Devo ristrutturare una villetta di circa 120 mq.
E il cliente mi chiede una soluzione attenta al rapporto qualità/prezzo.
ora, attualmente l'unità è alimentata da caldaia (1997) e radiatori.
Vi chiedo se avete mai utilizzato il sistema di quella nota azienda che fresa e posa le serpentine all'interno del pavimento esistente e come vi siete trovati.
A cui associare la Pompa di calore.
Già evitare di rimuovere pavimenti e massetti consentirebbe un discreto risparmio di risorse che potrebbe essere destinato alla nuova pavimentazione + massetti.
Ho sentito parlare di fancoil , ma non ho ancora chiaro s siano meglio o peggio dell'impianto a pavimento.
Anche come costi..
paola2 : [post n° 500101]
pavimento radiante o fancoil?
Il problema è capire il budget per gli impianti visto che oramai sono la parte più consistente di un intervento. Se non c'è il budget tanto vale tenersi i radiatori e tentare la strada di una pompa di calore ibrida (che è meno efficiente di una totalmente elettrica ma almeno è un passo in avanti visto che la caldaie a gas saranno eliminate).
i radiatori che ho a disposizione sono sotto dimensionati .
tenendo conto anche dei metri cubi da riscaldare e dal fatto che pareti e tetto sono anni '80 , quindi monoblocco da 28 cm circa...
Ora , il tetto , che per una gran parte della superficie della villetta è a falda , lo posso isolare internamente sfruttando il "falso tetto in legno " con perline e travetti inchiodati alla soletta in latero cemento esistente (le gronde sono in c.a...)
per il resto c'è un sottotetto molto basso che posso pensare di isolare a livello di soletta.
Il cambio serramenti certamente migliorerà la cosa.
Il budget è limitato a 100.000 ,e per 120 mq di villetta.
Quindi devo fare le scelte migliori per raggiungere una buona qualità/prezzo.
facendo le scelte prioritarie.
- Impianto di riscaldamento e idro sanitario
qua posso scegliere tra fare le tracce nel pavimento esistente o fresarlo e posare le serpentine del riscaldamento a pavimento . (eviterei il costo della rimozione e smaltimento di pavimenti e massetti esistenti ma non dei nuovi massetti)
- Impianto elettrico
- serramenti
- nuovi pavimenti + massetti.
Non credo che riuscirò a fare rientrare anche il cappotto nel budget...
tenendo conto anche dei metri cubi da riscaldare e dal fatto che pareti e tetto sono anni '80 , quindi monoblocco da 28 cm circa...
Ora , il tetto , che per una gran parte della superficie della villetta è a falda , lo posso isolare internamente sfruttando il "falso tetto in legno " con perline e travetti inchiodati alla soletta in latero cemento esistente (le gronde sono in c.a...)
per il resto c'è un sottotetto molto basso che posso pensare di isolare a livello di soletta.
Il cambio serramenti certamente migliorerà la cosa.
Il budget è limitato a 100.000 ,e per 120 mq di villetta.
Quindi devo fare le scelte migliori per raggiungere una buona qualità/prezzo.
facendo le scelte prioritarie.
- Impianto di riscaldamento e idro sanitario
qua posso scegliere tra fare le tracce nel pavimento esistente o fresarlo e posare le serpentine del riscaldamento a pavimento . (eviterei il costo della rimozione e smaltimento di pavimenti e massetti esistenti ma non dei nuovi massetti)
- Impianto elettrico
- serramenti
- nuovi pavimenti + massetti.
Non credo che riuscirò a fare rientrare anche il cappotto nel budget...
Capisco, sicuramente il pavimento riscaldante ha un ottimo rendimento ma incide in misura maggiore sul budget, eventualmente puoi valutare di aggiungere dei radiatori se c'è la possibilità di avere stesso modello o se il costo di sostituzione di tutti gli altri è inferiore al pavimento riscaldante (ma dubito).
Ad ogni modo, valuta un analisi termotecnica se pensi che le pareti esterni non siano ben coibentate poichè proprio in virtù della grande efficienza del pavimento riscaldante, con eventuali pareti fredde rischi condense e muffe, valutando anche l'installazione di VMC puntuali o centralizzate.
Ad ogni modo, valuta un analisi termotecnica se pensi che le pareti esterni non siano ben coibentate poichè proprio in virtù della grande efficienza del pavimento riscaldante, con eventuali pareti fredde rischi condense e muffe, valutando anche l'installazione di VMC puntuali o centralizzate.
Con pareti non coibentate sarebbe quindi più adatto un sistema a radiatori (incrementando quelli che ci sono) alimentato da una pompa di calore ibrida...
Tutto non posso avere...ahimè..
Da un punto di vista delle detrazioni anche i sistemi ibridi ne godono?
In che percentuale?
50% o 36% ?
Tutto non posso avere...ahimè..
Da un punto di vista delle detrazioni anche i sistemi ibridi ne godono?
In che percentuale?
50% o 36% ?
Anche con radiatori avresti comunque eventuali problemi però alla base ci deve essere un'analisi termotecnica altrimenti è come sparare a caso.
Attualmente c'è il conto termico 3.0 per le sostituzione di vecchi generatori(caldaie) con pompe di calore (full electric, gas, ibride, add-on). Per il privato residenziale c'è un incentivo fino al 65% ma non è comulabile con altri bonus.
Attualmente c'è il conto termico 3.0 per le sostituzione di vecchi generatori(caldaie) con pompe di calore (full electric, gas, ibride, add-on). Per il privato residenziale c'è un incentivo fino al 65% ma non è comulabile con altri bonus.
Non è una valutazione che si può fare solamente rispetto ad un budget ma in base all'ottimizzazione del sistema impiantistico, alla risposta energetica (efficienza, consumi, copertura), al comfort interno ed al costo di lungo periodo (gestione, manutenzione).
Lavorare con il solo "sentito dire" non va bene, anche perchè il fatto di ritrovarti a non saper gestire la cosa non è un rischio ma una certezza.
Affidati ad un collega termotecnico che svolga l'analisi comparativa ovvero che, in base alla sua esperienza, sappia consigliare il sistema più adatto al caso di specie (che dovrà comunque dimensionare oltre che verificare a livello di legge 10). Ridurre la scelta al "sentimento personale" equivale ad una chiacchiera da bar.
Banalmente anche un sistema "mal progettato" ibrido/radiatori può comportare ripercussioni economiche e di disconfort.
I sistemi incentivati in Ecobonus sono in partcolare:
a) pompe di calore
b) ibridi
La percentuale di detrazione dipende dal 'titolo di possesso' dell'immobile.
Domanda retorica: come fai a gestire tutto questo se procedi alla cieca?
Lavorare con il solo "sentito dire" non va bene, anche perchè il fatto di ritrovarti a non saper gestire la cosa non è un rischio ma una certezza.
Affidati ad un collega termotecnico che svolga l'analisi comparativa ovvero che, in base alla sua esperienza, sappia consigliare il sistema più adatto al caso di specie (che dovrà comunque dimensionare oltre che verificare a livello di legge 10). Ridurre la scelta al "sentimento personale" equivale ad una chiacchiera da bar.
Banalmente anche un sistema "mal progettato" ibrido/radiatori può comportare ripercussioni economiche e di disconfort.
I sistemi incentivati in Ecobonus sono in partcolare:
a) pompe di calore
b) ibridi
La percentuale di detrazione dipende dal 'titolo di possesso' dell'immobile.
Domanda retorica: come fai a gestire tutto questo se procedi alla cieca?
E' chiaro che il punto di partenza è il termotecnico.
Ciò non toglie che si possano cercare riscontri, pro e contro , ad un sistema, in questo caso i fancoil o come il sistema zeromax di eurotherm , che non conosco direttamente.
Ciò non toglie che si possano cercare riscontri, pro e contro , ad un sistema, in questo caso i fancoil o come il sistema zeromax di eurotherm , che non conosco direttamente.
sono due sistemi diversi, sia come gestione che come potenziale comfort "percepito":
a) il sistema radiante lavora a bassa temperatura (30/35° di mandata; 25/27° alle serpentine) ed è perfetto in abbinamento a sistemi a PDC idronici: la combinazione determina il sistema, ad oggi, più performante a livello di risparmio energetico. Inoltre la distribuzione del calore è pressoché totale. Non ha grande senso tecnico abbinarlo ad un ibrido, così come se si prevede un utilizzo stagionale o saltuario in quanto per andare a "regime" ci vogliono solitamente alcune ore (senza contare la prima accensione stagionale che può durata anche un paio di giorni affinché il "pacchetto architettonico" accumuli inerzia termica). Il sistema funziona bene se il pacchetto architettonico è ben progettato: senza isolamento (inferiore) è quasi certa la dissipazione del calore ed il conseguente maggior consumo energetico.
b) il sistema a fancoil (ventilconvettori), è quello più pratico, in quanto è predisposto con le medesime modalità di un impianto a radiatori (talvolta se lo stato di manutenzione e sezione delle tubazioni lo permettono, si sostituiscono direttamente a questi). Lavora a media temperatura (solitamente 40-45° mandata). Sono sistemi idronici che trasformano l'acqua riscaldata dal generatore in aria calda (o fredda se sistemi inverter). Il pregio è che, come per i "condizionatori" permettono un rapido raggiungimento della temperatura ambiente (ma altrettanta rapida dissipazione se involucro scadente). Tuttavia hanno costi energetici superiori e possono non essere apprezzati da alcuni "eaters" dell'aria convettiva. Sono anch'essi abbianabili ad un sistema a PDC monoblocco o al limite con un ibrido.
In generale a meno che le condizioni climatiche siano realmente avverse - senza contare che esistono modelli ad alta temperatura! - non ha senso optare per l'ibrido: la pdc dimensionata correttamente è in grado di soddisfare ampiamente il fabbisogno termico/acs. Non me ne vogliate ma, detto apertamente, l'ibrido è generalmente proposto dagli installatori o dai tecnici meno esperti nel timore (immotivato) che la pompa di calore "non ce la faccia"...certo se si procede a sentimento o ad occhio: l'impianto si progetta o al massimo si dimensiona, tenendo tuttavia sempre in considerazione le caratteristiche energetiche (disperzioni; qualità involucro) dell'immobile. Non si procede in base "ai metri quadri" (tanto al kg): sò che questa era una diffusa prassi (dovuta a inesperienza) ampiamente coperta dal fatto che anche una banale caldaia da 24kw era nella maggioranza dei casi sempre sovradimensionata. Con le pdc non si può ragionare in questi termini sia per non neutralizzare i benefici del rendimento (di gran lunga superiore alla caldaia) sia per evitare potenze inadeguate.
a) il sistema radiante lavora a bassa temperatura (30/35° di mandata; 25/27° alle serpentine) ed è perfetto in abbinamento a sistemi a PDC idronici: la combinazione determina il sistema, ad oggi, più performante a livello di risparmio energetico. Inoltre la distribuzione del calore è pressoché totale. Non ha grande senso tecnico abbinarlo ad un ibrido, così come se si prevede un utilizzo stagionale o saltuario in quanto per andare a "regime" ci vogliono solitamente alcune ore (senza contare la prima accensione stagionale che può durata anche un paio di giorni affinché il "pacchetto architettonico" accumuli inerzia termica). Il sistema funziona bene se il pacchetto architettonico è ben progettato: senza isolamento (inferiore) è quasi certa la dissipazione del calore ed il conseguente maggior consumo energetico.
b) il sistema a fancoil (ventilconvettori), è quello più pratico, in quanto è predisposto con le medesime modalità di un impianto a radiatori (talvolta se lo stato di manutenzione e sezione delle tubazioni lo permettono, si sostituiscono direttamente a questi). Lavora a media temperatura (solitamente 40-45° mandata). Sono sistemi idronici che trasformano l'acqua riscaldata dal generatore in aria calda (o fredda se sistemi inverter). Il pregio è che, come per i "condizionatori" permettono un rapido raggiungimento della temperatura ambiente (ma altrettanta rapida dissipazione se involucro scadente). Tuttavia hanno costi energetici superiori e possono non essere apprezzati da alcuni "eaters" dell'aria convettiva. Sono anch'essi abbianabili ad un sistema a PDC monoblocco o al limite con un ibrido.
In generale a meno che le condizioni climatiche siano realmente avverse - senza contare che esistono modelli ad alta temperatura! - non ha senso optare per l'ibrido: la pdc dimensionata correttamente è in grado di soddisfare ampiamente il fabbisogno termico/acs. Non me ne vogliate ma, detto apertamente, l'ibrido è generalmente proposto dagli installatori o dai tecnici meno esperti nel timore (immotivato) che la pompa di calore "non ce la faccia"...certo se si procede a sentimento o ad occhio: l'impianto si progetta o al massimo si dimensiona, tenendo tuttavia sempre in considerazione le caratteristiche energetiche (disperzioni; qualità involucro) dell'immobile. Non si procede in base "ai metri quadri" (tanto al kg): sò che questa era una diffusa prassi (dovuta a inesperienza) ampiamente coperta dal fatto che anche una banale caldaia da 24kw era nella maggioranza dei casi sempre sovradimensionata. Con le pdc non si può ragionare in questi termini sia per non neutralizzare i benefici del rendimento (di gran lunga superiore alla caldaia) sia per evitare potenze inadeguate.
Ringrazio i colleghi per le info e riscontri.
Se avessi a disposizione un bel budget le scelte sarebbero già fatte.
Ma il cliente mi mette a disposizione 120.000,00 €.
Che non sono pochi, ma l'intervento ne richiederebbe almeno 160.000 € e quindi dovrò fare delle scelte.
Vediamo cosa emergerà dal confronto col termotecnico.
Vi terrò aggiornati.
Se avessi a disposizione un bel budget le scelte sarebbero già fatte.
Ma il cliente mi mette a disposizione 120.000,00 €.
Che non sono pochi, ma l'intervento ne richiederebbe almeno 160.000 € e quindi dovrò fare delle scelte.
Vediamo cosa emergerà dal confronto col termotecnico.
Vi terrò aggiornati.