parcheggio a pagamento

messaggio inserito venerdì 22 novembre 2019 da f.b.

f.b. : [post n° 426843]

parcheggio a pagamento

Buongiorno, vi scrivo per chiedere chiarimenti in merito a dei quesiti riguardanti la realizzazione di parcheggi a raso a pagamento.
Un cliente è proprietario di un terreno classificato come pascolo/ arboreo. Parte di questo terreno è gravato da un uso pubblico dal 1968, nella fattispecie si tratta di un piazzale su cui termina una strada provinciale e da cui partono dei sentieri escursionistici, inoltre serve un ristorante il cui proprietario è lo stesso del terreno in questione. Poiché gli utenti parcheggiano gratuitamente sul suddetto piazzale, ma la manutenzione viene interamente svolta dalla Proprietà, a sue spese, quest'ultima vorrebbe trasformare il piazzale, o parte di esso, in parcheggio a pagamento (per poter far fronte alle spese di manutenzione). In seguito a vari incontri con il Comune, non si riesce a risolvere il problema dell'uso pubblico: è possibile destituirlo in qualche modo?
Inoltre mi sorge un'altra domanda: a livello comunale e catastale, quali sono le procedure corrette da eseguire?
Infine, lo stesso soggetto di cui sopra vorrebbe trasformare in parcheggio a pagamento anche un'altra area, ovvero l'ente urbano su cui sorge il ristorante (al di sopra del quale vi sono 4 piani di abitazioni, tutto l'edificio è costituito in condominio). Quest'operazione è fattibile? E di nuovo: a livello comunale e catastale, quali sono le procedure corrette da eseguire?
Grazie molte.
Cordiali saluti.
f.b.
arch_mb :
Le dico quel che mi viene in mente.
Nel primo caso, prima di parlare di procedure, è necessario capire quale sia la volontà dell'ente. Il vincolo a uso pubblico del piazzale, di cui non conosco l'origine, può essere cessato con atto volontario qualora l'ente riconosca il mutamento, o in questo caso la cessazione, dell'interesse pubblico originario. La manutenzione svolta dalla proprietà non rileva. Dovrebbe parlare con la parte politica (magari lo ha già fatto? sarei curiosa di conoscere le risposte).
Per quanto riguarda la sua seconda domanda, ferma restando la compatibilità urbanistica e il rispetto delle norme edilizie e di settore (mi viene ad esempio in mente il classico limite all'impermeabilizzazione dei suoli), non c'è nulla che osti a che il soggetto adibisca un terreno di sua proprietà a parcheggio a pagamento. Non si tratta però di un parcheggio pubblico a pagamento, a meno che non troviate la possibilità di convenzionarvi in tal senso con il comune - deve quindi sussistere, anche qui, un pubblico interesse dell'ente. Si tratterà di un'area delimitata cui si accede pagando un biglietto. In questo caso, la procedura da seguire è l'inizio dell'attività di autorimessa, nel suo caso all'aperto - è un'attività commerciale a tutti gli effetti, e devono esserne verificati requisiti e condizioni di relaizzazione e esercizio
ArchiFra :
bisogna tenere in considerazione anche l'usucapione.
proprio di recente ho avuto a che fare con un caso analogo, finito con i proprietari rimasti con le pive nel sacco e tutto a favore dell'ente pubblico
arch_mb :
Scusa Archifra, in che senso usucapione? Mi sembra di capire che in questo caso il parcheggio usato come pubblico sia effettivamente gravato da un vincolo di suo pubblico, e nulla si dica dell'area privata sulla quale si vuole realizzare il parcheggio
ArchiFra :
io ho capito che il piazzale su cui vuole realizzare il parcheggio a pagamento è gravato da uso pubblico
arch_mb :
Hm ok, ma come puoi usucapire un diritto di godimento che è già tuo? Ovverosia: la tua usucapione può consistere nell'acquisizione del diritto d'uso, ma non capisco come possa aversi il caso di acquisizione del diritto di proprietà per ususcapione godendo già del diritto d'uso ((Scusi f.b. per la digressione, solo per capire)) Vi è capitato un caso come questo?
ArchiFra :
di recente ho visto un caso analogo, molto complesso ma provo a sintetizzare.
condominio costruito 40 anni fa. davanti al cancello carraio c'è un piazzale usato come parcheggio da chiunque, perimetrato da un muro; il numero civico del condominio è posto FUORI dal muro, non fuori dal cancello.
il comune non esegue manutenzione sul manto stradale asserendo che spetta al condominio in quanto di proprietà. idem per la manutenzione degli spazi verdi.
il condominio allora chiede di mettere una sbarra per impedire agli estranei di parcheggiare, non solo negli stalli ma selvaggiamente nel viale che congiunge il cancello col muro di confine e su cui affacciano gli stalli su un lato.
il comune nega asserendo stavolta che il terreno è stato ceduto a standard.
si fa un accesso agli atti e si scopre che il terreno avrebbe sì dovuto essere ceduto a standard, ma l'atto non è mai stato formalizzato per cui la proprietà non è mai passata dal condominio all'ente. inoltre ci sono pasticci pesanti sulla monetizzazione degli stessi.
il condominio decide allora di vendere il terreno al comune.
sorpresa: il comune dice che esercita l'usucapione in quanto sono 40 anni che quel terreno è di fatto a uso pubblico, quindi tanti saluti al condominio che si scorda sia di mettere la sbarra per poter usare i parcheggi, sia di ricavarne vantaggi economici con la vendita.
arch_mb :
Chiarissimo Archifra, grazie. Credo ci sia una differenza nell'accezione del termine "uso pubblico" che sottintendiamo. Quando tu parli correttamente di uso pubblico, ti riferisci all'effettivo uso del terreno, pur mai ceduto (atto di cessione non formalizzato) ed effettivamente questa, se accertata, è condizione necessaria per usucapione. Nel caso di f. B, si parla di parcheggio "gravato da uso pubblico dal 1968“; io intendo da questa espressione che esista un "vincolo di uso pubblico trascritto" dal 1968, cosa che chiaramente non dà adito all'usucapione. F.b. Se vorrà ci dirà :-)
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