Demolizione e ricostruzione cavedio tecnico esterno

messaggio inserito martedì 30 giugno 2020 da Caterina

[post n° 433874]

Demolizione e ricostruzione cavedio tecnico esterno

Gentili colleghi, chiedo un consiglio. Devo demolire una canna fumaria in laterizio addossata ad una parete esterna dell'edificio, e sostituirla con una tubazione in materiale plastico. La tubazione sarà inserita in un cavedio tecnico in materiale refrattario, che andremo a ricostruire delle stesse dimensioni e con le stesse finiture della canna demolita. Non ci saranno quindi modifiche di facciata.
Come classifichereste questo intervento, e che titolo richiedereste? Manutenzione straordinaria, o, essendoci demolizione e ricostruzione (se pure di un elemento tecnico), è classificabile come ristrutturazione edilizia?
Grazie mille
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Direi nessuno dei due!
Tendenzialmente edilizia libera: se la situazione di partenza e di "arrivo" è coincidente per caratteri, tipologie, finiture...

Perchè c'è così tanta confusione sul principio della norma?

Ma la domanda è un'altra: come si fa ad avere ancora dubbi su cosa sia una «Ristrutturazione Edilizia» e cosa implichi per la stessa la classificazione di D/R?
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Grazie per la risposta archspf. E' stato anche il mio primo pensiero, ma il tecnico comunale mi ha parlato di manutenzione straordinaria e CILA. A quel punto mi sono venuti un po' di dubbi e probabilmente sto avendo un eccesso di cautela dovuto all'inesperienza, per questo cercavo un confronto con voi.
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Tecnico comunale non vede, cuore non duole.
Edilizia libera significa che il comune dovrebbe/potrebbe non essere nemmeno al corrente dell'intervento.
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Grazie per la risposta Archifish. Non sono così sicura che possa essere assimilato all'edilizia libera... nel Glossario sull'attività edilizia libera, alla voce "Impianto di estrazione fumi" è riportato: "Riparazione, adeguamento, integrazione, efficientamento (comprese le opere correlate di canalizzazione) e/o messa a norma". Non c'è scritto "sostituzione", che è in pratica quello che si va a fare noi (si va a demolire e ricostruire il cavedio, e ad inserire al suo interno una tubazione che prima non c'era). Tu l'assimileresti ad attività edilizia libera evitando la CILA?
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Provo a spiegare la mia interpretazione:
se si ricostruisce un elemento con identiche caratteristiche, sulla esatta posizione originaria, con la stessa sagoma e con le medesime finiture, non vi sarebbe nessuna pratica proprio perché la sostituzione non determina una trasformazione rispetto alla persistente situazione dei luoghi.
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Dal mio punto di vista si rientra a pieno titolo nella casistica di "adeguamento, integrazione, efficientamento (comprese le opere correlate di canalizzazione) e/o messa a norma".
Adeguamento/integrazione/messa a norma perchè si va ad inserire una tubazione che prima non occorreva o non era richiesta e/o obbligatoria. Le opere correlate sono, appunto la demolizione ricostruzione del cavedio (potrebbe essere la formazione e la chiusura di tracce per impianti in spessore di muratura).
Questa, quantomeno, è la mia interpretazione.
Inutile complicarsi una vita (professionale) già complicata, se si presenta l'occasione di "approfittare" di una norma chiara e di facile lettura, anche se questo significa perdere un potenziale introito. Lo reputo un comportamento corretto e moralmente ineccepibile sotto il profilo professionale, visto che, di fatto, si suggerisce al committente la propria inutilità.
Credetemi che sarei il primo, se ci fossero dei dubbi interpretativi, a sostenere l'indispensabilità della mia/nostra prestazione.
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In realtà mi risparmierei volentieri di fare questa pratica, anche perché chiederò una cifra abbastanza irrisoria essendo il committente una persona a me vicina. Vorrei solo tutelarlo.. mediterò sulla tua interpretazione e magari riparlo con il tecnico del Comune che mi ha insinuato il dubbio. Grazie
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