Cambio professionista per manifesta incuria nel seguire le pratiche

messaggio inserito giovedì 18 aprile 2019 da Mattia

[post n° 420605]

Cambio professionista per manifesta incuria nel seguire le pratiche

Buongiorno, ho letto sia nella bacheca consigli di questo sito, che in altri forum, della possibilità di cambiare il professionista (architetto) che segue le pratiche di edilizia relative ad un edificio.

Volevo innanzitutto capire se, in caso di manifesta imperizia o comunque di evidente trascuratezza nel condurre le pratiche da parte del professionista, quest'ultimo possa essere estromesso dall'incarico "per giusta causa", usando un termine lavorativo.

Leggo anche della possibilità in questi casi di rivolgersi al Consiglio di disciplina dell'ordine, e volevo capire se questo tipo di azione può essere condotta in parallelo con l'assegnazione dei compiti al nuovo professionista.

Cordialità
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il direttore dei lavori nell'appalto privato può essere sostituito dalla committenza in qualsiasi momento e senza motivazione, salvo ovviamente corrispondere quanto di competenza per il lavoro svolto fino a quel momento, e salvo che il tecnico si voglia rivalere del mancato guadagno. in merito si legga gli articoli del codice civile inerenti i contratti.
Detto ciò, i quesiti posti sono un po' generici, non fosse per altro che termini quali imperizia, "evidente trascuratezza" e giusta causa, sono termini legali (imperizia e giusta causa) dotati di un ben preciso significato giuridico, che solo un giudice civile può imputare in capo ad un tecnico ovvero ad un committente in sede di giudizio, e non certo il forum di professione architetto.
il consiglio di disciplina dell'ordine è un organo sicuramente a cui ci si puo' rivolgere, ovvimanete entro i limiti e con le dovute motivazioni previsti dai regolamenti.
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immagino lei sia il committente. sostituire un professionista è un suo diritto, l'unica accortezza sarebbe quella di fare una riunione con il professionista incaricato e stabilire i compensi per i servizi svolti sino ad oggi. trovato l'accordo si fa firmare una liberatoria o scrittura privata in cui lei solleva il professionista dall'incarico e lo stesso non avrà null'altro a pretendere oltre il pattuito e saldato. contestualmente allega copia dell'assegno o del bonifico. la questione consiglio di discipliana è lunga e a volte poco producente per tutti. un accordo bonario tra le parti sarebbe la cosa migliore, risolto l'aspetto affida l'incarico al nuovo tecnico avendo cura di redigere un contratto formale con i vari step ed eventuali "penali" da appplicare per ambo le parti.
entrare nell'aspetto legale della vicenda sarebbe ancor più lento. da professionista reputo sempre che se il mio cliente perde la fiducia nei miei confronti per motivi di qualsiasi natura è più conveniente anche per me recidere il contratto piuttosto che continuare un lavoro in tale situazione.

peraltro il nuovo tecnico potrebbe avere necessità di un confronto con il tecnico precedente e mettere in contatto i due in sua presenza sarebbe la cosa auspicabile per non rischiare lei di dover pagare due volte un servizio goà saldato al primo tecnico.
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Ho evitato di scendere in dettagli perchè appunto capisco la soggettività delle questioni da me sollevate (essendo appunto io il committente).

Fra l'altro, una delle motivazioni che mi spingerebbero a perseguire queste azioni, è proprio la difficoltà a comunicare con il professionista in questione, che non risponde per email, non risponde al telefono, insomma rende molto difficoltosa la comunicazionie.

Per fare un altro esempio, non mi tiene informato sull'andamento delle pratiche e spesso sono io che devo girare per i vari uffici tecnici, scoprendo che le pratiche da lui inoltrate sono state sospese e/o invalidate perchè incomplete o per altri motivi (con danno economico derivante dal dover ripresentare le stesse per decaduti termini), fra l'altro a sua insaputa perchè non presidia la sua stessa casella PEC.

Ma queste sono solo alcune delle mancanze nella sua condotta.

Ad ogni modo se potesse gentilmente indicarmi quali sono le motivazioni previste dai regolamenti, secondo le quali ci si può rivolgere al consiglio di disciplina.

Cordialità
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Le consiglio di contattare la segreteria dell'ordine provinciale di competenza, le sapranno dare tutte le dovute informazioni in merito. Da come lo ha descritto sembra un problema di negligenza da parte del professionista ma sarebbe più opportuno uno scambio con la commissione disciplinare dell'ordine.
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Ok prendo nota. Vi ringrazio molto per i consigli.
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cortesemente ci faccia sapere come andrà a finire la questione, noi di solito diamo dei consigli da tecnici e spesso non si sa come la questione finisca a livello normativo. se ci farà conoscere la risposta dell'ordine le saremo grati.
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Certo, non mancherò. Non sarà una cosa immediata, perchè come è facile immaginarsi, mi rivolgerò all'ordine come extrema ratio, non ultimo perchè come giustamente avete sottolineato, potrebbe comportare un rallentamento cospicuo dell'andamento delle pratiche. Vi ringrazio nuovamente per l'interesse.
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