ogni tanto torno sul salvacasa.
Mi trovo a sanare un locale commerciale all'interno di un edificio.
La pratica edilizia originaria è molto parca di quote (e a volte gioca a ns favore..) ma, dal rilievo mi sembrerebbe che il filo dell'edificio sia spostato di 5 cm.
Ovvero sembrerebbe ci sia un aumento di volume del fabbricato quasi certamente legato allo spessore del muro perimetrale.
Ho verificato (calcolato) che questa maggiore dimensione rientra nella percentuale della tolleranza di riferimento della mia unità commerciale in termini di Superficie Lorda (e Volume).
parliamo di un aumento di 0.29mq su 52,00 mq pari allo 0.5%.
Lo stato di fatto della mia unità è pertanto legittimato.
Quindi, al passo successivo, procedo con la SCIA in sanatoria in quanto sono state modificate le aperture esistenti e fatti minimi spostamenti di 2 tavolati interni.
Ora la mia domanda è:
se lo stato di fatto è legittimato dalle misure in tolleranza, posso affermare che non c'è stato aumento del valore venale della unità immobiliare?
Grazie
paola2 : [post n° 498698]
unità commerciale e tolleranze
Io mi limiterei a segnalare la tolleranza ed il suo rispetto, la valutazione sul valore venale spetta all'agenzia delle entrate se non sbaglio.
In un caso analogo, un tecnico comunale una volta appurata e verificata la legittimità dello stato di fatto (ovvero i parametri in tolleranza) non ha sollevato la questione dell'aumento del Valore Venale della unità in esame.
Non spetta nè al funzionario nè tantomeno al tecnico incaricato la valutazione di specie (AVV) che è demandata all'ADE e sulla quale, semmai, l'amm.ne costruisce il relativo tariffario "proporzionale", fermo restando che la determinazione del Valore Venale dovrebbe essere relativa a fattori oggettivi intrinsechi del bene fisico e alle sue caratteristiche, non certo rispetto alla sua condizione giuridica di conformità.
Motivo per cui, in assenza di elementi determinanti un aumento di valore (ampliamenti, cambi d'uso, opere pertinenziali, modifiche che incrementino il "pregio architettonico" in misura tale da variarne la relativa quotazione di mercato, ecc.), è pacifica l'applicazione del minimo edittale, permanendo tuttavia l'incertezza sull'interpretazione da parte dell'ADE.
Motivo per cui, in assenza di elementi determinanti un aumento di valore (ampliamenti, cambi d'uso, opere pertinenziali, modifiche che incrementino il "pregio architettonico" in misura tale da variarne la relativa quotazione di mercato, ecc.), è pacifica l'applicazione del minimo edittale, permanendo tuttavia l'incertezza sull'interpretazione da parte dell'ADE.
@ArchSPF, ritieni che pur trattandosi di aumento dello spessore del muro perimetrale (le misure interne tornano) che rientra (ABBONDANTEMENTE direi) nella tolleranza di riferimento, ci possa comunque essere un aumento di VV?
Perchè a mio parere non è ben chiaro il rapporto "Legittimità stato di fatto (per parametri in tolleranza) / aumento del VV".
Il Salvacasa dovrebbe contenere criteri che consentano di stabilire a priori almeno quando NON C'E' aumento del VV.
E correggimi se sbaglio, ma col testo precedente la mia unità sarebbe stata legittimata perchè i parametri erano in tolleranza (abbondantemente sotto il 2%).
Perchè a mio parere non è ben chiaro il rapporto "Legittimità stato di fatto (per parametri in tolleranza) / aumento del VV".
Il Salvacasa dovrebbe contenere criteri che consentano di stabilire a priori almeno quando NON C'E' aumento del VV.
E correggimi se sbaglio, ma col testo precedente la mia unità sarebbe stata legittimata perchè i parametri erano in tolleranza (abbondantemente sotto il 2%).
A mio avviso non c'è aumento di valore venale, ma come detto la valutazione spetterà all'ADE su richiesta dell'ente.
A mio avviso non c'è aumento di valore venale, ma come detto la valutazione spetterà all'ADE su richiesta dell'ente
Scusate ma con che ADE avete a che fare voi? No perché la nostra, per le valutazioni, chiede la sottoscrizione di un disicplinare d'incarico SEPARATO per OGNI SINGOLO CASO che sottoponiamo (con prezzi, tra l'altro, esosi, fuori mercato e insostenibili da parte di un ente locale, che dovrebbe pagarseli al 100% da protocollo d'intesa ADE- Comuni). Nel corso di colloquio con il responsabile ADE per le valutazioni ci è stato detto di arrangiarci, se vediamo che evidentemente non c'è stato aumento di valore dell'immobile. Per scostamenti minimi, rimanderanno le richieste al mittente. Lavoreranno solo nei casi più eclatanti. D'altra parte, non è che abbiano squadroni di tecnici che possano mettersi a fare le centinaia di verifiche che (dovrebero) arrivare loro dai comuni. Esperienze diverse sul territorio anyone?
cosa significa che "per scostamenti minimi rimanderanno le richieste al mittente"?
Anche nella mia zona ho visto cose così dove il Comune di turno deve pagare la perizia alla ADE per ogni pratica.
E anche per me in questi comuni mi dicono di trovare altre soluzioni.
Detto questo circa la mia pratica vorrei comunque avere riscontro circa la regolarità del mio iter.
Verifica delle tolleranze > stato legittimo > scia in sanatoria per diverse dimensioni delle aperture esterne e minimi scostamenti tavolati interni (le aperture sono più piccole quindi non cè aumento del VV)...
Anche nella mia zona ho visto cose così dove il Comune di turno deve pagare la perizia alla ADE per ogni pratica.
E anche per me in questi comuni mi dicono di trovare altre soluzioni.
Detto questo circa la mia pratica vorrei comunque avere riscontro circa la regolarità del mio iter.
Verifica delle tolleranze > stato legittimo > scia in sanatoria per diverse dimensioni delle aperture esterne e minimi scostamenti tavolati interni (le aperture sono più piccole quindi non cè aumento del VV)...
Come dicevo, non vi è aumento di volume/superficie in quanto entro tolleranza e pertanto a rigore di logica non potrebbe sussistere alcun AVV per le opere residue che permangono da sanare. Tuttavia non possiamo sapere come si comporta l'ADE innanzi a queste ultime opere: il buon senso direbbe di applicare il minimo edittale.
Le tolleranze non centrano nulla direttamente con la valutazione dell'AVV: il salva casa non contiene di fatto nessun criterio, essendo peralteo le due cose del tutto slegate poichè una riguarda la tipizzazione di discostamenti che non sono considerati irregolarità (art. 34-bis), l'altra l'ammissibilità di interventi di sanatoria "minore" (art. 36-bis) ed il relativo calcolo dell'oblazione dovuta (comma 5).
Le tolleranze non centrano nulla direttamente con la valutazione dell'AVV: il salva casa non contiene di fatto nessun criterio, essendo peralteo le due cose del tutto slegate poichè una riguarda la tipizzazione di discostamenti che non sono considerati irregolarità (art. 34-bis), l'altra l'ammissibilità di interventi di sanatoria "minore" (art. 36-bis) ed il relativo calcolo dell'oblazione dovuta (comma 5).
@arch_mb non ho idea di che convenzione abbiano i comuni con l'ADE, ricordo che recentemente in un caso di una villetta con un lievissimo ampliamento (circa 1mq) per una parete spostata, finestre difformi e diversa area di sedime, il comune aveva chiesto il parere all'agenzia e mi aveva fatto avere per conoscenza la loro lettera in cui dichiaravano che non vi era aumento di valore venale
@paola2. Nel mio caso il comune ha fatto richiesta all'ade dopo 30 giorni dalla presentazione della SCIA. Risposta arrivata dopo poco più di 2 mesi. In totale quindi 3 mesi dalla presentazione.
Scusate, quindi è il funzionario comunale che richiede il parere alla ADE.
E' a sua discrezione richiederlo quindi.
Pertanto la mia sensazione è che alcuni funzionari lo faranno e altri, di fronte a casi di lievissimi scostamenti, potrebbero decidere di non farlo.
E' a sua discrezione richiederlo quindi.
Pertanto la mia sensazione è che alcuni funzionari lo faranno e altri, di fronte a casi di lievissimi scostamenti, potrebbero decidere di non farlo.