CONFORMITA' URBANISTICA - CASO PARTICOLARE

messaggio inserito martedì 22 settembre 2020 da Veis84

[post n° 437145]

CONFORMITA' URBANISTICA - CASO PARTICOLARE

Buonasera, ho necessità di un consiglio per una pratica in cui mi si richiedere, prima di mettere in vendita un immobile, di verificarne la conformità urbanistica.
Trattasi di una casa a schiera, terra-tetto, con resede tergale.
Nel resede tergale sono presenti due volumi, un ripostiglio accessibile dal resede stesso ed un bagno accessibile invece dall'appartamento.
Questi due volumi non sono rappresentati nella planimetria catastale del 02/01/1954, quindi di primo impatto li avrei definiti semplicemente abusivi.
Il fatto è che da una ricerca d'archivio ho trovato solo una autorizzazione per rifacimento facciata del 1985 ed una DIA per rifacimento copertura del 1996, entrambe prive di elaborati grafici.
In pratica, solo quella planimetria fornisce prova che questi volumi sono privi di atto abilitativo.
La domanda è, può una planimetria catastale essere prova di un abuso?
Chiaro che se la risposta è no provvedo con un DOCFA e rettifico, altrimenti credo vista la zona che l'unica soluzione sia la demolizione.
Vi ringrazio per ogni parere!
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Il metodo non è corretto. Non si deve cercare prova di un abuso. Ma prova di legittimità. Quindi è necessario trovare atti/prove in base alle normative nazionali e locali che legittimino i due manufatti. Se non si trovano, i manufatti sono da considerarsi abusivi e o si sanano se possibile, o si ripristina lo stato dei luoghi. Consiglio di rivolgersi ad un architetto.
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Perdonami Ivana, ma è proprio nella prova della legittimità che trovo la falla. Come ho scritto, in archivio non esistono pratiche precedenti con allegate rappresentazioni dell'immobile. Nella DIA del 96 era allegato il solo prospetto lato strada, nell'autorizzazione del 54 neanche quello.
Ho prova che l'edificio era esistente ma non della sua consistenza.
Se vuoi posso girare la domanda: la planimetria catastale del 54 può essere prova di legittimità? So già che la risposta in questo caso è NO, da lì mi domando se può invece provare l'abuso..
P.S
io SONO un architetto.
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Sì, una planimetria catastale del 54 può in qualche caso essere prova di legittimità.
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Cosi' come mi pare di aver capito, sono manufatti abusivi. Il fatto che nella D.I.A. del 1996 non ci sia un elaborato grafico non implica una automatica legittimita'. Anzi, visto che fra i documenti ci deve essere l'asseverazione sulla legittimita' delle preesistenze (obbligatorio per le D.I.A.), il solerte collega si sara' ben guardato da rappresentare graficamente cio' che ha impropriamente asseverato.
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Nessuna indicazione nemmeno negli atti notarili? A volte sono utili viste le descrizioni seppur generiche degli immobili e quasi sempre rintracciabili in conservatoria
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Anche io concordo con Ivana... una planimetria catastale del '54 può essere prova di legittimità. Aggiungo che converrebbe verificare poi i regolamenti edilizi dell'epoca di quel comune .
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purtroppo atto di provenienza del 77... descrizione appena accennata.
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però Veis84 vorrei avvertirti che una variazione catastale non è la soluzione, e questo dovresti già saperlo
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