Ripristino stato legittimo e successiva diversa distribuzione...quale pratica?

messaggio inserito martedì 26 maggio 2020 da serbat

[post n° 432668]

Ripristino stato legittimo e successiva diversa distribuzione...quale pratica?

Mi trovo ad intervenire su un immobile in centro storico in Napoli. Come stato legittimo dell'immobile fa fede la planimetria catastale del 1939, qui, oltre ad una diversa distribuzione degli spazi interni rispetto al rilievo vi è anche una modifica dei vani portafinestra di accesso ad un terrazzo di pertinenza, che non so per quale motivo negli anni son stati trasformati senza titolo in finestre.
Volendo procedere con il ripristino dei vani in portafinestra così come in origine e come da planimetria catastale storica, e successivamente realizzare la manutenzione straordinaria con nuovi impianti e nuova distribuzione degli spazi interni, qual'è la pratica più idonea da presentare al comune (CILA/SCIA/PDC)? Ed è possibile far tutto con una stessa pratica?
Grazie
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Stante la modifica dei prospetti (Ristrutturazione Edilizia) in ordine generale il regime concessorio è SCIA o PDC in Sanatoria, attraverso il dispositivo dell'«accertamento di (doppia) conformità» secondo gli artt. 36-37 del DPR 380/2001: dovrebbe verificare eventuali Delibere regionali/comunali che definiscono nel concreto tipo di abuso e importo dell'oblazione.

A parte il fatto che tale procedura "fotografa" la situazione di fatto e pertanto l'introduzione di elementi futuri non è pertinente, sconsiglio sempre ed in ogni caso di fare tutto con la stessa pratica, ed invece partire da una prima regolarizzazione per determinare uno stato legittimato da inserire successivamente come nuovo ante-operam: stabilire un "anno zero" è fondamentale per avere una "cronologia" delle trasformazioni ed una coerenza della documentazione.
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Ciao,
in primis mi viene da sottolineare che lo stato legittimo dell'immobile non lo dà la planimetria catastale (per quanto di impianto 1939) ma l'ultimo titolo edilizio.
Dubito che dal 1939 fino al 2020 non sia mai stata presentata una pratica, quindi ti consiglierei di fare un accesso agli atti al settore edilizia e recuperare le pratiche relative all'immobile. Qualora non dovessi trovare nulla, nella nuova pratica, allegherei in primis un'attestazione da parte del Comune della mancanza di pratiche agli atti e utilizzerei come stato legittimo la planimetria catastale del 39.
Ma solo in questo caso.

Per quanto riguarda la pratica invece sicuramente sarà una SCIA in sanatoria, se ci sono state delle modifiche di prospetti esterni.
Se non sbaglio una parte del centro storico di Napoli è patrimonio Unesco, quindi eventuali abusi sulle facciate hanno bisogno anche del Nulla Osta da parte della Sovrintendenza (stessa cosa nel caso in cui l'immobile, pur non ricadendo nell'area Unesco, ha un vincolo di tutela diretto da parte della Sovrintendenza....cosa che a Roma mi è capitata 9 volte su 10 in centro)

Relativamente agli abusi non puoi ripristinare lo stato legittimo e poi presentare nuova pratica. L'abuso c'è e si parte da quello.
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