Buongiorno,
chiedo consiglio riguardante alcune difformità interne in un edificio storico residenziale con decreto di vincolo emesso negli anni '80. Si tratta sostanzialmente di una villa storica, fortemente rimaneggiata nel corso dei decenni, che è stata suddivisa più o meno come una casa a schiera, quindi con porzioni duplex. Due di queste porzioni sono oggetto della questione e attualmente hanno gli stessi proprietari. Una delle due porzioni è stata ristrutturata nei primi anni '90, a seguito di autorizzazione della soprintendenza e concessione edilizia.
Però in corso d'opera sono stati effettuati dei lavori interni in difformità con quanto autorizzato: alcune forometrie lungo le pareti interne, modifica del disegno della scala e, soprattutto, il completo rifacimento del solaio interpiano (comunque rifatto in legno) con modifica dell'orientamento dell'orditura delle travi in legno da longitudinale a trasversale.
Con questa modifica è stata demolita la porzione di muro posta più o meno a metà della larghezza della porzione immobiliare e ora l'appoggio delle travi è lungo i muri di suddivisione delle unità immobiliari.
Contestualmente, al primo piano sono stati concordati con l'ex proprietario dell'altra unità immobiliare alcuni passaggi di proprietà di pezzi di camere (si tratta sostanzialmente di fasce di circa 1 m circa). Questi passaggi di proprietà sono stati regolarizzati con atto notarile e c'è stato l'aggiornamento catastale. Il problema è che a Soprintendenza e Comune non sono state comunicate le variazioni...
Nei primi anni 2000 è stata avviata la ristrutturazione dell'altra unità immobiliare, che nel frattempo è stata acquistata dai proprietari della prima unità (quindi ora sono proprietari di entrambi le unità). Questa seconda ristrutturazione è conforme a quanto presentato e autorizzato da Soprintendenza e Comune. Però all'epoca il tecnico incaricato ovviamente non ha disegnato nulla dell'altra unità (quella con le difformità), arrivando a rappresentare fino alla linea di confine delle due unità. Ma analizzando i disegni si capisce che lo stato di fatto rappresentato comprende le variazioni dei pezzetti aggiunti/detratti che non erano mai state dichiarate a Soprintendenza e Comune. Come ben precisato in qualsiasi autorizzazione, la Soprintendenza e il Comune autorizzano sulla base di quanto presentato. Certo, si potrebbe pensare che almeno la Soprintendenza avrebbe potuto fare una verifica sullo stato autorizzato presente nei propri archivi, ma posso capire che magari difformità di fascette larghe circa 1 m in pianta potrebbero sfuggire...
Premesso tutto ciò, secondo voi questa situazione è sanabile in qualche modo?
Raffaele : [post n° 499939]