Maternità e incarico consulente pubblico

messaggio inserito martedì 5 febbraio 2019 da Vale_archSky

[post n° 417470]

Maternità e incarico consulente pubblico

Ciao a tutti, ho bisogno di qualche indirizzo sulla mia situazione. Ho tra le mani la possibilità di chiudere un contratto come consulente esterno per una pubblica amministrazione, la quale è intenzionata a raggiungere degli obiettivi d'ufficio entro la fine del 2019.
Il lavoro verrebbe svolto effettivamente insieme ad un mio collega, con il quale abbiamo già fatto qualcosa per lo stesso ufficio.
Proprio in questi mesi che la trattativa sta prendendo forma ho scoperto di essere incinta. Attualmente sono entrata nel terzo mese, è ancora molto presto per dirlo soprattutto perché ancora manca un po' agli esami prenatali che mi permetteranno di stare tranquilla sull'andamento della gravidanza.
Premesso che vengo da un anno di disastro economico per me è importante poter guadagnare qualcosa quest'anno, e che la aura di essere tagliata fuori mi uccide, ho pensato a due opzioni:
- Taccio fin quando non vedo che le cose iniziano a prendere una forma concreta, per la paura che il mio incarico caschi direttamente nelle mani del mio collega che le ovaie non le ha,
- Ne parlo tranquillamente al momento opportuno (diciamo dopo i tre mesi e mezzo), anche a contratto già firmato forte del fatto che essendo libera professionista non si può parlare di maternità, palesandogli la cosa come gestibile anche da casa (come loro stessi ci dissero), non essendo prevista frequenza assidua nei loro uffici, direzione lavori, ecc. ed essendo questo un lavoro da scrivania, mandando il mio collega agli incontri quando io non potrò (pre e post parto e allattamento), prevedendo di trovarmi qualcuno in grado di farmi il lavoro dei software sottobanco, se dovessi non farcela fisiologicamente a riprendere subito.
Il fatto è che ho realmente timore che questo lavoro mi scivoli dalle mani, non me lo posso permettere, economicamente e professionalmente. È stato un anno pesante, non voglio peccare di ingenuità dandomi la zappa sui piedi per la troppa onestà ma neanche andare contro la deontologia professionale.
Altra domanda: essendo un incarico a nomina diretta è prevista la stipula di un contratto? Che cosa potrebbe prevedere per la maternità? Sospensione o addirittura cessazione?
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E' difficile dare un consiglio in una situazione delicata come la tua, però da architetto padre di un pupetto di 6 mesi, posso dirti che vedendo l'impegno pre e sopratutto post parto a cui è sottoposta mia moglie, ti posso assicurare che nei primi tre mesi (ma possono anche essere 6 o piu) non hai assolutamente tempo e sopratutto energie per fare altro se non curare il tuo piccolo, ed è giusto così, se sei in 5 mesi, partorirai verso metà anno, il che significa che se va bene il tuo pupo avrà i suoi 3/4 mesi ottobre novembre, ovvero verso fine anno, quindi calcola che sarai ko per la maggior parte del tempo utile, perchè prima del parto, l'ultimo mese se va tutto bene, comunque non sarai in grado di lavorare (fisicamente sicuramente, mentalmente potrebbe anche essere pure). ti parlo per fresca esperienza vissuta. Non conoscendo la tua situazione familiare non mi permetto altro, ma se posso permettermi, scegli la soluzione che ti da la maggiore serenità, perchè l'esserino che cresce dentro di te, è parte di te, e avverte sempre, e ripeto sempre il tuo stato d'animo, prima e dopo di essere venuto al mondo, e il suo benessere è il tuo benessere con rapporto di 1 ad 1, e lui o lei saranno parte importante della tua vita ( a tempo indeterminato) mentre il lavoro passa va, te lo scordi, magari continui a tirare la cinghia e a fare mille sacrifici.
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Vale, senti a me, non dire niente e prenditi il lavoro. Tacere non è deontologicamente scorretto: per una questione di privacy, non sei obbligata a parlare dei tuoi fatti personali.
Quando la situazione diventerà per te pesante per gli impegni della maternità, vorrà dire che il tuo collega si sobbarcherà la maggior parte del lavoro. E te lo dice una che non ha figli e ha dovuto spesso sobbarcarsi extralavoro per maternità di persone con cui aveva rapporti di lavoro.
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Ciao dna, grazie per il tuo consiglio. A proposito delle scelte che possono assicurarmi di vivere serenamente questo evento, ti dico che ho rifiutato un lavoro a contratto come tecnico di cantiere perché per loro avrei dovuto muovermi in scooter full time, oltre a seguire più di dieci cantieri. Diciamo che non mi rende affatto tranquilla il pensiero di affrontare la gravidanza con questi carichi di lavoro, e rischi poi.
In famiglia aiuto non manca, ma il io e mio marito ci siamo appena trasferiti e sebbene lui abbia uno stipendio sicuro non basta per affrontare le spese di una famiglia appena nata.
Come dici tu, il lavoro passa e va, in questo caso il lavoro è leggero e al massimo il mio collega prenderà anche una mia piccola parte se io non mi sentirò di trascurare la mia famiglia.
Certo è che il portafoglio al momento è vuoto e mio marito, pur avendo un lavoro sicuro, non ha uno stipendio altissimo...tolto il mutuo, spese ecc. è comunque dura.
Comunque ora sono di 3 mesi, nascerà a metà settembre, proprio nel pieno del lavoro. Ma pazienza, come dici tu è una scelta combattuta proprio per questo...perché in realtà non dovrei avere timore di nulla.
Grazie per aver condiviso la tua esperienza.
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Grazie anche a te per i consigli. È quello che spero di poter fare, trovare qualcuno per baipassare il periodo. Intanto che mi faccio un'idea aspetto e vedo come si muovono le cose.
Grazie
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Non ti fasciare la testa. Vivi giorno per giorno e manda avanti quanta più roba possibile. Fai sempre in tempo a sbarazzarti di ciò che ritieni secondario qualora non dovessi farcela.
Ovviamente mi riferisco all'incarico!
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