Primo lavoro e molti dubbi

messaggio inserito giovedì 7 febbraio 2019 da Donato

[post n° 417607]

Primo lavoro e molti dubbi

Come scritto nel titolo, mi trovo ad affrontare, seriamente, un primo lavoro di ristrutturazione. La committente comprò a luglio un immobile di categoria C/3, nel corso dei mesi abbiamo ragionato e ragionato fino ad arrivare ad una conclusione su carta. Ora, a distanza di qualche mese, prima dell'inoltro della pratica mi sorge un dubbio (nato grazie anche a professionisti architetti che mi stanno aiutando a comprendere tutto il funzionamento della parte burocratica): nella visura catastale storica dell'immobile, in due periodi precisi noto che:
- nel '92 in visura scrivono "DIVERSA DISTRIBUZIONE DEGLI SPAZI INTERNI-NOT. xxxxx795 (n. xxxx.x/1992);
- nel '85 "VARIAZIONE del xx/xx/1985 in atti dal 99 AMPLIAMENTO (n. xxxx/1985);
- poi c'è una unione di particelle, che inizialmente erano separate, mentre, ad un tratto, nello storico, la seconda sparisce.
Nel 1986, invece, viene inoltrata, dal vecchio proprietario, una domanda di condono con elaborati, con riportato sul frontespizio n. e anno di rilascio.
Richiedendo una visura planimetrica ultima, risalente al 92, lo stato dei luoghi è diverso perché sono presenti due paretine in più, quando poi nell'atto del notaio non erano riportati ulteriori interventi sull'immobile se non la la domanda di condono prima citata. Rivedendo gli atti notarili passati viene detto che la costruzione dell'immobile è ante 60..
Ora io ho a disposizione solo gli elaborati della pratica di condono, difformi per le due pareti prima indicate, senza alcun altro elaborato. Prima di procedere all'invio vorrei essere sereno e convinto, senza alcun timore di sbagliare. Come mi consigliate di procedere? Vorrei lavorare su basi solide, ma molto più importante, legittime.
Grazie a chiunque risponderà.
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Immobile ante 60 con condono 85 è corretto che tu faccia riferimento a questi elaborati per attestare la regolarità dello stato dei luoghi.
Dimenticati in ogni caso i catastali perchè a te interessa la conformità urbanistica e solo in un secondo momento quella catastale. I danni si fanno quando c'è irregolarità urbanistica non catastale.

Per fugare ogni dubbio potresti comunque eseguire un accesso agli atti per reperire i grafici di condono, gli accatastamenti, le relazioni allegati all'istanza ecc (ed accertarti che questo sia effettivamente rilasciato), secondariamente potresti capire se effettivamente l'immobile è ante 60 e, ancora, se dopo l'85 sono o meno intervenuti interventi edilizi.
Te lo dico perchè nel 92 hai rintracciato un accatastamento per diversa distribuzione (Così mi pare di capire), se è così questo è successivo al condono (è successivo al condono?) ergo potresti avere la piena conformità dal combinato di condono 85 + titolo edilizio (che devi reperire) atto a giustificare l'accatastamento del 92 per diversa distribuzione spazi interni.

Se non trovi titolo edilizio per la diversa distribuzione dovresti, per regola, sanare la condizione prima di fare altre robe....di regola.
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Ti ringrazio per risposta. Allora:
- L'atto di compravendita dell'anno 83 cita le due particelle e, inoltre, dice che la parte venditrice lo ha acquistati nel 61;
- L'atto di compravendita dell'anno 93 dice che è conforme alla planimetria dell'anno 92 (e la visura riporta: "DIVERSA DISTRIBUZIONE DEGLI SPAZI INTERNI-NOT. xxxxx795 (n. xxxx.x/1992)") che era stato oggetto, l'immobile, della scheda n. xxxx del xx/xx/1985, dove le particelle, poi, saranno fuse (e qui in visura è riportato: "VARIAZIONE del xx/xx/1985 in atti dal 99 AMPLIAMENTO (n. xxxx/1985)"). Inoltre, sempre l'atto del 93 fa riferimento al condono dell'anno 86 con relativa domanda di sanatoria ai sensi della 47/85 con timbro protocollo dell'ufficio tecnico.

Gli elaborati del condono ci sono, la planimetria che è stata presentata al catasto nel 92 c'è ed è conforme al condono... Scusate se sto facendo confusione, ma mi ritrovo a fronteggiare una realtà "nuova", l'università non ti prepara al mondo lavorativo..




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Continui a citare il catasto, dimenticalo per un attimo.
A te interessa la storia urbanistica dell'immobile, quindi dovresti eseguire un accesso agli atti e vedere :

1) se c'è qualcosa che non conosci precedente al condono
2) se il condono è rilasciato (l'esistenza di una domanda di condono presentata con protocollo non attesta il rilascio del titolo in sanatoria che è l'unica cosa che davvero ti interessa)
3) se c'è qualche titolo successivo al condono

Una volta reperite tutte queste informazioni le incroci con i catastali, vedi le difformità ed eventualmente valuti gli interventi più opportuni da porre in essere.

Se non sai eseguire un accesso agli atti, o comunque non hai esperienza e non sai dove mettere le mani (le prime volte che ti mettono davanti i fascicoli è straniante) chiedi la consulenza di un collega, se è un amico magari ti affianca gratis altrimenti non temere di dover pagare una piccola parcella per la consulenza perchè sono soldi benedetti visto che con i titoli edilizi è un attimo fare cazzate di cui pentirsi.
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Farò così, ti ringrazio ancora
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