reticolo idrico minore e follia burocratica

messaggio inserito giovedì 14 maggio 2020 da la faina

[post n° 432227]

reticolo idrico minore e follia burocratica

Buongiorno a tutti. devo realizzare un muretto di recinzione di un lotto in zona industriale. Semplice direte...invece no, sta diventando un incubo kafkiano, niente meno. Vi spiego in breve la situazione: il mio lotto confina con una strada, e al di là della strada, a circa sette metri, c'è il muro di una fabbrica, alto 5 o 6 metri. Ai piedi del muro c'è una piccola roggia, mappata nel 2017 nel RIM dal comune. A causa della presenza della roggia il comune ci vieta di costruire il muretto di recinzione, anche a secco, e ci permette di realizzare il passo carraio (al lotto si dovrà poter entrare con i camion) "ma senza opere che emergano dal suolo". Come faccio a fare un cancello senza che emerga da suolo non lo so...
Notare che lungo tutta la strada i confinanti hanno costruito tutti i muri che hanno voluto (prima del 2017 però...quando la roggia è stata censita), e che tra il mio lotto e la roggia C'E' UNA STRADA DI MEZZO su cui passano costantemente i bilici! Quello che non capiscono è che il senso delle norme di polizia idraulica è di non far costruire in prossimità dei corsi d'acqua per evitare di danneggiarne gli argini, ma se io costruisco un muro A SECCO, senza fondazioni, alto 80 cm, a sette metri da una roggia da cui sono separato da una strada su cui passano costantemente i bilici, che danno posso ben fare? Fare capire ai clienti che non possono fare un muretto a secco in queste condizioni è molto difficile. Secondo voi posso opporre qualcosa al comune per contestare il divieto?
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Non sono pratico della materia specifica ma, volendo comunque dare un contributo, seppur rispendendo come una ulteriore domanda: come corso d'acqua soggetto a tutela ambientale, non vigerebbe il vincolo di fascia di rispetto? In ogni caso sussisterebbe l'«inedificabilità assoluta» all'interno della perimetrazione, come recita il T.U. 25 luglio 1904, n. 523, confermato dalla cassazione, semprechè lo strumento urbanistico vigente (PRG) non abbia una sua regolamentazione specifica (in deroga).
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Parlerei, più che di follia burocratica, di follia delle norme... Bisogna vedere se quelle che bloccano te sono disapplicabili, in specifiche circostanze.
Si fa un po' fatica non avendo chiaro il quadro normativo: è vero che esiste il Regio decreto del 1904, che cita il collega, ma negli anni gli enti territoriali hanno provveduto - per fortuna - a specificare diversi livelli di tutela con i "piani delle acque". Con questi strumenti le reti idrografiche sono censite, analizzate, divise per rilevanza, normate, e per ogni corso d'acqua è distinto un gestore (di solito o Comune, o Consorzio di bonifica).
In un caso che ho visto, per dirti, il gestore era il Consorzio, e la necessità dei committenti era la stessa che hai tu - costruzione di un muretto a pochi metri da una roggia. Il consorzio ha valutato nel merito la situazione e ha stipulato una convenzione con il privato, concedendo l'edificazione del muretto "a titolo di precario", che in parole povere significa: quando e se ne avrò bisogno, ti impegni ad abbattere il manufatto. In quel caso, però, il vincolo che impediva l'edificazione era legato alla possibilità di accedere con i mezzi per la manutenzione delle sponde. Con il nuovo muretto i mezzi passavano lo stesso, da qui la possibilità di ottenere la convenzione.
Quindi il consiglio, per quel che posso, è - ma magari l'hai già fatto - di comprendere bene da dove deriva il divieto. Poi da lì ti muovi.
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Che roba... spero che almeno una rete metallica sia concessa..
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Ciao, grazie per l'intervento intanto. Non c'è nessuna normativa comunale specifica riguardo la gestione del RIM, fanno riferimento al regio decreto citato sopra, in particolare all'art.96, comma f, che impone quali opere siano vietate in prossimità delle acque pubbliche.
Cito:
"le piantagioni di alberi e siepi, le fabbriche, gli scavi e lo smovimento del
terreno a distanza dal piede degli argini e loro accessori come sopra, minore di
quella stabilita dalle discipline vigenti nelle diverse località, ed in mancanza di
tali discipline, a distanza minore di metri quattro per le piantagioni e smovimento
del terreno e di metri dieci per le fabbriche e per gli scavi;"
La cosa folle è applicare alla lettera una normativa di un secolo fa, scritta con l'ambito agricolo in mente, ad un contesto di zona produttiva nel 2020. La disposizione di cui sopra è già stata disattesa in tutti i modi, la roggia confina da un lato con un muraglione che delimita una fabbrica, dall'altro con una strada, a fianco abbiamo una centrale di trasformazione elettrica costruita su un terrapieno alto un metro e mezzo (!!) e mi si vieta un muretto a secco alto 80 cm AL DI LA' della strada!
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Si, lascerebbero fare una recinzione con rete metallica, ma ho bisogno di fare un minimo di contenimento terra all'interno, il lotto è più alto della strada. In più, non potrei realizzare un cancello dove serve, dovrei arretrarlo di qualche metro e perdere superficie di proprietà.
Roba da matti. Se vedeste il contesto capireste quanto è assurdo il divieto che ci è imposto.
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