Rientro in Italia

messaggio inserito venerdì 24 aprile 2020 da ARK_1983

[post n° 431450]

Rientro in Italia

Salve a tutti, sono un Dottore in Architettura residente all'estero da circa 7 anni, ho in mente il ritorno in Italia (sono del Nord) e vi chiedo cortesemente dei consigli pratici sul da farsi.
Sottolineo consigli e anche pratici perché certamente non ho bisogno di sentirmi dire su com'è disastrosa la situazione in Italia, per due semplici ragioni: ho il "difetto" di essere patriottico e anche un po' ottimista e poi, ultimo ma non importante, se davvero non c'è speranza ma allora perché ancora esistono le facoltà di Architettura e suoi laureati, gli studi, i grandi marchi del design Made in Italy, noi stessi architetti se come tutti dicono "non c'è lavoro"??

Fatte queste premesse, per educazione e rispetto verso chi saprà darmi i giusti consigli, mi presento meglio.

Mi sono laureato in Italia nel 2012 (quinquennale ciclo unico), poi scelte di vita (forse sbagliate, ma non di certo sono "scappato" dall'Italia) mi portano subito a trasferirmi all'estero, non in Europa, Asia o USA ma in un grande paese latinoamericano. Quindi, per farvi capire, nemmeno faccio l'Esame di Stato. Inizio a lavorare sin da subito (come sempre noi italiani all'estero siamo ben rinomati), riesco a fare l'equipollenza della mia Laurea per cui sono a tutti gli effetti un architetto abilitato (qui ci si abilita con la sola Tesi o con due anni di lavoro supervisionato da un altro architetto abilitato da almeno 10 anni). Ma certamente la qualità della vita non è paragonabile all'Italia. Ma insomma, tra progetti interessanti (anche con grandi compagnie multinazionali USA tipo WeWork) e acquisizioni di conoscenze ormai ben consolidate (Revit e metodologia BIM soprattutto) vado avanti fino a che già sento che non è quello che fa per me. Detto della non eccellente qualità della vita (criminalità, povertà, sanità pubblica da brivido, pochissime garanzie a favore del lavoratore dipendente -si lavora non meno di 10 ore al giorno, spesso 12 ore, 6 giorni di ferie all'anno e solamente dopo aver compiuto un anno nella stessa azienda, peggiore rapporto tra ore lavorate e stipendio tra tutti i paesi del OCSE-) succede che negli ultimi due anni ho avuto grossissime delusioni riguardo il concetto dell'essere professionale in questo paese che mi ospita, cambiando fino a tre datori di lavoro nel giro di poco tempo e tutti dico tutti fin'ora mi devono degli arretrati. Non ci sono garanzie da parte di una qualsiasi autorià. Anche per questo non ho mai pensato in mettermi in proprio: è una battaglia persa sin dall'inizio. Inoltre, ultimamente con il nuovo governo "a favore del popolo povero" l'economia del paese sta scivolando in basso e la stessa democrazia sembra in pericolo. Noi ci lamentiamo dell'Italia, ma cari colleghi almeno siamo un paese moderno democratico e con diritti che da altre parti se li sognano. Nonostante possa dire che fino adesso "il lavoro non manca qui" (ma fino a quando??), ma tutto ciò che c'è intorno peggiora ogni giorno. In questi tipi di paesi si vive davvero in caste, io per fortuna faccio parte della casta che vive un po' meglio ma praticamente è come stare in una gabbia d'oro. A che serve tutto questo? Non ha senso secondo me...

Arrivando al dunque, che devo fare per reintegrarmi al meglio in Italia?
1) Per esempio, leggo che ormai il BIM è ben utilizzato da noi, dico bene?
2) C'è in qualche maniera un settore dell'architettura con più richieste di un altro, ovvero a cosa puntare concretamente? Ad esempio ci sono più studi di Interior Design o tecnici?
3) Ma davvero al 99,9% si lavora solo con partita IVA?
4) Come funziona per noi il sistema previdenziale?
5) Infine, sinceramente, cosa comporta il non essere Abilitati o è davvero consigliato fare comunque l'Esame di Stato anche se dal giorno della Laurea sia passato qualche anno? 6) 6) Avevo in mente anche di fare un Master, ne vale la pena? Quale sarebbe il più indicato? Pensavo a qualcosa come Project Management...

Scusate davvero per questa lunga lettera, ma potete immaginare quanta confusione io abbia in testa... inoltre già sono in quella fase della vita dove certe scelte vanno fatte bene, perché il tempo corre più veloce rispetto a quando uno è ventenne. Per questo vi chiedo consigli pratici. Ve ne prego..


Un abbraccio e grazie in anticipo a chiunque possa darmi chiarezza e risposte concrete.

A presto!
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Per reintegrarti meglio in Italia, ti consiglio di andare in Germania, o in Svizzera.
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1) da noi il BIM, come tutto, del resto, è generalmente "travisato", per cui avrà un mercato professionalmente razionale quando i "datori di lavoro" capiranno che non devono cercare un renderista o un architetto. Il BIM, prima di produrre render, serve per produrre un flusso di lavoro totalmente diverso dall'ordinario, ergo serve uno specialista che faccia il BIM manager, e l'architetto dovrebbe/potrebbe serenamente supervisionare continuando a fare l'architetto. Quindi, se intendi tornare per questo, preparati a non essere capito, a non essere adeguatamente impiegato/retribuito o ad essere considerato un disegnatore perchè non all'altezza di un vero BIM manager.
2) Se avessi una risposta, me la terrei ben stretta e la sfrutterei per il mio tornaconto (purtroppo devo ancora capirlo). Il 90% di chi ti suggerisce come fare soldi, in genere li fa a sua volta sulla tua pelle, vendendoti il come farli (almeno come me non corri questo rischio).
3) Sì, che tu ci creda o no. Così, in caso di emergenza, ti possono buttare nella spazzatura.
4) Non funziona. Scherzi a parte, ci vorrebbe un libro per spiegarlo, e rimarrebbero migliaia di dubbi in funzione di come ti andresti a posizionare professionalmente.
5) Comporta che non puoi firmare nulla. Onori ed oneri del caso compresi. Quindi comporta il poter esercitare o meno la libera professione, oppure l'accesso a determinate posizioni professionali che lo richiedono.
6) Non lo so, non rispondo.

PS
Perdona le risposte tra il sarcastico/realistico ed il generico, ma hai chiesto troppe cose e ci sarebbe troppo da dire

PPS
concordo con paoletta, per star bene in Italia ti conviene tornarci da ricco/benestante dopo aver fatto soldi altrove
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1) il mercato del BIM in Italia c'è, ma devi inserirti nell'ecosistema BIM italiano prima di pensare di lavorarci. Farti conoscere, capire in che direzione sta andando tutto e da li trovare la tua collocazione. Ad oggi è secondo me il mercato con le più ampie prospettive di crescita della filiera nei prossimi anni quindi è un qualcosa su cui certamente investire. Di non secondaria importanza è che è un mercato con la stragrande maggioranza degli operatori che è molto GIOVANE e questo gioca indubbiamente a nostro vantaggio (dico nostro perchè parliamo dalla stessa barca...ipotizzo tu abbia <40 anni).
2) Come ti ho detto nella risposta precedente il mercato del BIM è quello con la più ampia prospettiva di crescita il cui ecosistema è relativamente giovane e in cui è più facile trovare una collocazione. Gli altri settori sono tutti più o meno saturi, nonostante comunque vi sia margine se sai lavorare. Il più difficile in cui inserirsi è l'interior secondo me o meglio è difficile trovare i primi committenti perchè poi bastano 4-5 cantieri fatti bene per avviare una firma...ma a trovarli.
3) Si, la P.IVA è un prerequisito importante. Vedi però il bicchiere mezzo pieno, puoi diversificiare molto.
4) Fatti fare una consulenza da un commercialista e fattelo spiegare.
5) Senza abilitazione non puoi fare nulla in quanto non sei una figura professionale riconosciuta. Se vuoi operare come architetto nel mercato delle costruzioni abilitarti è d'obbligo.
6) Non è mai troppo tardi per un master. Un master di II livello in BIM è ottimo secondo me (ce ne sono di buoni in tutta Italia), anche in PM può starci ma tieni conto che il mercato di PM nelle costruzioni è molto limitato in Italia e inoltre sono ruoli che necessitano di molta esperienza per il completamento del profilo con tutto quelo che questo comporta.
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Grazie mille!
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Grazie, non ti preoccupare, hai ragione e so che per la mia situazione ci vorrebbe una bella e lunga chiacchierata. Tanti argomenti e non è semplice rispondere con un solo post.
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Paoletta ma cosa c'entra la Germania?
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Ho lanciato due paesi dove la figura dell'architetto e' retribuita e ben considerata. Non so nulla per esperienza personale, ma ho due amici dei tempi dell'universita' che vivono in uno e nell'altro paese e mi parlano bene della loro esperienza lavorativa sotto diversi punti di vista.
Sicuramente ce ne sono altri al di fuori dell'Italia ma mi sfuggono.
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Se vuole tornare in Italia un conto la Svizzera che confina e si puó fare il transfrontaliero, se lavori in Germania l'Italia resta solo per la vacanza.
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ehm si... mi sembra tu non abbia afferrato il senso sarcastico del mio intervento.
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Buondì,
leggendo tra le righe del tuo racconto, mi par di capire che stai vivendo in Messico; se così fosse, mi piacerebbe poter saperne di più sulla tua esperienza, visto che un anno fa ho intrapreso una strada simile: laureato triennale, prima ho superato l'esame di abilitazione per la Sezione B - Architettura, e poi son partito alla volta del Messico. Non ho ancora intrapreso l'iter di legalizzazione del titolo di studio come Licenciado en Arquitectura, e nel frattempo sto lavorando come Residente de Obra (sarà Ispettore di Cantiere? Direttore Operativo? Devo ancora approfondire il tema della corretta traduzione); la speranza è di riuscire ad ottenere l'equipollenza del titolo entro il primo semestre 2021, e contestualmente la cédula profesional, così da generare uno storico di esperienze lavorative che possano essere legalmente riconosciute.

Per quanto riguarda il Punto 5 del tuo resoconto, sapevo che l'iscrizione all'Albo è obbligatoria per qualsivoglia attività legata alla professione di Architetto; in merito al come iscriversi provenendo dall'estero non ho trovato nulla di definitivo, ma solo una Lettera d'Intenti del Architects' Council of Europe nel quale si posero le basi per il mutuo riconoscimento dell'esperienza professionale (ace-cae.eu/uploads/tx_jidocumentsview/LetterOfIntent.pdf). Nel caso la Lettera abbia poi avuto un risvolto sulla legislazione nazionale, implicherebbe che tu possa ottenere l'iscrizione all'Albo italiano presentando la tua cédula profesional e documenti controfirmati dal CAM-SAM che attestino 5 anni di esperienza nel settore, senza dover passare per l'Esame di Stato.

Ritornando alla tua esperienza, ho un'ultima domanda: come sei riuscito a trovare un datore di lavoro disposto a registrarsi all'INM e quindi assumerti in regola? Visto che è da un anno che il mio superiore mi promette di terminare le pratiche all'Ufficio Immigrazione, mi piacerebbe cercare un nuovo impiego, ma stavolta andando direttamente in uno studio o azienda che sia già registrata all'INM e quindi potenzialmente capace di assumermi legalmente fin dal periodo di prova
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Ciao Giancarlo! Innanzitutto mi scuso per il mio ritardo nel risponderti!

Hai indovinato!! Esatto mi trovo in Messico. La mia "avventura" per trovare un datore di lavoro disposto a farmi il visto è stata lunga, molto lunga purtroppo. Il problema è che c'è molta ignoranza al rispetto: registrare un'azienda all'istituto di migrazione è semplicissimo, l'unico problema diciamo è dato dal fatto che, oltre ai normali documenti base (indirizzo, ragione sociale etc...) bisogna presentare anche tutti le dichiarazioni relative alle tasse, ed è qui che molti datori di lavoro (sopratutto studi medio piccoli) non si fidano, pensando che migrazione sia una specie di SAT. Io ho dovuto risolvere in maniera un po' strana: all'inizio sono passato per molti anni (quasi 4) di sole promesse e lavoro in nero, poi cambiando ennesimo datore di lavoro mi hanno proposto di pagarmi per "honorarios" e quindi ho scoperto che è sufficiente andare al SAT, richiedere RFC e con questo andare a migrazione e dichiararsi professionista indipendente, in pratica dichiari che sei un architetto, pagherai le tasse ogni mese e con questo dovrebbero darti la visa temporal, si rinnova di anno in anno e dopo 4 volte ti danno la residenza permanente (che include il permesso di lavoro vero e proprio). Insomma, in poche parole è la nostra partita IVA. Puoi tranquillamente dichiarare che fai "consulenze" per lo studio dove stai lavorando attualmente, solo richiedi a loro almeno un minimo di documentazione dove si dimostri che lo studio esiste (io ad esempio richiesi il loro portfolio oltre che portai fisicamente il mio cartellino con foto nome e logo dello studio...).

Ti lascio questo articolo:
https://www.bizlatinhub.com/es/formar-una-empresa-mexico-obtener-res…

La cosa incredibile è che, come spesso accade qui in Messico, le istituzioni non comunicano tra di loro, per cui quando andai a Migrazione chiedere informazioni loro non mi avevano mai detto di questa opportunità, facendo ricerche tutto era confuso, quindi mi ero rassegnato a continuare a cercare uno studio disposto ad assumermi regolarmente (ovvero che loro stessi mi facessero tutti i documenti per il visto). Poi dal nulla si è presentata questa opportunità e allora ho risolto molte cose. Certo, qui in Messico non c'è una "Inarcassa", quindi l'ideale è sempre crearti un tesoretto a parte per prevedere al discorso pensione oppure aprirti un conto Afore e fare integrazioni volontarie. Per quest'ultimo, ti serve solo il numero de seguridad social (si richiede online sul portale dell'IMSS).

Altra soluzione è: matrimonio, oppure puntare a studi più grandi, generalmente già sono registrati per assumere stranieri (ma dipenderai da loro in ogni aspetto).

Per la cedula profesional, io NON ho mai presentato la mia residenza (temporale o permanente), mai chiesto da parte loro, per cui presumo che la puoi fare sin da subito, anche se sei "turista" in Messico, grosso modo le tempistiche sono sui 4-6 mesi. Si fa la equipollenza e, in un tramite a parte si richiede la cedula. Non ti preoccupare, nel 99,9% dei casi te la danno automaticamente.

Per finire, ti ringrazio molto per il dato riguardo la reciprocità tra Messico e Europa, cercherò di investigare di più.

Spero che anche le mie informazioni ti siano utili, per me il Messico rimarrà sempre un paese meraviglioso, ma purtroppo da quando sono arrivato tante cose stanno cambiando in peggio, non sento che possa darmi un futuro migliore (come pensavo quando ero arrivato), per cui tra stare lontano e stare in Italia, preferisco quest'ultima senza alcun dubbio. Ripeto, sono scelte, io conosco tanti italiani qui che stanno bene ma loro sono imprenditori a tempo pieno e con capitali già dall'Italia, oppure hanno aziende italiane qui o sono pensionati, sono discorsi diversi da un lavoratore dipendente o professionista come sono io. E mettermi in proprio qui francamente lo vedo molto difficile, se devo fare uno sforzo allora meglio in Italia.

Ah dimenticavo, con la residenza permanente dopo cinque anni puoi richiedere la cittadinanza messicana. Vantaggi: oltre che essere cittadino messicano (comprare proprietà, aprire aziende etc....) puoi avere un piccolo vantaggio per richiedere un visto di lavoro temporaneo (ma non immigrare per sempre) per gli USA. Svantaggi: in poche parole devi rinunciare alla cittadinanza italiana quando sei in Messico, quindi non so se riceverai assistenza da parte delle nostre autorità ad esempio, oltre al fatto che devi viaggiare sempre con due passaporti etc... io personalmente non trovo vantaggiosa la cittadinanza messicana rispetto all'italiana.

Se hai bisogno d'altro, scrivimi pure!

Buona giornata!
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Ciao,
grazie mille per l'esaustiva risposta.

La lentezza nella legalizzazione del titolo è colpa mia al 70% e al Covid-19 per l'altro 30%: ho già preparato le traduzioni giurate obbligatorie come la Pergamena di Laurea e l'Atto di Nascita, ma visto il prezzo ho optato per tradurre da me tutto il resto (Manifesto degli Studi, Supplement, ecc); essendo la parte dove Google Translate prende lucciole per lanterne - un "percorso di studi" diviene "la chimenea de la capacitación"... - sto andando a rilento, un po' correggendo ed un po' traducendo da zero.

Per fortuna ho il permesso di soggiorno per motivi famigliari, il che mi permette notificare il passaggio a permesso per motivi lavorativi senza uscire dal paese, ma come nei tuoi primi anni sto penando parecchio nella ricerca di un datore disposto a partecipare alla sua parte di pratiche: quello attuale ha gettato la spugna perché gli addetti dell'INM hanno atteso il quarto tentativo per accorgersi che la sua CURP (calcolata con doppio cognome) non corrispondeva al suo passaporto (mostrante un solo cognome), il che impediva portare a termine il tramite.

Mi era balenata l'idea del Lavoratore Autonomo, ma non come prima opzione; il fatto è che come dipendente una parte della quota per l'IMSS sarebbe a carico del datore così come la trattenuta del 6,5% per l'Afore, mentre come autonomo entrambe le prestazioni crollerebbero a zero: nel primo caso dipenderei totalmente dal lavoro del coniuge, e nel secondo da un buon piano pensionistico. Spero pertanto di riuscire ad entrare in un'azienda più grande, che sia qua a Città del Messico o trasferendomi in un altro stato, ma terrò conto delle tue indicazioni per non dover insistere troppo su questa soluzione.

Per vari motivi credo resterò in questo ancora 2-3 anni, e per il dopo non ho una meta: se tornassi in Unione Europea come Architetto Iunior l'Italia sarà tappa forzosa, essendo l'unica ad avere un Ordine per i laureati triennali; altrimenti vedrò di cambiar lavoro, o continente, giacché gli 8000$ mensili attuali non son sufficienti per dedicare altri 2-3 anni alla laurea specialistica.

Immagino che i tempi saranno lunghi ma, nel caso tu riesca a reinserirti nel mercato italiano, lascia una traccia della tua esperienza in questo post o in uno nuovo: sarà d'aiuto per quei pochi che decidono di tornare, ed anche per chi vorrà migrare al nostro Paese.

Buona giornata!
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Mi fa piacere che la tua situazione sia un po' migliore di come la immaginavo: come da me suggeritoti, il visto per motivi familiari (quando possibile e sopratutto veritiero) è sempre tra le soluzioni più facili e concrete. E, non meno importante, il fatto che hai praticamente "pase directo" verso la residenza permanente. Che nessuno potrà mai toglierti (a differenza della temporale o cittadinanza).

Certamente, se i contributi sono all'altezza, essere dipendente è molto meglio che essere lavoratore dipendente, purtroppo qui si apre un altro tema gigantesco: il salario. Ma se ti può confortare in qualche modo, il mio primo stipendio messicano era sui 6000 pesos, pensa te come stavo! Poi piano piano si va crescendo, e con la cedula avrai altre strade aperte! Città del Messico è piena di studi grandi, anche con carattere internazionale. E, se posso darti un consiglio, cerca sempre di mandare il tuo CV anche quando non ci sono posizioni aperte. Io, ad esempio, sto lavorando nello studio dove sono adesso grazie al fatto che ho mandato la mia candidatura spontanea e nel giro di qualche settimana sono stato ricontattato. Quindi funziona!

Infine, con molto piacere, aggiornerò questo post con le mie novità, mi sembra giusto come dici tu, essere d'aiuto per la comunità.

A presto, ciao!
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