Architetto non vuole più fare detrazioni 65%

messaggio inserito venerdì 11 dicembre 2020 da PPL

[post n° 440477]

Architetto non vuole più fare detrazioni 65%

Salve, sto eseguendo dei lavori di manutenzione straordinaria. Ho un architetto che mi sta seguendo cha ha aperto regolare CILA. Nel preventivo che avevamo pattuito per la sua parcella c'era la voce "Consulenza e Pratica per detrazioni fiscali sul risparmio energetico 65%". Abbiamo iniziato i lavori, effettuato dei SAL e dei pagamenti alla ditta appaltatrice per opere di ristrutturazioni (50%). Al momento di fatturare le opere energetiche lui mi ha detto che erano cambiate le condizioni, che ci sono nuove pratiche da fare per ottenere il 65% e che non ne vale più la pena farle ma che sarebbe opportuno fatturare il tutto al 50%. I lavori energetici riguardano rifacimento impianto termico (tubi dei termosifoni), nuova caldaia, nuovi termosifoni, nuove finestre, rifacimento impianto climatizzatori, parquet, parcella sua ... Come è possibile che abbiamo detto una cosa del genere? Cosa è cambiato da quando abbiamo pattuito il prezzo nel Maggio 2020? L'importo di queste opere potrebbe orientarsi intorno ai 15.000, il 15% che perderei se fatturassi tutto al 50% è di 2250 euro. MI sembra assurdo che dica che la pratica vale cosi tanto. Quanto può costare una pratica di recupero energetico 65% ? Io vivo a Roma, se sapete anche indicarmi un architetto competente? Grazie
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1. Intanto cominciamo con il dire che un conto è una pratica energetica (rilievi/saggi stratigrafici, progetto, relazione tecnica art. 28 ex. L.10/91, attestati di qualificazione energetica, attestato di prestazione energetica: il tutto può "costare" migliaia di euro a seconda dei casi; si parte da una spesa minima intorno ai 1.000€) ed un conto quella relativa alle dichiarazioni Enea ai fini delle agevolazioni (costo irrisorio relativo alla sola trasmissione sul portale, di qualche centinaio di euro), magari relativi alla sostituzione di infissi/caldaia.

2. Tenuto conto che i "tubi dei termosifoni" costituisce, assieme alla caldaia e gli stessi termosifoni, un impianto termico, nonchè della sostituzione degli infissi, rifacimento imp. climatizzazione (tralasciando il parquet che non è una spesa agevolabile al 65% poichè "ininfluente" dal punto di vista termico): anche prima della introduzione del nuovo D.Lgs 48/2020 (giugno 2020, nonostante le modifiche apportate dal suddetto decreto rispetto alla condizione preesistente, non mi pare interessi la fattispecie degli interventi da voi realizzati) era necessario provvedere, a monte, con un progetto energetico (v. punto 1).

3. Dato che in corso d'opera, comunque, sono stati effettuati lavori suppongo prima non previsti, comportanti modifiche della prestazione energetica e pertanto richiedenti a monte l'adempimento di cui sopra, il quale per qualche ragione a me ignota, non è stato depositato (senza il quale la vedo dura dimostrare l'accesso al beneficio), vale la pena chiarire con il professionista cosa comprendesse esattamente la prestazione relativa a "Consulenza e Pratica per detrazioni fiscali sul risparmio energetico 65%".
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Mi scusi, evidentemente non sono del mestiere ed ho omesso una parte fondamentale. L'architetto ci ha fatto pagare, ma non abbiamo mai visto, anche il progetto energetico.
Le voci relative nel preventivo sono: "progetto impianto termico ai sensi del dl 3708" 2000 euro + iva
"relazione tecnica art.28 10/91" 800 euro + iva
"Consulenza e Pratica per detrazioni fiscali 65%" 350 euro + iva.

Come può ora dirmi che dovrei detrarre tutto al 50% perche non vale la pena?
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Ci tengo a sottolineare che quanto riportato al.punto 3 non è corretto. Gli interventi energetici erano già previsti dal progetto iniziale e nella parcella dell'architetto. Le opere della ditta sono state eseguite in base a quanto presente nel suddetto progetto.
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Confermo che, a maggior ragione se già prevista, il professionista non può esimersi dall'ottemperare ed onorare la pattuizione della prestazione.
Il fatto però che non abbiate mai visto il "progetto energetico" non presuppone necessariamente anche che non sia stato fatto: è un adempimento di norma allegato al titolo edilizio, pertanto fatevi inviare la copia della relazione (se esistente, in caso contrario è un grave inadempimento - oltre che inottemperanza contrattuale - del tecnico).

Inoltre, ho la sensazione che il costo del progetto dell'impianto termico sia quantomeno sopravvalutato (ed in generale la prestazione mi pare superflua, poiché l'obbligo scatta solo nel caso di "impianti dotati di canne fumarie collettive ramificate e/o impianti di climatizzazione per tutte le utilizzazioni aventi una potenzialità frigorifera pari o superiore a 40.000 frigorie/ora", sempreché non si rientri nella suddetta fattispecie).

"Come può ora dirmi che dovrei detrarre tutto al 50% perché non vale la pena?" alla luce delle ulteriori precisazioni, infatti non può a meno che non vi siano ulteriori elementi che non conosco: l'impresa ha rilasciato regolare certificato di conformità per gli impianti? la ditta fornitrice/installatrice ha rilasciato regolare attestazione?
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Salve,
la ringrazio intanto per le indicazioni. L'impresa sta ancora lavorando e nel contratto c'è scritto che deve rilasciare il certificato di conformità degli impianto. Il fatto è che la ditta ha già emesso regolare fattura per opere di demolizione/ricostruzione ma adesso dovrebbe emettere la fattura per gli impianti su indicazione dell'architetto. Che come detto ha bloccato tutto dicendoci che conviene effettuare fattura/bonifico per manutenzione straordinaria e non per risparmio energetico. Aggiungo anche che abbiamo già effettuato 3 bonifici parlanti per l'acquisto dei termoarredi, l'acquisto delle finestre, la sua parcella per la parte energetica con causale risparmio energetico e non manutenzione straordinaria. Comunque qualora si dovesse ancora tirare indietro non so proprio cosa fare. Grazie ancora per i consigli.
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Si faccia dire precisamente il perché, cosicché possiamo darle ulteriori interpretazioni.
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Salve,
finalmente abbiamo avuto un riscontro dall'architetto. Faccio un pò di chiarezza.
All'inizio della collaborazione abbiamo avuto una sua parcella contenente la voce:
1 - Pratica detrazioni fiscali sul risparmio energetico al 65% (consulenza detrazioni, pratica ENEA) 350 euro + iva
2 - Redazione AQE 200 euro + iva
Ad un certo punto ci ha detto che c'era un problema e che si doveva fare:
3 - progetto legge 10/91 (2000 euro + iva)

Adesso dopo che ci aveva detto che non conveniva fare il recupero al 65%, alla nostra richiesta di chiarimenti ci ha inviato una ulteriore parcella contenete:
4 - redazione CME in base all'ultimo prezziario dicembre 2020, 700 euro + iva
5 - redazione APE design rating, 300 euro + iva
6 - Pratica detrazioni fiscali sul risparmio energetico al 65% (consulenza detrazioni, redazione AQUE, pratica ENEA incluso asseverazioni sulla conguità dei prezzi e sui materiali impiegati) 1000 euro + iva

Il punto 6 sostituisce i precedenti punti 1 e 2. Pertanto prima erano 550 euro adesso 2000.
La sua giustificazione è stata che la pubblicazione del 5/10/2020 ni GU n°246 impone una diversa e più consistente attività nella definizione della pratica enea per l'ottenimento del 65%.
A parte i prezzi che sembrano alti (l'APE nel precedente appartamento l'ho pagato 100 euro iva inclusa), ritenete giusta la considerazione dell'Architetto?



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Per tentare di risolvere l'arcano (fermo restando che, anche se potrebbe essere una corretta valutazione, non spetta al collega decidere per suo conto se conviene o non conviene ), che a questo punto, sembrerebbe concludersi in una giustificata richiesta per sopravvenute ed oggettive esigenze normative, le chiedo: quando è stata protocollata la CILA e quando sono stati iniziati i lavori?

I nuovi principi/adempimenti in vigore con il DM Requisiti Tecnici ed Asseverazioni, si applicano infatti, per interventi successivi al 6/10/2020 (vale la data di inizio lavori e/o acconto).
Fermo restando che la Relazione ex L.10/91 e quant'altro dovevano essere stati predisposti dal tecnico all'atto del protocollo del progetto edilizio, quando già se ne sarebbe dovuta conoscere la necessità (stessa cosa dicasi per AQE e APE a fine lavori).
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Grazie per le considerazioni.
I lavori sono iniziati il 19 Ottobre quindi dopo la data del DM.
Effettivamente a me non importa tanto effettuare il 65 invece del 50 se il 65 richiede tutte queste spese. Ovviamente riceverei un rimborso più alto ma dovrei sborsare più soldi per richiederlo.
Il problema principale è che dopo un mese dall'inizio dei lavori l'architetto mi ha chiesto 2000 euro (già pagati per altro) per questa famigerata legge 10/91 che serviva appunto per fare la domanda detrazioni per risparmi energetico. L'altro problema è: come faccio con i bonifici parlanti già effettuati ? Le finestre, i termoarredi portano la dicitura per risparmi energetico. In questo caso perderei anche la possibilità di fare il 50%.
Una situazione assurda :-(
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