Richiesta

messaggio inserito domenica 10 febbraio 2019 da Alberto

[post n° 417674]

Richiesta

Buongiorno a tutti chiedo un vostro aiuto, 1 anno fa mi sono rivolto ad un architetto con mia moglie chiedendo se su un terreno di mio suocero si potesse costruire, l’architetto dopo essere venuto a vedere il posto mi ha fatto un progetto e un disegno dicendo di valutarlo e farmi qualche preventivo, nel frattempo lui avendo amicizie in comune ha presentato al comune e beni ambientali il progetto, ha fatto i vari calcoli di questa abitazione di 100mq, poi io e mia moglie alla luce dei conti fatti abbiamo abbandonato il progetto optando per l’acquisto di un immobile, ora l’architetto ci ha fatto per la prima volta vedere il preventivo del lavoro che dovrebbe avere svolto, circa 11700€ e vuole un pagamento per il suo lavoro parziale di € 6000 in ....., sono a chiedervi se vi sembra giusto questo fatto e se sono tenuto a fare questo pagamento, grazie
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Il collega ha svolto molto più di una fattibilità, presentando anche un progetto (che ha firmato immagino) ed il tutto va giustamente retribuito.

Quindi si è giusto il fatto e lei è tenuto a pagare.
Sull'eventuale contratto, sulle modalità di accordo tra lei ed il professionista e sull'entità della parcella richiesta non mi esprimo non conoscendo l'entità del lavoro svolto.
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Si ma noi non abbiamo firmato niente ne progetti, disegni e soprattutto preventivi che infatti ci ha lasciato a bocca aperta dato che non eravamo a conoscenza ne per via scritta o verbale, è questo fatto che ci ha spiazzato!
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Perdoni Alberto, premettendo che non conosco lei nè tantomeno il collega non capisco quale sia il nocciolo del discorso.
Un professionista ha svolto un lavoro per lei e lei è tenuto a saldare il costo del lavoro.
Sic et simpliciter.
Sul contratto, sulle modalità di accordo e sull'entità della parcella NULLA può essere detto dal momento che sono affari che riguardano lei ed il suo professionista e non terzi.
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Comunque io non volevo sapere se pagare o no l’importo perché non ho né problemi economici e tantomeno debiti, il discorso era avere un consiglio dato che io da professionista nel mio lavoro faccio decine di preventivi, rilievi e valutazioni al giorno ma dal primo momento che il cliente viene da noi io sono chiaro sulle spese che va incontro di qualsiasi entità si parli, se mi offro di fare dei disegni, rilievi e altro per un cliente io non mi permetterei mai di chiedere un compenso anche se il lavoro non va a buon fine, questa io lo chiamo lavoro da professionista, parlare subito per non avere problemi in seguito, sono sicuro che se lei si mette dalla parte del architetto prende le sue difese come d’altro campo faccio io con le mie ma il consiglio che chiedevo era un consiglio obbiettivo!
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invece è proprio da professionista farsi pagare il lavoro svolto anche se non si concretizza in un lavoro fisico con cantiere. il tempo e le mie competenze le ho comunque messe.
lei forse si rifiuta di pagare uno specialista da cui va a farsi visitare, ma da cui poi decide di non farsi operare? non gli pagherà l'interevtno (se fatto provatamente) ma gli pagherà le visite e i consulti fatti prima.
non farsi pagare un lavoro non è professionale: è prostituzione. è ben diverso poi il preventivo "se faccio tot stampe quanto mi costa" oppure "se compro tot materiale quanto mi viene", dal preventivo per un progetto edilizio che non può essere quantificato se non viene fatto un progetto, anche di massima: lei evidentemente non ha idea di cosa implichi il lavoro di architetto, se no non si porrebbe il problema se è giusto pagare la prestazione parziale finora eseguita e consegnata
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Qui c'è un altro problema. Lui gli ha chiesto "se" si poteva costruire e l'altro gli ha fatto un progetto, è andato in comune, ha fatto calcoli ecc. ecc. Il tutto senza un contratto preliminare.
Da un lato capisco l'irritazione di Alberto però dall'altro, mi perdoni, ma lei non può fare lo gnorri: quando alla sua domanda "si può costruire?" si è visto rispondere con tutto questo lavoro non richiesto, non le è venuto qualche dubbio? Non si è fermato un momento e ha chiesto all'architetto: "Aspetti, ma tutto questo quanto verrebbe a costare?".
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Buongiorno Alberto,

la colpa del collega è non avere stipulato con lei un contratto o quantomeno averle sottoposto un preventivo. Come professionisti abbiamo l'obbligo deontologico di stipulare un contratto con i nostri clienti. D'altra parte lei avrebbe potuto e dovuto chiederlo, perchè, come scrive, non è da due giorni che il suo architetto sta lavorando. Di lavoro poi ne è stato fatto, e lei ne era al corrente. Per rispondere alla sua domanda, il compenso è assolutamente dovuto; sull'importo e sulle modalità non mi esprimo.
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"lui avendo amicizie in comune ha presentato il progetto".
ma che significa, di grazia?
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Quando abbiamo chiesto quanto può venire il lavoro ci ha sempre detto andate tranquilli fin qui siamo solo all’inizio ci saranno qualche marca da bollo! Il problema che le spese sostenute non metto bocca ma se per un progetto finito il guadagno è di 8000€ non ne posso pretendere 4000€ perché mi accontento della metà se il lavoro non va a buon fine! Anche perché siamo stati chiari fin da principio dicendo che fare limmobile è solo per un investimento e vogliamo capire se ne vale la pena! Quindi già li uno doveva capire che prima di andare in contro a spese giustamente è meglio mettere in chiaro!
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il lavoro svolto parzialmente è soggetto a ricarichi, non si applica la media matematica "finito era tot, a metà è tot/mezzi"
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Concordo con Desnip. Errore dell'architetto, che doveva farsi firmare un incarico che, stando a quanto riportato da Alberto, non c'è. Tra l'altro ora è legge, quindi poco da fare. Per me niente è dovuto, sempre se così stanno le cose. Tuttalpiù, per questioni etiche, potrebbe corrispondergli un rimborso spese, ma, ripeto, per quanto letto, niente è dovuto.
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Rettifico. La situazione non è molto chiara, al di là del preventivo che l'architetto era tenuto a preparare? Alberto, specifichi meglio la questione. Lei ha dato incarico o no di eseguire il progetto e gli incartamenti necessari? Se sì, pur senza preventivo, è giusto che lei paghi le competenze. Eventualmente raggiungendo un accordo, visto che l'architetto non ha rispettato la normativa che lo obbliga a far presente al cliente quali siano le spese da affrontare.
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L’incarico non è mai stato formalizzato perché noi abbiamo espresso il desiderio di fare questa casa ma non avevamo la minima idea essendo profani del settore della spesa che si poteva andare incontro, lui si è offerto di farci un disegno per capire la superficie e per farlo visionare ad un impresario per quantificare il tutto, e poi ci ha detto che vedeva se per il comune c’era la fattibilità della costruzione, al momento che ci siamo accorti che le spese erano ben oltre le nostre aspettative abbiamo sospeso il tutto,
Se tu vai da un carrozziere con la macchina sfasciata per valutare il danno, lui giustamente farà le sue opportune verifiche ma se poi ti rendi conto che a conti fatti non conviene riparala, sono d’accordo che se il carrozziere per la valutazione mi prende 500€, ma se lui ti dice che comunque aveva già ordinato i pezzi e bloccato dei lavori per il tuo, voi gli dareste altri 5000€ perché sarebbe stata una parte dell suo guadagno e lui essendo un professionista ne ha diritto?
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alberto, ribadisco che lei non ha idea di come funzioni il nostro lavoro.
per fare un preventivo e valutare la fattibilità di un'opera BISOGNA fare il progetto. non accurato, non definitivo, ma comunque un progetto che implica che il tecnico perda ORE GIORNI SETTIMANE per studiare la normativa del luogo, fare i calcoli sterometrici, applicare le NTA e i rispettare eventuali vincoli e infine fare un computo metrico estimativo (prezziario alla mano) per vedere esattamente i costi di materiale e manodopera spiccia.
di norma, il compenso tutto compreso (progetto, direzione lavori, computi, capitolati, pratiche edilizie, rapporti con l'ente e le imprese, ecc...) si aggira intorno al 10%, quindi vuol dire che a fronte di un importo lavori finale di 200.000 euro il tecnico prenderà 20.000 euro, cifra assolutametne congrua visto l'impegno che ci ha messo e la responsabilità PENALE di quello che fa.
se il lavoro non viene eseguito perchè il cliente decide di non procedere, il tecnico si fa giustamente riconoscere solo il lavoro fatto fino a quel momento, cioè studio di fattibilità e progetto preliminare, con una maggiorazione tariffaria data dal fatto che il lavoro non è stato portato a termine nella sua interezza.
mi dica lei come avrebbe mai potuto avere un preventivo dei lavori se il tecnico non avesse fatto il progetto e sentito l'amministrazione per valutare la fattibilità.
il tecnico ha fatto il grave errore di non fare il contratto scritto, che è obbligatorio, ma lei ci conferma di avergli comunque dato lìincarico di fare quello che ha fatto, quindi assolutamente lo deve pagare.
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Il pagamento è l’ultimo dei mie pensieri perché come ho ribadito non ho fortunatamente problemi economici, ma secondo me è giusto pagare su dimostrazione del lavoro fatto e come dice lei il lavoro così è stato preventivato
120k edilizia e 130k impianti
Tot 250000€
Provigione architetto 9,7....% quindi tot prestazione circa 22000€
Poi ci ha fatto sconto per abbandono lavoro 11700€,
Poi chiudiamo il tutto a 8000€
Se facciamo il nero 6000€
Mi sembrava di trattare con il marocchino in spiaggia,
Quello che chiedo è semplicemente se esiste un qualcosa per avere il giusto prezzo giustificato??
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signor alberto, lei è partito chiedendo se deve pagare visto che secondo lei, non essendo partito il cantiere, non era legittimo riconoscere al tecnico il lavoro svolto. poi ha aggiustato il tiro nel suo ultimo messaggio dicendo che no, per carità, lo vuole pagare perchè lei ha soldi. come le è già stato detto, non possiamo dirle una cifra perchè non sappiamo cosa è stato fatto nello specifico. la questione del saldo se la deve vedere lei con l'architetto, noi le possiamo solo dire che sì, lo deve pagare. stop.
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Ma la domanda originaria è se deve pagare.
E la risposta è univoca, Si, deve pagare perchè il collega ha svolto per lei un lavoro, oneroso, magari peccando nel fidarsi dell'accordo verbale e senza farle firmare un contratto (sbagliatissimo), ma si renda conto che lei è stato messo nella condizione di scegliere l'opzione migliore per le sue tasche GRAZIE al lavoro del collega.
Di che stiamo parlando?
Le informazioni che le sono state fornite hanno un prezzo, sono frutto di lavoro e competenze e non piovono dal cielo.

Il "giusto prezzo giustificato" non esiste perchè purtroppo sono stati aboliti i minimi.
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Sig. Alberto,

Ha aperto una discussione chiedendo se vista la situazione era giusto o meno pagare il professionista per il lavoro svolto. Da tutti i colleghi che le hanno risposto ha ricevuto risposta affermativa. Ora ci chiede di fare le pulci ad una trattativa privata tra lei e il suo professionista, dove nessuno a parte voi conosce le circostanze. Mi dica lei con che serietà pensa che potremmo risponderle...
L'unica colpa oggettivamente riscontrabile del suo professionista è stata non contrattualizzare l'incarico (anche qui bisognerebbe conoscere le circostanze), tutto il resto non è discutibile via forum.
Infine trovo il suo ultimo paragone estremamente infelice, è vero che dietro il monitor si è tutti "leoni" con la tastiera, però accidenti! Un minimo di rispetto!
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Grazie Red.
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Sono un avvocato e sbirciando nel dialogo, sono allibito dalla presunzione fallica di certi “professionisti” che credono de un titolo possa permettere di aver diritto a un compenso anche per la sola stretta di mano, mi trovo in disaccordo con il signor Alberto che, mancata sua e del professionista non si sono trovati a redigere il contratto per fiducia reciproca, ma legalmente parlando la mancanza del preventivo o di firma se così è, va ad annullare il diritto di incasso, quindi solo la buona volontà ( che umanamente spero) del signor Alberto porterà ad un accordo lucrativo, ma ai fini di legge citando una canzone; tutto il resto è noia,
Cioè possiamo parlare quanto vogliamo ma l’unica speranza è la buona volontà del cliente di pattuire l’accordo!
Sperando nell’accordo vi saluto.
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gentile pino, la contesto: per quanto la mancanza di contratto scritto sia una grave mancanza da parte del collega, resta il fatto che può tranquillamente esigere il pagamento semplicemente mostrando scritti (sms, mail, fax) che dimostrino che il committente era non solo a conoscenza di quanto in itinere ma concorde. sta poi all'ordine quantificare in caso di contenzioso la parcella.
concludo dicendo che comunque il collega che proprone 6000 di nero per chiudere mi fa SCHIFO. qui c'è gente che 6000 li vede in un anno fatturati
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Ma che "gentile Pino", archifra!
Cmq mi dispiace che sia stato cancellato il mio commento precedente, ero curiosa di leggere la risposta di Alberto...
D'altro canto io avevo solo precisato che noi architetti non siamo pagati a provvigione, non so che norma ho violato!
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desnip, non l'ho nemmeno letto, lo puoi riscrivere? magari cambia i termini così non ti censurano XD
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Facciamo il paragone con il medico che mette d'accordo tutti.

Mi reco da medico per un mal di testa. Vado io da lui, in uno stanzotto da 4 soldi. Aspetto 1 ora. Entro. Il medico mi dedica 10-15 minuti, mi guarda, mi dice qualcosa e mi da una ricetta (se è competente). Poi mi dice che se il problema persiste va fatta una radiografia e bisogna rivolgersi ad uno specialista. Ti chiede tra i 50 e i 100€, tu paghi, sei felice e quando esci dall'ambulatorio metti anche in giro la voce che sia un ottimo medico coscenzioso.

Ribalto. Chiami l'architetto. Viene lui da te (parcheggio, benzina, tempo perso). Impiega diverso tempo per fare un rilievo accurato. Ti propone diverse alternative per le quali ci ha lavorato lui almeno 1 settimana o peggio ha fatto lavorare sui collaboratori alla stregua della fame (perché ci sono persone che non vogliono pagare i professionisti). Ha uno studio dove inevitabilmente ha spese molto più grosse di uno stanzone da medico con una scrivania una sedia e un lettino. Svolge il lavoro per te (inevitabilmente non prestando servizi per altri mentre lavora per te). Tu magari scegli o non scegli (attenzione, se sei cattivello potresti dire arrivederci a grazie e fare comunque i lavori utilizzando il progetto redatto dal professionista, quindi a suo rischio e pericolo). Ad ogni modo, scegli o non scegli, il lavoro è stato fatto. Quindi il problema non sussiste. Spaventa che anziché 100€ te ne chiede 2000€, ma se fai il paragone tra costi e spese ed il tempo impiegato forse dovrebbe chiedertene 20000€ se fosse pagato come quanto pretende un medico. Tanti cari saluti.
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Ah ok quindi è più giusto retribuire un professionista più di un altro perché uno ha la scrivania di Ikea e l’altro di estel o perché uno viaggia in BMW o addirittura perché tu per fare il fenomeno ti affitti l’ufficio in centro e non in periferia! Ma il titolo di studio lo avete trovato sotto l’albero?
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michela, ma che dici? nessuno ha detto questo! anzi, proprio il contrario! quello di leonardo è un esempio iperbolico, si avvale cioè di una figura retorica che si studia in quinta elementare sapendola riconoscere
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Archifra, io avevo scritto semplicemente che quello dell'architetto si chiama onorario e non provvigione, perchè queste sono due cose diverse. Usando più o meno queste parole.
Non mi pare ci sia nulla di censurabile.
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