure . Nel mese di settembre ho incaricato un architetto per una ristrutturazione dell'appartamento sito al piano terra , richiedendo una SCIA . Al momento del ritiro del progetto , l'Architetto ha scoperto che tutto l'edificio è sfalsato di 1 piano.
Il piano terra , (box poi con cambio destinazione d'uso diventati appartamenti) sono seminterrati mentre oggi sono al pianto T . In sostanza tutto l'immobile è cresciuto di 1 piano . Premetto che al catasto risulta tutto regolare sia come visura che come planimetrie e che dal 1985 unità immobiliari ( box ed appartamenti) hanno subito normali vendite senza problemi. La domanda è : come è possibile che tra catasto e comune i dati non sono allineati . Ovviamente su tale appartamento pago le tasse al Comune come unità abitativa .
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Il catasto vale a fini fiscali ma non è probatorio fa sempre fede quanto depositato in comune.
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Marcello, purtroppo se ne vedono a decine di queste situazioni. Come dice Albo, il catasto ha l'esclusivo fine fiscale di determinare la tassazione, o rendita dominicale. La conformità edilizia si verifica attraverso una ricerca tra gli atti autorizzativi conservati dal Comune, ma non è il Comune che è tenuto - e nemmeno ne avrebbe facoltà e strumenti - a fare "confronti" tra stato autorizzato e stato catastale. E' onere di chi vende, e si mette in mano di notai che stipulano atti di vendita e successione, verificare che l'immobile sia legittimamente autorizzato.
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Il problema è che i notai continuano a richiedere unicamente la conformità catastale, perciò ci si ritrova con questi problemi...
Conformità catastale che non serve a niente se poi l'acquirente deve ristrutturare.
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Giustissimo desnip. E' un corto circuito che crea infiniti problemi, anche perché i privati non conoscono questi aspetti e si mettono nelle mani, appunto del notaio aspettandosi un "chiavi in mano". Del resto, se posso aggiungere una punta polemica, lo pagano di conseguenza. Ebbene, non è così.
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e aggiungo, non ho mai visto nessuno tirare in ballo il notaio dopo che ha scoperto i casini quando pensava di aprire cantiere e sistemarsi casa. Tutti zitti e via di sanatoria edilizia.
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Il problema, kia, è che ai notai basta inserire quella dicitura in cui i venditori dichiarano sotto propria responsabilità la conformità dell'immobile. Dopo a loro che gli puoi fare?
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Niente. Comunque è vero che di casi del genere se vedono a iosa, e non mi pare ci sia la percezione da parte dei cittadini che ci sia un problema sostanziale a livello di notaio (che pagano). Spesso si dà la colpa al comune strozzino. E via coi casini ereditati...
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