Verifica requisiti tecnico-professionali

messaggio inserito mercoledì 1 luglio 2020 da Flavio

[post n° 433967]

Verifica requisiti tecnico-professionali

Buonasera a tutti, ho avuto il mio primo incarico per un piccolo cantiere che sarà gestito da un'impresa e un lavoratore autonomo. Volevo chiedere, per quanto riguarda la verifica dell'idoneità tecnico-professionale di imprese e lavoratori autonomi che spetterebbe al committente (ai sensi dell'art. 90 del DL 81/2008) come procedete? Immagino sia il tecnico ad occuparsene di fatto? Nel caso specifico, oltre al DURC e iscrizione alla camera di commercio, c'è bisogno di controllare anche gli altri requisiti in quanto ci sarà un piccolo ponteggio (rientra dunque nei casi previsti all'allegato XI). Si richiedono delle dichiarazioni alle imprese? O si ritengono sufficienti le dichiarazioni fornite con il POS?
Grazie mille in anticipo a chi vorrà rispondermi.
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Immagino sei CSE. Comunque io faccio il modulo di verifica ITP a nome del committente e lo faccio firmare dal committente per tutte le imprese e lo scansiono con marca temporale, su questo non prenderti rogne aggiuntive.
Per il resto chiedo quanto previsto dall'Allegato XVII.
Dovrai inviare prima il PSC e valutare la conformità dei POS rispetto i requisiti minimi dell'Allegato XV e spesso capita che non sono adeguati in quanto copia e incolla, quindi chiedi integrazioni prima di accettarli in cantiere.
Se utilizzano attrezzatura specifica che richiede i cosi detti "patentini" chiedo la relativa formazione sia inserita nel POS.
Per il Ponteggio, Pimus, formazione specifica, elenco dpi forniti e nel caso calcolo del ponteggio se fuori schema o l'impalcato finale funge da dpc contro le cadute dal tetto.
In ogni caso faccio la verifica a rischio fulminazione del ponteggio, se sei in città al 90% non c'è necessità di messa a terra ma devi dimostrarlo.
Tieni conto che se lavori nel privato e con piccole imprese, spesso chiedi 100 per ottenere 60.
Buona Fortuna
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Grazie milla per la risposta. Io sono il progettista e farò la direzione dei lavori. In questo caso essendoci un'unica impresa non vi è obbligo di nomina CSE e di PSC... ti torna?
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Si scusa, avevo letto velocemente e mi ero perso il Lav.Autonomo.
Si non c'è obbligo, c'è una scuola di interpretazione del 81.08 che pensa che in caso di montaggio ponteggio questa sia impresa esecutrice e scatti l'obbligo di nomina del CSE, io non sono tra questi per me in questo caso non hai necessità di nomina, farei fare due righe sul contratto nel quale l'impresa di impegna a non subappaltare per evitare poi nomine in corsa.

Quanto detto su allora decade, come D.L. non prenderti rogne che non ti competono, tutto quanto fanno POS e dichiarazioni varie che vadano dritte al committente. Ti invito a leggere quanto ha detto la corte di cassazione con una sentenza proprio in questi giorni con l' ordinanza 6321/2020 della Corte di Cassazione sul ruolo del D.L in un caso di infortunio.
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Il ponteggio in questo caso sarà predisposto dal lavoratore autonomo (muratore) al quale ho richiesto Pimus e POS, ma utilizzato anche dall'impresa (idraulico).
Cosa intendi con "tutto quanto fanno POS e dichiarazioni varie che vadano dritte al committente"? Che lasci fare tutto a lui per quanto riguarda richiesta del POS e dei documenti sopra citati? Credo che lui non sia nemmeno a conoscenza di questi obblighi (premetto che si sta parlando di un piccolissimo cantiere, importo inferiore a 10.000 euro). Allora mi limito ad informare il committente di questi obblighi?
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Di fatto sarò io ad inviare la CILA in cui il committente dichiara di avere verificato l'idoneità tecnico-professionale, per questo mi sto facendo lo scrupolo..
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Ponteggio lavoratore autonomo assolutamente no (a parte l'impossibilità tecnica della cosa)
Il Ponteggio deve essere montato da almeno 3 persone di cui un preposto.
I lavoratori autonomi inoltre non fanno il POS.
Per il ponteggio non serve il POS se c'è il PIMUS.

Comunque come detto queste considerazioni riguardano la verifica ITP che deve fare il committente, fai un foglio a nome del committente che lui firma dove dichiara la verifica ITP dell'impresa x e del lav. autonomo y.

Limitati a guardare che il Durc non sia scaduto e che i lavori siano coerenti con la visura in modo da non aver problemi nella Cila, e che quando vai non ci sia gente in nero.
Per il resto se vuole qualcuno che vigili sulla ITP e sui lavori può nominare un RdL (pagando), limitati ad informare il committente circa i suoi obblighi cioè l'art. 90 del 81.08 non prenderti rogne aggiuntive che non riguardano il tuo ruolo di D.L. e progettista.
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Concordo con i colleghi sul fatto del predisporre una check-list per la verifica verifica ITP, che io chiamo amichevolmente "vademecum del committente/responsabile dei lavori" con richiami alla norma (in particolare obblighi e responsabilità che lo riguardano) e tutta la lista di documenti che deve verificarne possesso e congruità: questo permette innanzitutto di dimostrare l'avvenuta informazione dello stesso sulle tematiche ed inoltre di impedire che come sempre chiedano il "faccia lei architetto" su questioni che non ci competono.
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Confermo che il lavoratore autonomo non avrebbe i requisiti per poter montare/smontare (da solo) il ponteggio: servono almeno 3 lavoratori di cui un preposto, tutti con formazione specifica (ponteggi) e addestrati ai lavori in quota.
Inoltre, io faccio parte di quella scuola di pensiero che cita @Albo, la quale identifica come «impresa che opera in cantiere» la stessa che si occupa del ponteggio e pertanto fà scattare l'obbligo di nomina dei coordinatori, notifica preliminare, psc ecc: a meno che nell'organico dell'impresa che eseguirà i lavori vi sia personale autorizzato, in tal caso l'impresa che fornisce i ponteggi, appunto, diventa di mera fornitura, esclusa pertanto da tale principio.

Sul lavoratore autonomo vi sono delle ulteriori sfumature di interpretazione: non concorrerebbe a far scattare gli obblighi se e solo se è "chiamato" dall'impresa (divengono, solo fattivamente e pro-tempore, parte dell'organico) e non direttamente dal committente.
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Aggiungo che lavoratore autonomo e impresa sarebbe meglio fossero entrambi affidatari perchè il lavoratore autonomo, in quanto tale, non può subappaltare una parte dei lavori dovendo essere in grado di svolgere il lavoro da solo. L'impresa invece ovviamente può subappaltare. Per il resto condivido quanto detto dai colleghi.
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Grazie molte per i consigli, mi è tutto più chiaro. Mi limiterò ad informare il committente con questa check-list.. anche se prevedo già il "faccia lei architetto". In quel caso potrei valutare se farmi dare formalmente un incarico come responsabile dei lavori..
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Scusa Archspf, ti chiedo un ulteriore chiarimento. Dici "Sul lavoratore autonomo vi sono delle ulteriori sfumature di interpretazione: non concorrerebbe a far scattare gli obblighi se e solo se è "chiamato" dall'impresa (divengono, solo fattivamente e pro-tempore, parte dell'organico) e non direttamente dal committente." Quindi di fatto converrebbe fare solo un contratto con l'impresa, e poi far sì che sia questa a subappaltare al lavoratore autonomo, piuttosto che fare 2 contratti?
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Più che convenienza è una interpretazione data da diversi Esperti in un regime di ulteriore prudenza.
Si potrebbe infatti affermare che in generale un lavoratore autonomo non è mai impresa e quindi i casi a) più lavoratori autonomi b) impresa+lavoratori autonomi, non dovrebbero far scattare gli obblighi.
Altri affermano, come ho riportato sopra, per principio di "residualità", che se il lavoratore è però incaricato dal committente è come se si configurasse una pluralità di esecutori, diversamente se questi viene chiamato dall'impresa è come se facesse parte della stessa (ed una considerazione a favore di questa tesi è che l'impresa è obbligata ad aggiornare il proprio POS).
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Capisco. Oltre ad essere maggiormente prudente, forse in questo caso sarebbe anche più corretto, poiché di fatto il lavoro riguarda l'impianto termo-idraulico ed è stato affidato all'impresa idraulica, il muratore (lavoratore autonomo) è stato chiamato a supporto per le opere in muratura/assistenza muraria. Però è stato chiamato direttamente dal committente..
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Inoltre, se al lavoratore autonomo venisse subappaltata l'opera dall'impresa affidataria, a quel punto la verifica ITP del lavoratore autonomo spetterebbe all'impresa e non più al committente, giusto?
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Si certamente: quando c'è il subappalto spetta al «datore di lavoro» dell'impresa affidataria verificare la ITP (sia lav. autonomo che impresa) e POS (se impresa).
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Perfetto, grazie molte
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Secondo me non ti conviene affatto un incarico come responsabile dai lavori...
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Non è MAI consigliato assumere un incarico di RL per via delle numerose responsabilità...e perché tecnicamente spetterebbe allo stesso committente (è bene che si sentano ogni tanto "coinvolti" anche loro altrimenti è un continuo scarica barile)
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Grazie molte per il consiglio
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