libera professione oppure imprenditore edile???

messaggio inserito sabato 25 luglio 2020 da mistermiao

[post n° 434806]

libera professione oppure imprenditore edile???

sono un giovane ingegnere civile che sta cercando di fare esperienza tra modena e bologna, vengo dal sud ,ho fatto qualche esperienza in qualche studio, ma per quel che pagano tra affitto spese e l'auto non mi rimane un bel niente a fine mese, mio padre ha un impresa di scavi in campania solo che per il momento non sta lavorando secondo voi mi converrebbe buttarmi sugli appalti in modo da avere degli utili maggiori ed anche delle soddisfazioni maggiori
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Se la ditta di famiglia è specializzata in soli scavi, mi viene da suggerire di inserirsi come responsabile tecnico ed allargare (se vi è esperienza/qualifica) la forbice di attività (nel privato) connesse alla principale: impianti fognari, strade/viali e sistemazioni esterne ecc.
Dal punto di vista degli appalti pubblici occorrono i requisiti tecnico-organizzativi.
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ciao condivido quanto espresso da archspf ma se hai questa possibilità personalmente la sfrutterei. se la ditta è speccializzata sarebbe interessante stringere dei rapporti con le imprese che lavorano già nei settori pubblici e iniziare a prendere parte agli stessi come sub appalti. Piano piano inizierai ad avere le certificazioni dei lavori eseguiti cosi da poter "salire di livello" e iniziare a prendere le certificazioni di categoria e iniziare a rispondere direttamente alle gare. La prima cosa da fare, se non l'avete, sono l'ottenimento delle certificazioni ambientali e le certificazioni di qualità che comunque sono il requisito minimo per poter accedere a lavori pubblici.
hai in mano una situazione familiare che personalmente proverei a perseguire...
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diciamo che fino ad ora mio padre ha sempre lavorato con privati, in passato ha fatto qualche gara di appalto, ma non essendo una persona istruita non conosceva le potenzialità degli appalti, in questo momento mi trovo a collaborare come procacciatore di affari per un consorzio stabile dove sto imparando molto in questo settore, si ora siamo in attesa del superbonus 110 ma, alla fine non sara' per sempre, quindi a 32 anni mi chiedo se ne vale la pena vivere in emilia romagna a queste condizioni. e non sviluppare un qualcosa nel mio luogo di nascita e perche' no man mano allargarsi su piu' fronti.
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diciamo che fino ad ora mio padre ha sempre lavorato con privati, in passato ha fatto qualche gara di appalto, ma non essendo una persona istruita non conosceva le potenzialità degli appalti, in questo momento mi trovo a collaborare come procacciatore di affari per un consorzio stabile dove sto imparando molto in questo settore, si ora siamo in attesa del superbonus 110 ma, alla fine non sara' per sempre, quindi a 32 anni mi chiedo se ne vale la pena vivere in emilia romagna a queste condizioni. e non sviluppare un qualcosa nel mio luogo di nascita e perche' no man mano allargarsi su piu' fronti.
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altrimenti potrei gestire la mia impresa dall'emilia romagna facendola crescere in campania e poi man mano fare appalti fuori regione.
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