Inarcassa e commercialista troppo cari!

messaggio inserito mercoledì 21 novembre 2018 da Bombo

[post n° 415086]

Inarcassa e commercialista troppo cari!

Buongiorno,
sono iscritto all'albo degli architetti e ho partita Iva. Purtroppo non lavoro e non fatturo. Sono seccato dalle enormi cifre che mi chiede inarcassa e il commercialista. Vorrei mantenere il timbro per eventuali e occasionali lavori (se mai ci saranno) senza dovermi svenare 4000 euro l'anno che non trovo sotto i cavoli. Come posso fare? Soluzioni? Grazie
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non puoi. se vuoi timbrare sei obbligato ad avere partira iva. io ho chiuso la partita iva proprio epr questo motivo, mio malgrado e con grande sofferenza, e mi sono buttata sui concorsipubblcii finchè ne ho vinto uno
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Scusa, chiudi la partita iva e aprila quando ti servirà...
Intanto non è necessario pagare 4.000 euro l'anno: i contributi inarcassa si possono ridurre per chi fattura meno di 15.000 euro l'anno. Inoltre, perchè tenere un commercialista (ma soprattutto perchè pagarlo) se non fatturi?
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Scusa denisp a me risulta che a inizio anno devo comunicare in quale fascia devo essere inserito a inarcassa...ossia dire che sono nel regime dei minimi. La chiusura però della partita Iva non mi permette di tenere il timbro e restare iscritto all'ordine? E con quale pretesto e cassa assistenziale? La verità è che risulto con un attività ma in realtà non lavoro. Voglio elencarvi le mie spese annuali per capire dove mi si frega...
250€ iscrizione all'ordine
197€ pec deleghe f24
1500 prima rata inarcassa
197 tariffa commercialista
1500 seconda rata inarcassa
580 importo in scadenza questo 29 novembre incluso primo semestre commercialista
Insomma...fatturazione 0!
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Scusate 197 sono entrambe le deleghe F24 e pec
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Scusate 197 sono entrambe le deleghe F24 e pec
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Immagino che quando hai aperto tutte le posizioni avessi sperato nella partenza di quache lavoro che non è arrivato. L'iscrizione all'ordine la puoi mantenere, anche senza partita IVA, se proprio ti interessa. Non devi giustificare loro nulla. Il timbro non lo puoi usare per lavorare - non si può esercitare la professione come prestazione occasionale. Sai che se non si paga la cassa previdenziale, niente maturazione previdenza - questo apre altri scenari, facci una riflessione aggiuntiva (anche se io sono molto scettica sia sugli importi che matureremo, sia sul fatto che il sistema pensionistico degli attuali 30-40enni sarò anche solo simile all'attuale, motivo per cui non ho mai riscattato la laurea). Tuttavia mentre l'INPS si paga sul lavoro effettivamente reso, i minimi Inarcassa rendono assurdo rimanere iscritti se non si fattura, per cui anch'io consiglio di chiudere tutto finché non ti servirà. Considera che la nuova apertura e la nuova iscrizione alla cassa si fanno in un paio d'ore (anche senza l'aiuto del commercialista), quindi non farti troppi scrupoli. Sono soldi tuoi, stiamo scherzando.
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io avevo chiuso partita iva dopo che era stata emanata una circolare inarcassa dove si diceva che tutti gli anni a fatturato 0 non sarebbero stati conteggiati a fini pensionistici nonostante i contributi minimi venissero versati ugualmente: decisione vomitevole sulla pelle della nostra generazione
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Ecco...posso mantenere l'iscrizione all'ordine ma devo ridare fisicamente il timbro? Vorrei tenerlo ovviamente senza timbrare per poi eventualmente averlo già quando e se riapriro partita Iva. Praticamente se ho capito bene non lavorando perderei anno ontributi pensionistico ma x lo meno terrei i soldi che con quelli ci camperei 2 anni... tenere il timbro (senza usarlo) e l'iscrizione regolandosi con altra cassa contributiva tipo INPS versando un minimo cmq giusto per non perdere l'anno non si può?
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AH! Non sapevo! La mia stima aumenta. Guarda quando ho mandato la cancellazione ho provato un momento di vera soddisfazione. (Per curiosità, qual è la circolare? Me la leggo volentieri).
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@bombo, il timbro tienilo certo. Per la questione previdenza vedi quello che ha scritto ArchiFra, e parla con il commercialista. L'hai ben pagato!! Usalo!
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Scandaloso...e non ne sapevo nulla
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io ho chiouso partita iva ma ho continuato a pagare l'iscrizione all'ordine e ho tenuto il timbro, anche se non lo uso.
la perdita dei contributi era inserita nel nuovo statuto 2012, che se non sbaglio stabiliva anche che per avere la pensione minima bisognava aver avuto un guadagno NETTO di almeno 12.000 annui negli ultimi 10 (o 15) anni di professione.
se chiudi partita iva non puoi versare a inps senza motivo: devi aprirti una previdenza privata volontaria che comunque poi si andrà a sommare a eventuali contributi che percepirai in futuro se sarai assunto o riaprirar partita iva
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Ho necessità di cambiarlo...sono stanco di sentirmi dire che devo restare in questa condizione e non c'è alternativa. Ho provato con un secondo dove ho riferito le stesse cose dette qui con lo stesso tono di fastidio...mi ha risposto: "benvenuto nel mondo del lavoro!" La realtà è che se chiudo poi non magnano pure loro. Mi interessa zero.
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Interessante. Una previdenza privata volontaria. Hai qualche notizia in più?
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di previdenze private ce ne è a bizzeffe, ognuna con le sue caratteristiche, devi informarti presso banche e assciurazioni oppure cerca su google e capisci qualcosa
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Ciao ho appena chiamato inarcassa per saperne di più di sta cosa...mi hanno risposto che in realtà l'anno lo perdi non quando fatturi 0 ma quando fatturando 0 chiedi il ......soggettivo (ora non ricordo il nome) che è un procedimento che puoi chiedere 5 volte consecutivamente
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Come la perdita dei contributi!!! Inarcassa mi ha detto che se mi tolgo quegli anni che ho versato mi restano
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@bombo aggiungi alla lista delle spese:
Assicurazione obbligatoria (minimo 600€ e copre un cavolo se fai cantiere)
Formazione professionale (se vuoi fare qualcosa di utile e non i corsi marchetta degli ordini)
Pos obbligatorio (anche se nessuno ti paga, noi dovremmo averlo per il "non si sa mai che decidono di pagarti).
Anch'io sono arrivata alla triste decisione di chiudere a fine anno. Le spese sono costanti, ma i clienti pagano se e quando vogliono.
Causa maternità il mio reddito era già calato. Mi sono avvalsa per 5 anni della deroga al contributo minimo nella speranza che il mercato si riprendesse.
Accettando la deroga, paghi 1800 € circa all'anno + l'iva su quello che hai guadagnato. Ma questi 5 anni non vengono conteggiati ai fini pensionistici. Ti restano gli anni che hai versato precedentemente.
Se invece si decide di chiudere la p Iva, i contributi precedentemente versati vanno in gloria.
Ma anch'io fatico a pensare di pagare 4mila euro di spese vive quest'anno.
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@ Bombo
si chiama deroga al contributo soggettivo. Paghi un minimo fisso (700 euro circa, non ricordo bene) e poi alla fine dell'anno successivo paghi il 14.5% su quanto guadagnato l'anno prima. devi però stare sotto i 15000 e rotti euro di fatturato.
Non perdi l'anno, credo venga conteggiato ma non vale un anno intero di contributi.
Però, magia...se guadagni, facciamo caso, 15000 euro, l'anno dopo a dicembre paghi 2175 euro ( 0.145*15000) a cui aggiungi i 700 dell'anno prima, e quindi arrivi quasi a 3000 euro, ossia l'anno di contribuzione normale, ma senza che ti venga contato integralmente. Insomma, la deroga va bene nel tuo caso, quando guadagni zero o comunque stai sotto i 6/7000, altrimenti, considerato che devi lavorare sei mesi in più per raggiungere la quota pensionistica, conviene pagare normalmente.
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@Camilla ma come! Se chiudi partita Iva perdi i contributi finora versati??? Ma dai! Ho chiamato inarcassa oggi è mi hanno detto che non li perdi... un domani che la riapri si riparte da dove avivi lasciato
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Quoto arko, era quello che intendevo dire.
Inoltre ovviamente non si perdono i contributi versati.
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No allora questi sono folli! Ho fatto la stessa domanda 3 volte e mi ha detto che li perdevo. Da oggi invierò quesito scritto così almeno mi resta traccia allora.
Comunque per la deroga vale quello che ho detto. Vi ho aderito per 5 anni. Ogni anno in cui si aderisce, non è conteggiato ai fini pensionistici. Si può decidere però di integrare il non versato e recuperare gli anni.
Quando si richiede la deroga, c'è un form che pone attenzione proprio su questa cosa.
Inoltre io anche quando ho guadagnato 4mila euro (perché non ho lavorato a causa di miei problemi familiari) ho dovuto versare 1800 € circa a inarcassa.
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