Max : [post n° 498956]

non aprite quella porta

Cari architetti vorrei porvi una domanda. I miei genitori vorrebbero vendere il loro appartamento (per trasferirsi) e dalla planimetria dell'appartamento (del 1955) del catasto risulta l'esistenza di una porta interna (di collegamento dalla cucina al soggiorno) che nella realta' non e' mai esistita. (perche' affacciano entrambi sul disimpegno). Il possibile acquirente dell'appartamento (che gioca a mercante in fiera e punta al ribasso) mi dice che devo fare una sanatoria e che potrebbe occuparsene lui al costo di euro 4000. ma perche' devo occuparmi per una modifica di cui non ne conoscevo nemmeno l'esistenza? (tra l'altro l'acquirente vorrebbe abbattere quella parete e quindi non e' un'unica pratica che dovrebbe svolgere lui?) e la vera domanda e': quanto realmente costa? Grazie anticipatamente e buon lavoro a tutti.
lorenzo_px :
Per evitare contenziosi è opportuno che la parte venditrice verifichi lo stato legittimo dell'immobile e in caso di vizi, si occupi di sistemarli prima del compromesso. Diciamo che è la migliore mossa che può fare per evitare cause un domani.

Meglio ancora se nel compromesso allegasse un relazione tecnica di stato legittimo (una vera due-diligence), asseverata da un tecnico di sua fiducia, cosi da poter stare tranquillo dopo la vendita. Chiaramente è lei in qualità di venditore a farsi carico di queste spese ( e glielo consiglio se non vuole vedere svalutato il suo immobile).
Semola82 :
Ciao! la planimetria catastale non conta nulla ai fini della regolarità urbanistica, dovete controllare i titoli edilizi depositati in comune e confrontarli con lo stato di fatto.
Se anche i titoli edilizi sono difformi dallo stato di fatto, per un intervento del genere (porta aperta su un'altra parete) occorre presentare una cila tardiva, è una comunicazione abbastanza snella ma prevede comunque il pagamento di un'oblazione. € 4000 sono eccessivi? dipende...
Max :
Grazie Lorenzo_px e Semola82 per la vostra risposta. Pero’ i miei genitori hanno acquistatol’immobile direttamente dall’ALER, Azienda Lombarda Edilizia Residenziale, e la porta gia’ non esisteva. Inoltretutti gli appartamenti di quella palazzina non hanno la porta. Non voglio sembrare approssimativo ma perche’’ devo pagare per una due-diligence che emerge solo ora dalla una vecchia mappa catastale in scala 1:100 dove si vedono i muri portanti e il muro della porta in questione e’ indicato con una “semplice” riga senza alcun spessore? Ancora grazie masperavo di leggere che era una semplice proforma.
arch.sergio :
Caro @Max,
se stavi cercando consigli tipo “la venda così e se la sistema l’acquirente, tanto è solo una formalità”, credo che forse sei finito nel portale sbagliato.
I consigli che ti hanno dato sono comunque giustissimi! Anzi, ne aggiungerei un altro: incarica un tecnico che si occupi sia di regolarizzare lo stato legittimo (così eviti di pagare anche l’asilo nido dei bisnipoti dell’acquirente) sia di rimuovere il muro che l’acquirente vuole demolire almeno così ammortizzi un po’ il costo (invece di fare due pratiche).
Poi, visto che tu non sei un tecnico, non sto a spiegarti tutto l’iter… ma ti dico solo che il “è sempre stato così” oggi non vale più. Cinquant’anni fa le cose si facevano in modo diverso, oggi la normativa è più severa e stringente, e tutti i nodi vengono al pettine (io sono in un condominio di 8 piani e in tutti i piani una finestra l'avevano trasformato in portafinestra, è sempre stato così ma non era comunque legittimo).
Ti auguro il meglio
Kia :
Bisogna andare indietro nel tempo e fare come da art.9 bis del testo unico edilizia. Era da fare anche prima ma....adesso il legislatore lo ha proprio scritto in modo inequivocabile quindi anche i colleghi più "fantasiosi", diciamo così per essere generosi, dovranno fare molta attenzione a quello che dichiarano. Rispondendo a Max: la lettura dei luoghi e degli atti edilizi pregressi è bene che la faccia un tecnico. Poi in base alla diagnosi si prescrive la cura. Su un forum non è possibile avere risposte certe.
Semola82 :
"perchè devo pagare"' perchè è il proprietario dell'unità immobiliare quindi il responsabile della difformità, indipendentemente se l'abbia o meno realizzata.
il fatto che fosse presente prima dell'acquisto non significa nulla, anzi...avete dichiarato un falso in atto...se legge bene il rogito dichiarate che la planimetria allegata all'atto, quella catastale, è conforme allo stato di fatto, cosa non vera da quanto sta dicendo.
La pratica in se è semplice, purtroppo ci sono dei costi da affrontare che sono richiesti dal Comune di appartenenza.
Il consiglio che vi do è quello di confrontare la planimetria del titolo edilizio (NON CATASTALE) allo stato di fatto, dovete cercare una concessione edilizia, un permesso di costruire, una DIA ecc... e solo dopo questo confronto capirete la strada da intraprendere.
Semola82 :
@arch.sergio consigli perfetti
Stefano71 :
Buongiorno Max, considerando che e' un appartamento di edilizia popolare (ALER) e quella da lei descritta e' solo una parete divisoria, penso che la soluzione piu' pratica sia pagare "200 euro un muratore" e ricreare l'apertura della porta. Cosi' e' conforme al catasto! Inutile aggiornare una pratica per un cavillo burocratico, per una parete che poi verrebbe abbattuta. Anche perche' imagino l'acquirente voglia poi abbattere una o piu' pareti perche' sia un immobile da ristrutturare completamente e fare solo una nuova DIA dopo l'acquisto.
Buona transazione.
arch.sergio :
@stefano71 Esiste ancora la DIA?
Kia :
Prima di muovere qualcosa (muratore) fare le verifiche sugli atti edilizi!
Max :
Mi cosenta semola82: abbiamo dichiarato un falso in atto? ma quale atto? ma se le scrivo che la casa e’ stata comprata dall’ente gia’ con questa modifica e dell’esistenza della “presunta porta” lo scopriamo solo adesso dalla piantina del catasto. Forse intende dire che l’ente che ha venduto la casa ha dichiarato un falso e ingenuita’ dei miei genitori che non lo hanno notato. Comunque sia la soluzione e’ nella risposta di Stefano71, due colpi di mazza nel tramezzo in questione, si crea il buco della porta, e lo stato di fatto ritorna come nella planimetria. poi sara’’ l’acquirente ( se non e’ un perditempo) a valutare come procedere per la ristrutturazione. Grazie per il tempo ( prezioso) dedicato.
unfor :
Se la pratica edilizia è conforme, la porta la creiamo lo stesso ? Ma si dai, perchè no al massimo dopo la richiudiamo. Buona transazione.

ps. E' già stato detto che il catasto non è probatorio però si insiste ancora con questa scoperta sulla piantina del catasto. Mah...
arch.sergio :
Caro @max, grazie di aver dimostrato che abbiamo solo perso tempo a darle i consigli,
faccia fare al muratore e anzi per risparmiare gliela faccia fare da 70 cm di larghezza, così deve rompere meno e spende meno.
Poi se la porta c'è nella pratica edilizia la fa chiudere e la vende come una nicchia e chiede un aumento all'acquirente perché ha guadagnato 0.02 mq quindi almeno 500€ in più se gli faccia dare.
Max :
caro arch.sergio lei ha centrato proprio il punto: sembrerebbe che siete proprio qui a perder tempo! In tante risposte nessuno e’ riuscito a dirmi se 4000 euro per questo tipo di pratica possono risultare eccessive oppure no. ( e stiamo parlando di una porta in un muro divisorio e non di una finestra o di una colonna portante) Non capisco se siete cosi’ assuefatti da un sistema che non riuscite nemmeno a sintetizzare in una risposta, ma che raccontate cavilloso e in modo prolisso, oppure se il sistema lo complicate proprio voi per giustificare le vostre poche fatture (e se state tutto il giorno a rispondere su di una bacheca, forse sono veramente molto poche! ) Quindi caro archsergio (mezzo cuore, mezza stella) prima di fare il sarcarstico si ricordi che dietro queste domande ci sono persone che chiedono risposte pratiche e che non sono qui per riempire le sue vuote giornate davanti al pc.
lorenzo_px :
Scusi, ma lei chiede un parere su internet a sconosciuti ?
Per quanto mi riguarda i consigli che le sono stati dati sono tutti coerenti con il modus operandi.
Prima di vendere bisogna regolarizzare, se lei vuole vendere con l'abuso lo faccia, però si accolla anche il rischio di una causa che le costerà anche il doppio/triplo.

Le abbiamo suggerito pure di fare una verifica di stato legittimo da allegare all'atto per tutelarsi e invece di ringraziare viene qui e insulta.
Boh che dire. Rimango scioccato da tanta arroganza.
Pincopallo :
I consigli dati sono chiari, controlli i documenti edilizi e non quelli catastali.
Vuole sapere se €4000 sono troppi? Come faccio a determinarlo se non so:
1. Se lo stato di fatto corrisponde o meno al titolo edilizio, ripeto edilizio e non catastale!!!
2. C'è da fare un accesso agli atti? Se si nel Comune dove lavoro ci sono diritti di istruttoria (€90) + la parcella del tecnico, se vuole risparmiare la parcella può presentare lui l'accesso tramite sue ma sa cosa deve richiedere e cosa deve ottenere?
3. Nel caso ci siano difformità occorre presentare un pratica, quale? Dipende dal tipo di difformità, per opere non strutturali e senza modifica di prospetti va bene una CILA tardiva il cui costo (nel mio Comune) è di €1.200 (diritti di istruttoria + sanzione) a questa pratica va aggiunta la parcella tecnica.
Nel caso ci fossero modifiche più consistenti occorre una pratica più complessa, probabilmente SCIA.
4. dopo la variazione comunale occorre presentare un accatastamento, diritti di istruttoria (se è una sola unità immobiliare) €70, a cui ovviamente si aggiunge la parcella tecnica.

€4000 sono troppe? Dipende dal tipo di lavoro che bisogna fare, per una semplice CILA nel comune dove lavoro probabilmente si, nel suo non lo so.
Kia :
Max, ringrazi che qualcuno abbia perso tempo a spiegarle come funzionano le verifiche di conformità edilizia coordinate con quella catastale ai fini di vendita e lei non ha capito nulla di quello che le è stato detto e si fissa su questi benedetti 4mila euro....
arch.sergio :
Max era nato nel circo come nascono le abitudini: senza scelta e senza domande. Il medico che lo visitò alla luce tremolante del tendone stabilì che il suo quoziente intellettivo fosse pari a quello di una cipolla, e con questo si chiuse per sempre la questione della sua profondità. Max non protestò; l’arroganza, infatti, non ha bisogno di comprensione per attecchire, le basta esistere.
Crescendo, Max imparò il mestiere del pagliaccio, che non consiste nel far ridere, ma nel pretendere attenzione senza meritare ascolto. Indossava scarpe enormi per compensare il vuoto, e un sorriso dipinto per mascherare una frustrazione che non sapeva nominare. Rideva non per gioia, ma per difesa: perché chi ride per primo non deve capire. La sua intelligenza era breve, ma la sua sicurezza illimitata, come accade a chi ignora la misura delle cose.
Max aveva una domanda sola, che ripeteva come un mantra e come un’arma: “Quanto costa?”. Non era curiosità, ma dominio. Chiedeva il prezzo per sottrarsi al contenuto, come se nominare una cifra potesse sostituire la fatica di comprendere. Il mondo, per lui, non era fatto di significati ma di etichette, e l’etichetta suprema era il costo. Così, quando sentì parlare di sanatoria, non chiese cosa fosse, né perché esistesse, né cosa rivelasse di ciò che era stato fatto: chiese solo quanto costava, con l’aria di chi crede che il valore preceda la realtà.
Gli risposero che dipende. Quella parola lo irritò. Dipende è l’insulto che la complessità rivolge all’arroganza. Max insistette, perché l’uomo frustrato non cerca risposte, cerca conferme. Voleva una cifra secca, definitiva, che lo liberasse dal peso di dover guardare le cose per quello che sono. Ma gli parlarono di difformità, di tempi, di leggi, di documenti da raccogliere e confrontare, di stati di fatto e stati legittimi. Gli spiegarono che prima del prezzo viene l’analisi, e prima dell’analisi la realtà, e che nessuna sanatoria esiste senza un confronto onesto con ciò che è stato fatto.
Max ascoltava con impazienza. Quelle parole gli sembravano inutili come le istruzioni di sicurezza prima di uno spettacolo. Per lui, chiedere i documenti era una perdita di tempo: il sapere lo umiliava, perché gli ricordava ciò che non poteva dominare. La sua frustrazione nasceva proprio lì, nell’impossibilità di ridurre il mondo a una risposta semplice. Così reagiva come reagiscono tutti gli spiriti deboli: con sarcasmo, con sufficienza, con l’idea che chi spiega troppo stia solo complicando le cose per giustificare un prezzo.
Qualcuno provò a parlargli con metafore da circo, perché Max, pur disprezzando il pensiero, rispettava il linguaggio dello spettacolo. Gli dissero che un leone costa poco se è un disegno e moltissimo se è vivo, che un trapezio è gratuito finché è a terra e carissimo quando qualcuno deve salirci sopra, che il tendone non ha prezzo finché è un’idea ma ne ha uno spietato quando va montato e tenuto in piedi. Gli dissero che la sanatoria è questo: il costo del rischio già corso, della rete che non c’era, dell’equilibrio violato.
Max non si convinse. Perché non voleva capire: voleva vincere la discussione senza giocare la partita. In fondo, la sua arroganza era la maschera di una paura più grande: scoprire che il mondo non gli doveva risposte semplici, e che la sua ignoranza aveva un prezzo più alto di qualunque parcella. Così tornò al suo numero, inciampando in una corda che era sempre stata lì, ridendo di una caduta che lui stesso aveva provocato.
E mentre il circo spegneva le luci, Max rimase con la sua domanda intatta, convinto che quattromila euro fossero troppi o troppo pochi senza sapere per cosa. Non capì che il vero costo non era la sanatoria, ma l’incapacità di accettare che capire viene sempre prima di pagare, e che l’arroganza è solo ignoranza che ha imparato a parlare ad alta voce.
alex :
92 minuti di applausi
ArchiSauro :
Potrebbe semplicemente richiedere un preventivo ad un altro tecnico e fare le sue valutazioni.

Ed evitare di insultare persone che le forniscono informazioni solo perché non le piacciono le risposte.

La cifra che le hanno indicato è plausibile:

- Accesso agli atti e verifica precedenti edilizi (500)
- Pratica in sanatoria (1000)
- Oblazione (1000)
- Lavori muratore (1000)
- Variazione catastale (500)

Il metodo del muratore e della mazza è come lanciare una moneta, potrebbe buttar via tempo, soldi, e fare dei danni. Deve incaricare un tecnico e prima di fare qualsiasi cosa capire che cosa deve fare. Se non se ne vuole occupare lei direttamente paghi quello che le hanno chiesto, altrimenti si interessi e se ne occupi in prima persona.
archspf :
"e stiamo parlando di una porta in un muro divisorio e non di una finestra o di una colonna portante"
e sulla base di quale competenza viene detto questo? rispetto ad una planimetria catastale o peggio con una valutazione a sentimento, magari la stessa che pretende in un forum senza fornire elementi per un confronto?
"oppure se il sistema lo complicate proprio voi per giustificare le vostre poche fatture"
il sistema è complicato proprio perchè esistono troppi committenti come lei che, piuttosto che domandare un altro preventivo, cercano conferme alle proprie discutibili ed infondate illazioni.

@arch.sergio questo modo elegante e acuto di ricostruire la questione sotto forma di narrazione, mi ha svoltato la giornata. grazie. mi unisco agli applausi.
Max :
Ringrazio per il consiglio di molti e per il vostro tempo dedicato e mi sembra corretto aggiornarvi:
La scorsa settimana in accordo con l'acquirente (che ha lasciato un deposito) e' stata aperta la porta nella piccola porzione di parete (come detto era un semplice tavolato di forati) Ieri abbiamo finalizzato la vendita unitamente (da perte del nuovo proprietario) all'avvio all'ufficio tecnico delle pratiche per l'abbattimento dell'intera parete per il suo progetto di ristrutturazione.
Grazie infinite a Stefano71 per l'immensa utilita' del suo consiglio! ha fatto risparmiare tempo e soldi a tutti e ha semplificato tutto! the best!!!
Per arch.sergio: purtroppo non ho il tempo per leggere il tuo lungo poema ma dalle prime righe sembrerebbe spassoso. Ma accipicchia, chissà quanto tempo per scriverlo! ...ma facendo lo spiritoso della bacheca riconfermi che realmente non hai poi molto da fare durante il giorno. Grazie ancora per la professionalita' di tanti per i preziosi consigli.
archspf :
Consiglio "geniale", sopratutto se si considera che in tutte queste righe si è parlato di catasto e di ricordi, che nulla hanno a che fare con l'urbanistica la quale, voglio ricordare, non è burocrazia ma la base della stessa legittimità e commerciabilità dell'immobile.
E se dai dettagli che non sono stati rivelati si scoprisse che quella porta non esiste nemmeno nel progetto depositato?
Pagare il muratore per fare un'opera potenzialmente inutile (e irregolare) invece di incaricare un tecnico delle opportune verifiche (che non costano 4000€ ma grossomodo la stessa cifra del muratore!), solo per fare in modo che tutto sembri conforme catastalmente: complimenti, non ho parole.
Sembra la solitta storia già sentita, ma posso sbagliarmi (sopratutto se le richieste di chiarimento sono state ignorate) : "pagare poco oggi, per pagari tanto domani".
Semola82 :
È sorprendente come, nelle risposte fornite, venga sistematicamente confuso l’allineamento tra stato di fatto e catasto con la verifica di conformità urbanistico-edilizia.

Il catasto, com’è noto, non ha alcuna valenza probatoria, mentre l’unico riscontro rilevante è quello con i titoli edilizi comunali (licenze, concessioni, permessi e relative varianti).

Da quanto esposto, non risulta affatto chiaro se lo stato di fatto dell’immobile sia effettivamente conforme ai titoli edilizi rilasciati dal Comune, che sono le sole carte aventi valore sotto il profilo urbanistico.

Per questo motivo, viene spontaneo chiedersi cosa sia stato dichiarato nell’articolo dell’atto in cui vengono richiamati i permessi comunali.
arch.sergio :
@max non è un poema, ma un testo in prosa; anche mia nipote, che ha due anni, l’avrebbe capito a prima vista. Forse, oltre a testardo, sei pure ignorante ;)
Comunque, ci fa piacere che abbia risolto così, nella speranza che non le si ritorca contro!
Pincopallo :
È ironico pensare di dare una risposta provocatoria quando, in realtà, proprio quella risposta dimostra di non aver capito nulla di quanto era già stato spiegato
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