Computo metrico x CILA

messaggio inserito mercoledì 1 luglio 2020 da Campanellino

[post n° 433950]

Computo metrico x CILA

Buongriono a tutti, nell'ambito di una CILA di un appartamento come gestite con il cliente l'aspetto della descrizione e computo delle opere? Io solitamente preparo descrizione delle opere con relativi computi e faccio già una proposta per le forniture (rivestimenti, sanitari, rubinetterie, ecc), il tutto da sottoporre poi alle imprese per il preventivo. Però in questo caso, per andare incontro al cliente (che vuole risparmiare), vorrei lasciare aperta anche l'opzione di fornire all'impresa solo la planimetria gialli/rossi e lasciare che sia l'impresa stessa a stendere il capitolato: in pratica farei scegliere loro l'una o l'altra opzione in base a quanto vogliono spendere. Può avere senso procedre in questo modo?
Nel caso sia il professionista ad occuparsi del capitolato come si può quantificare il relativo compenso? Il 3% della parcella base (come risulterebbe da L.143/49) mi sembra un po' pochino, considederando i tempi che questo lavoro richiede, tra computi, scelta dei prodotti, ecc...
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Non mi esprimo per il compenso perchè non faccio la professione, ma escludo che sia l'impresa a stendere il capitolato.
Se il cliente vuole risparmiare, anzi, a maggior ragione il capitolato va steso dal professionista; adesso però mi viene un dubbio: vuole risparmiare sul professionista o sui materiali?
In entrambi i casi, però, MAI far fare il capitolato all'impresa.
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ciao, il problema è che lasciando l'onere all'impresa, non avrai mai due preventivi con le stesse voci.
Noi di solito redigiamo il computo senza applicazione prezzi e lo diamo al cliente che sarà libero di sentire chi vuole ma darà a tutti la stessa base.
solo cosi il computo sarà realmente confrontabile tra più imprese (senza prezzi ovviamente).
escluderei l'inserimento della fornitura dei rivestimenti ma solo la posa in opera.
semmai voce a parte per la fornitura tramite impresa.

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Premesso che mi esprimo solamente rispetto all'esperienza personale, occupandomi per lo più di Restauro, Recupero e "Ristrutturazioni" e dunque il tema citato è pane quotidiano, oltre ad essere anche preciso motivo di ricerca professionale nell'ambito proprio dello sviluppo di servizi dedicati.
Francamente trovo non abbia senso una pratica del genere: andrebbe contro il principio di garanzia e tutela del committente, oltre a costituire il principale "ostacolo" ad un iter consolidato e lineare che vuole, invece, attraverso proprio la commissione del capitolato al professionista, attribuire un senso di terzietà ed imparzialità, oltre che essere il vero strumento per operare una valutazione concreta e precisa delle offerte delle imprese (senza una "base comune", altrimenti, non sarebbero equiparabili tra loro).
Inoltre lo stesso capitolato (e sopratutto il computo metrico) è lo strumento essenziale, che accompagna il progetto e permette di svolgere una corretta Direzione dei Lavori, la quale ricordo è sopratutto una attività tecnico-amministrativa.

Inoltre, aldilà della semplicità o meno della proposta, certamente con una sola pianta delle demolizioni/costruzioni (sopratutto per chi non ha messo mano al progetto) è piuttosto difficile addivenire ad un computo completo, coerente e dettagliato: scarterei pertanto a priori tale ipotesi.

Infine, personalmente non sottopongo mai anche le forniture a carico dell'impresa poichè questo restringe il campo d'azione del progetto (se presente), ovvero di selezione da parte del committente sopratutto in termini qualitativi, ma anche fosse solo per una questione di maggiore scelta. Per l'opzione dell'iva al 10%, stante comunque la disponibilità dell'impresa (visto che il contratto di fornitura non è necessariamente un obbligo), faccio sottoscrivere dalle parti apposta clausola di accordo nel contratto d'appalto: es. il committente sceglie in autonomia le forniture, che verranno acquistate dall'impresa dietro semplice liquidazione da parte del primo.
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Venendo al discorso economico, come per le altre prestazioni attese nel caso di un incarico di consulenza di interni, sono solito ragionare in termini di "grado di complessità", proponendo delle tariffe a scaglioni in base alla metratura ed all'importo lavori stimato: nei casi suddetti ed in condizioni di "tipicità", pertanto, la redazione del computo metrico estimativo e del capitolato particolareggiato che accompagnano il contratto d'appalto, varia tra i 350€ ai 1.000€
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Se il cliente desidera il computo, lo paga. Il professionista lo redige e la ditta compila i prezzi. Lascio al cliente la facoltà di scegliere le ditte, cosa che ti consiglio. A meno che non ti richieda espressamente qualche nominativo di ditte. Altrimenti con le sole planimetrie il cliente chiederà i preventivi e si firmerà e preparerà i capitolati. Se non sei DL puoi tranquillamente disinteressarti se il tuo cliente non desidera il computo. Se fatto bene un computo fa risparmiare soldi.
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Concordo con tutti voi sul fatto che il computo vada fatto per garantire la confrontabilità dei preventivi (e quindi sia utile per il cliente).
Ma concordo anche che il computo, così come il capitolato e tutti i documenti contabili, vadano pagati. Per cui se il cliente "vuole risparmiare" e non ci sente da quest'orecchio, se li faccia fare da chi vuole e poi se lo piange lui.
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Esatto desnip, è proprio questo il punto! Di solito faccio sempre io sia la descrizione delle opere sia la quantificazione, per poi consegnare il tutto alle imprese per i preventivi, cosicché siano confrontabili. E solitamente non chiedo mai la fornitura direttamente all'impresa altrimenti ovvio che ci sarà un ricarico dei prezzi.
In questo caso specifico la proprietà ha già un'impresa e si è rivolta a me per le pratiche edilizie necessarie...mi rendo però conto che non abbia le idee ben chiare su quali siano gli aspetti da affrontare (ad esempio aveva chiamato l'impresa per il preventivo senza avere ancora deciso la nuova distribuzione dell'appartamento), quindi vorrei fornirgli un preventivo dove, oltre alle spettanze per la parte burocratica (cila, aggiornamento catastale, ecc) presentare una serie di ulteriori prestazioni che potrà decidere di usare o meno: progetto di massima, progetto esecutivo, ecc...e tra queste anche il computo metrico (per ora non sa che rientra nelle mansioni dell'architetto). Però siccome lui di suo lo avrebbe fatto fare all'impresa vorrei lasciargli aperta questa possibilità. Ovvio che non è la situazione ideale, però non vedo particolari impedimenti visto che cmq poi quanto prodotto dall'impresa verrebbe controllato da me...ed il risparmio in effetti ci sarebbe perché per me il computo è un lavoro abbastanza lungo, impegnativo (oltre che noioso!!) x cui non lo farei gratis...
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...semprechè l'impresa non presenti un preventivo a corpo e di appena 2 pagine...come però la maggior parte delle volte accade.
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