Buongiorno! Sono una neolaureata in Architettura e al momento mi sto preparando per l’Esame di Stato, mi sono resa conto che le scelte che faccio oggi peseranno sul mio futuro e la paura è di imboccare la strada sbagliata.
Il mio punto fermo è uno: non voglio essere sfruttata. In Italia è normale l’accettazione della falsa p. IVA per i giovani architetti negli studi, ma a me non va bene.
Data la situazione attuale dell'Italia, sto pensando ad un futuro in Svizzera. Pensavo quindi ad un periodo di consolidamento professionale in Italia (4/5 anni) per acquisire quante più competenze possibili, sia tecniche che linguistiche.
In seguito, mi trasferirei in zone limitrofe al confine per lavorare come frontaliera e poi vorrei spostarmi definitivamente in Svizzera.
È una scelta difficile, non istantanea e piena di incognite.
Lasciando da parte tutte le questioni personali del trasferimento in un nuovo paese, secondo voi potrebbe essere un'idea corretta? O dovrei dare un'occasione in più all'Italia?
Vi ringrazio.
L_218 : [post n° 500753]
Consigli professione
4/5 anni in italia sono una eternitá soprattutto se vuoi cambiare paese. Dopo 4/5 anni sei senior, ma solo in italia. Se ti trasferisci riparti nel 90% dei casi da capo. Il mio consiglio è di partire subito, se no non ha più senso dopo i 30 anni, a meno di saper stringere la cinghia, un'altra volta.
Concordo con Mitch, se hai intenzione di andare in Svizzera vai subito, o comunque appena ne hai la possibilità. Se lo stipendio svizzero te lo consente evita di fare la frontaliera (a meno che non abiti già in zona) perché è uno sbattimento
Concordo decisamente con i colleghi, se l'intenzione è espatriare, fallo subito; anche perché, nella vita, capitano cose che ti legano ai luoghi (un amore, una famiglia magari), e i piani fanno la fine che fanno.