Ristrutturazione edilizia

messaggio inserito venerdì 5 giugno 2020 da desnip

[post n° 433038]

Ristrutturazione edilizia

So già la risposta, ma voglio sentire un vostro parere.
Il completamento di un edificio al rustico (solo strutture portanti) può essere considerato di "ristrutturazione edilizia"?
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no
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E come ti spieghi che un comune italiano accetti una scia per "ristrutturazione edilizia" per il completamento di un immobile accatastato F3, accompagnato da un relazione in cui si descrive dettagliatamente l'edificio come rustico e le opere di completamento come opere di "ristrutturazione"?
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... non so, però se si considera dal punto di vista "filosofico" la modifica dei prospetti, sei nella ristrutturazione...
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Non me lo spiego. Di certo è una semplificazione notevole per porre un rimedio snello ad una casistica spesso irrisolta e/o oggetto di soluzioni fantasiose da parte degli uffici tecnici.
Di certo la definizione di ristrutturazione ha poco o nulla a che fare con il concetto di ultimazione di un edificio al grezzo (se non forzando i concetti secondo proprio comodo). Rimangono anche una marea di incognite in merito alle conseguenze future di tale soluzione (soprattutto in tema di responsabilità, conformità, ecc). Fermo restando che non mi è dato a sapere se il completamento prevede di seguire fedelmente il progetto originale oppure no (nel secondo caso ci vedrei anche gli estremi per una variante).
Di primo acchito, per comodo, direi che è una soluzione da cogliere al volo, per contro avrei parecchi dubbi sul firmare una pratica legalmente e formalmente non idonea al tipo di intervento.
Sarei anche curioso di sapere, da chi ha avuto esperienze analoghe, quali iter autorizzativi sono stati imposti/proposti dagli uffici pubblici (PdC? SCIA alternativa al PdC? SCIA per completamento opere?). Non mi sono mai trovato in questa situazione, ma ho sempre nutrito curiosità in proposito.
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Il fatto strano è proprio questo: la soluzione (pare) sia stata proposta al tecnico proprio dall'ufficio tecnico...
Cmq nessuna variante, solo e puro completamento di un rustico esistente, senza nessuna modifica in facciata.
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Ci sarebbero decine di variabili da analizzare per capire se la proposta, per quanto fantasiosa, sia "accettabile" oppure no.
Di certo mi sorgono spontanei parecchi interrogativi.
Sismicamente, quel rustico, risponde alle attuali normative?
La fine lavori strutturali è stata depositata?
Si sa nulla del collaudo?
In tema di requisiti energetici, coibentazioni, energie rinnovabili come siamo messi? Si richiede il rispetto delle normative dell'epoca del primo PdC, se diverse dalle attuali? Oppure ci si adegua alle odierne prescrizioni?
Potrei andare avanti a sollevare dubbi (di alcuni credo di possedere le risposte, di altri no), ma credo che per rendere l'idea del clima di incertezza siano sufficienti. Personalmente, conosco pochi dettagli della questione, per esprimermi. Di certo non riesco a convincermi si tratti di ristrutturazione. Potrei capire, sempre che esista ancora e/o sia applicabile e/o si chiami ancora così, se chiedessero una SCIA per completamento opere. Di quest'ultime ne ho redatte e presentate un paio, relative a singole unità immobiliari (di una palazzina) che venivano completate solo contestualmente alla vendita, ma devo ammettere che anche il titolo edilizio di partenza era una SCIA di ristrutturazione (demolizione e ricostruzione).
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Se non sei sicura della Scia, si puó sempre chiedere il PdC. Al massimo ti mettono nero su bianco che basta una Scia.
Ma spero sia alternativa piu che scia normale quella che ti chiedono!
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a mio avviso non è sbagliato definirlo "ristrutturazione"... se vedo le definizioni art 3 DPR 380/2001:
d) gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l’eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza.

se mi fai fare una DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE come "ristrutturazione" non vedo perchè opere di completamento di un rustico non siano da considerare ristrutturazione
inoltre quel volume era urbanisticamente già esistente (magari ci avevano pure pagato gli oneri... boh)

circa il titolo edilizio, comunque, sicuramente Permesso di Costruire o SCIA alternativa.... e ad ogni modo verifica normative ad oggi (energetica, sismica, invarianza etc)
bye
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Premetto che non è una mia pratica: è di un cliente che si è affidato a me per avere consigli sulle detrazioni fiscali. A mio avviso l'intervento non ci rientra per niente visto che non è di recupero nè di riqualificazione energetica di un edificio "esistente". Ma mi colpiva il fatto che la pratica fosse stata impostata come ristrutturazione edilizia (forse proprio per avere le agevolazioni).
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ai fini della detrazione fiscale sugli immobili "rustici" è interessante questo approfondimento:
https://www.lavorincasa.it/si-al-bonus-ristrutturazione-con-categori…
quindi, al netto della definizione edilizia dell'intervento vale anche la categoria catastale.
nell'articolo viene citato un riferimento di una sentenza della Cassazione (quindi dopo dibattimento in commissione tributaria) che conferma la differenza tra categoria F3 (in corso di costruzione) e categoria F4 (in corso di definizione)
bye
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