camino esistente x caminetto e distanza minima nuovo edifiico

messaggio inserito mercoledì 8 aprile 2020 da etabeta

[post n° 430897]

camino esistente x caminetto e distanza minima nuovo edifiico

Ciao a tutti,
ho una domanda da porvi, ho un locale accessorio accatastato come residenziale con un camino a legna...come impianto di riscaldamento, adesso nel terreno a confine mi vogliono costruire un palazzo a 5 m di distanza da suddetto camino c'è qualche norma o legge che potrei impiegare per poter fargli costruire un po' piu' lontano? Vi ringrazio per ogni indicazione volgiate darmi...
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La disciplina delle distanze tra fabbricati è normata dal regolamento edilizio (RUE) del Comune e dal Codice Civile. Partendo dal presupposto che il fabbricato di sua proprietà sia in regola sia urbanisticamente che catastalmente, a lei non resta altro da fare se non verificare il rispetto delle suddette normative da parte di chi ha intenzione di edificare.
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Grazie archifish
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Prima di intraprendere guerre contro i mulini a vento, è buona norma contattare un tecnico di fiducia. Serve ad evitarsi figuracce ed essere al contempo tutelati in caso di abusi reali o presunti.
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Grazie Archifish il tecnico di fiducia sarei io.... comunque ho già guardato sia regolamento edilizio sia di igiene del comune... cercavo qualche altra indicazione ... non fa piacere a nessuno credo vedersi costruire un palazzo a 5m dal confine di casa propria....tral'altro con balconi ancora piu' vicini....sto cercando il classico cavillo ... a norma di legge....
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Come prima cosa devi verificare che la tua costruzione sia a norma dal punto di vista edilizio. Il catasto non basta. Per non fare autodenuncia, come cosigliato da Archifish
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Chiedo scusa, ma per come era posta la domanda, credevo fossimo in presenza dell'ennesimo "cliente fai da te".
In ogni caso , mi sento di segnalare che se il manufatto preesistete, necessariamente regolare sotto il profilo urbanistico, si trova a meno di 5 mt dall'attuale confine (e magari presenta vedute sul fondo adiacente), salvo diverse prescrizioni regolamentarie, la nuova costruzione dovrebbe rispettare comunque la distanza teorica di mt 10 (5 +5). Stesso dicasi se il fabbricato esistente fosse edificato a confine, con la sola differenza che, in assenza di vedute sul fondo adiacente, la nuova costruzione potrebbe essere edificata addirittura in adiacenza.
Queste sono norme di carattere generale, rimane la necessità di verificare le prescrizioni dei regolamenti locali.
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Grazie Ivana, grazie Archifish,
nel mio terreno a confine ho una "casetta" costituita da locale principale+disimp. e bagno" tutto regolarmente accatastato come residenziale e autorizzato in comune presente dal 1970 era stato costruito a confine perchè al tempo tutto il terreno era di mio nonno, anche quello dietro la casetta.... ho studiato il regolamento edilizio... (sul terreno non ho affacci, finestre) ed il camino è a confine... sul regolamento edilizio i locali accessori alla casa principale non fanno distanza dai confini se sono piu' bassi di 250cm .... sono demoralizzato.... speravo che ci fosse qualche regola per cui se ho un camino esistente si doveva tenere con le nuove costruzioni almeno 10mt di distanza da questi..... ma mi sa' che se il mio vicino costruisce mi toccherà anche spostare il mio di camino esistente....
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C'è qualquadra che non cosa.
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@FranzArch
Eccome se non quadra. A partire dal fatto che un tecnico non dovrebbe sperare nei cavilli o essere demoralizzato per quanto appreso nella consultazione di un regolamento.
Mi domando come alcuni colleghi riescano ad esercitare la professione e/o ci siano riusciti fino ad oggi.
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@ArchiFish La ripsota alla tua domanda la si rintraccia facilmente consultando gli archivi e vedendo come i "colleghi" mediamente lavorano.
A me non stupisce purtroppo, un pò mi demoralizza, ma gli esisti spiegano sostanzialmente tutto.
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Forse non mi sono spiegato molto bene, ma quello che voglio farvi capire è che un'architetto dovrebbe, nel limite del possibile, migliorare l'ambiente o comunque il quartiere dove intende realizzare una nuova costruzione; e comunque tenere in considerazione il contesto che circonda l'area dove vuole costruire, invece viene considerato solo e soltanto se riesce a sfruttare fino all'ultimo metro cubo disponibile infilandoci dentro tutto il possibile realizzando una vera e propria "conigliera". Io queste persone non le chiamo architetti ma li chiamo Palazzinari....e speculatori. In effetti Franz con la mia visione non diventero' certamente mai ricco ma forse avro' cercato di migliorare x quanto possibile l'ambiente in cui vivo.
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Amico mio qui non si tratta di diventare ricchi o poveri ma avere una visione.
Nei nostri hinterlands sappiamo TUTTI chi costruisce, come costruisce e con quale fine, la professione in questo non entra o comunque entra molto marginalmente.
Sul discorso cubatura io credo che il problema sia non quanto si costruisce (anche perchè, eticamente, limitare lo sfruttamento dei suoli sarturando le cubature è un efficacissimo sistema antisprawl quindi di per se non è un principio sbagliato o almeno non lo è a priori) ma il come lo si fa.
E detto tra noi io non vedo etica o visione nel domandarsi se esistono leggi o regolamenti per far costruire un pò più in la il vicino, perchè questo approccio mi ricorda tanto, ma tanto tanto, il "not in my backyard" che è quanto di più lontano esista dall'etica, umana prima che professionale.
Ma il problema non sei tu, il problema è il contesto e la scala.
Perchè qualcuno prima di noi ha detto che l'architettura è nell'apparecchio telefonico e nel Partenone e probabilmente aveva ragione, ma costui ragionò per tutta la vita anche sull'urbanistica e non è un caso.
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Forse hai ragione tu Franz, ma costruire un palazzo dove ci sono solo tre villette alte un piano in mezzo ai campi, con il primo palazzo ad almeno un chilometro di distanza io lo troverò sempre uno scempio, vicino o non vicino a casa mia, ed anche se mi costruisci il Partenone.... saluti franz
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No, scusa se mi permetto di mettere i punti sulle I, ma tu ti spingi a definire palazzinaro chi utilizza una cubatura possibile solamente in virtù del fatto che tu hai un camino, per altro a confine e in fondo non ti interessa l'esito della palazzina, ti infastidsce il fatto che te lo facciano dentro casa. L'etica, la professione, la visione, non c'entrano nulla.
Perchè come dicevo l'architettura è nell'apparecchio telefonico e nel partenone ma il partenone vale più di qualunque apparecchio telefonico.

Spero di essere stato più chiaro.
Saluti etabeta.
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Appunto parlavo di paraocchi....
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Bhè paraocchi, mi pare lapalissiano che mascheri con l'etica professionale un palese egoismo personale.
"Not in my backyard" yelling etabeta.
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