Altezza non regolare per agibilità

messaggio inserito sabato 31 ottobre 2020 da Gianni

[post n° 438946]

Altezza non regolare per agibilità

Ho una trilocale in Sardegna. Nel rogito del 2001 veniva esplicitato che la casa era a norma e che avevano prestato domanda di agibilità. In realtà ho scoperto qualche anno fa che il comune non ha mai rilasciato l'agibilità. Purtroppo la casa ha una altezza inferiore ai 270 previsto. Mi sono rivolto alla società che mi ha venduto la casa segnalando l'anomalia della altezza ma la risposta è stata che ormai sono passati 20 anni e quindi loro non sono più responsabili. Sono riuscito oggi ad avere l'agibilità ma nelle carte è segnata una altezza diversa da quella reale. Cosa è meglio fare?far finta di niente o ci sono elementi per rifarsi sul costruttore?.
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Di quanto inferiore?
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L'impresa realizza per conto di un committente, quanto indicato nei progetti curati da un tecnico abilitato, che ha anche il compito di verificare l'esattezza dell'esecuzione rispetto alla norma (recenti sentenze di cassazione obbligano in solido le figure di proprietario-tecnico-costruttore): in questo senso vi è sempre l'alea di incertezza dovuta all'errore di costruzione, che comunque non può essere superiore al 2%.

Prima di "rifarsi" su uno dei soggetti incaricati della realizzazione dell'opera, è chiaramente necessario quantificare l'errore ed individuare intanto il responsabile.

Inoltre tra le figure richiamate manca invece a mio avviso il richiamo alla diretta responsabilità del venditore, che avrebbe rilasciato una dichiarazione mendace (sempre da provare): questo determinerebbe i presupposti (sempre da dimostrare) per rivalersi innanzitutto su quest'ultimo.

Di quanto differisce la misura? Per tutti i locali?
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Purtroppo l'altezza e di 250 .io ho comprato direttamente dall'impresa ho chiesto di sanare la cosa ma mi hanno detto che è passato troppo tempo..un geometra che ho interpellato è riuscito a ottenere l'agibilità ma mi sono accorto che i dati che sono presemti nella documentazione sono gli stessi che erano presenti nel progetto originale con altezza maggiore della reale.Avendo già l'agibilità posso far finta di niente?
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Direi proprio di no. Questa circostanza potrebbe risultare "scomoda" in caso di futuro atto di trasferimento (es. vendita) o anche di semplice "ristrutturazione interna".
Di fatto il fabbricato non risponde ai requisiti imposti dalla norma: il collega ha quindi evidentemente forzato la cosa e non mi dilungo su questo aspetto in quanto l'intervento sarebbe palese e scontato.

La questione temporale non regge in quanto se è vero che il reato penale di abuso si prescrive (4 o 5 anni a seconda se vi siano stati atti interruttivi), non può dirsi la stessa cosa dell’illecito amministrativo.

Siamo certi che di mezzo non vi sia un condono edilizio? I locali si trovano ad un piano entro o fuoriterra? Siamo sicuri che non siano stati realizzati abbassamenti (es. controsoffitti) e che pertanto l'altezza "strutturale" è conforme ma è occultata da questi?
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Prima di tutto grazie per la disponibilità a chiarire questo problema. Non ci sono stati condoni. La casa e tipo villette a schiera parzialmente interrata nella parte posteriore Il solaio è a 250 ma in un locale è presente un abbaino bocca di lupo 120x100 che porta l'altezza a più di 320 .mentre in sala/cucinotto il tetto e un po strano si parte da 300 e si arriva su un lato a 240 nell'altro lato 210.Mi hanno detto che si calcola la media tra il punto più alto e quello più basso. Cosa comporterebbe per l'azienda incorrere in un'illecito amministrativo?
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