archi_bi : [post n° 500774]

Domande per chi lavora in proprio

Sto valutando seriamente il salto al freelance dopo anni in uno studio grande, e prima di farlo voglio capire davvero com'è e se sia fattibile in Italia...
Quindi vorrei chiedere ai liberi professionisti:
Quanto lavoro fate prima che un cliente firmi qualcosa? Schizzi, concept, call, preventivi — tutto questo chi lo paga, e come avete imparato a gestirlo?
Se poteste eliminare una cosa sola dal vostro lavoro quotidiano, cosa sarebbe? Quella che vi fa perdere più tempo o che non riuscite a giustificare… E di conseguenza, c'è una parte del vostro processo che ancora non avete risolto — qualcosa che vi porta via tempo sproporzionato rispetto a quello che produce?
Come spiegate a un cliente la differenza tra il vostro lavoro e quello di qualcuno che costa la metà?


Grazie a chi vorrà prendersi due minuti per rispondere.
Mitch :
In che senso "quanto lavoro fate prima che un cliente firmi qualcosa?" Si fa un preventivo prima di lavorare, si firma e si inizia. Se no non avrebbe senso, mica facciamo concorsi.
sclerata :
in linea di principio ha ragion mitch, ma nella pratica spesso non è così. Almeno a me succede per quei 2 clienti che sono gli stessi da anni. Quando serve faccio e poi pagano alla fine. Ma so che mi posso fidare. Di chi non conosco / non so se mi posso fidare si cerca sempre di far firmare un preventivo.
Anche se spesso trovano il modo di non falro.

Per il resto, è difficile tutto. Non tanto il lavoro in sè da fare. Ma tutto il resto, soprattutto farsi pagare.
Archifish :
Se potessi eliminare una cosa dal mio lavoro quotidiano, sarebbe il lavoro.
Kia :
Sclerata mi ha anticipato. Stessa cosa per me. Dipende da chi ho davanti, se sono soggetti noti o meno. Per quelli nuovi devo anche io capire se sono dei piantagrane/perditempo per cui un incontro o due (sopralluogo senza prendere misure, guardare un minimo di documenti già in possesso) servono a delineare il tipo di lavoro per poi fare il preventivo. Anche questo è tempo che va via ma temo sia il minimo della pena.
ponteggiroma :
per quanto riguarda gli studi preliminari concordo con Kia e sclerata, non può esserci un modo univoco di affrontare un incarico, personalmente cerco di accontentare il cliente per quanto possibile all'inizio, poi se vedo che non è proprio aria mollo.
Se potessi eliminare qualcosa del mio lavoro? Poco direi, alla fine mi rendo conto che il bello di questo lavoro è la varietà, nessun incarico è mai uguale al precedente. Forse se dovessi cercare qualcosa che mi da più fastidio è brancolare nel buio quando hai a che fare con clienti che non sanno cosa vogliono, ma credono che tu abbia la soluzione per cose improponibili.
Come spiego la differenza fra il costo del mio lavoro e quello di un altro che costa la metà? Non ci perdo tempo a spiegarglielo sinceramente
archi_bi :
Grazie sclerata (sperando che il nome non rifletta troppo lo stato d'animo da freelance...), sento in giro tanta frustrazione che ruota attorno alla parcella, sembra che gli architetti siano tenuti a lavorare per puro piacere e non dietro compenso...
archi_bi :
Capisco benissimo il doversi confrontare con clienti che sembrano non aver assolutamente idee di nessun tipo, sto vivendo questa situazione anche all'interno del mio studio attuale...
Kia :
Il problema è anche l'opposto, cioè quelli che hanno troppe idee e bisogna farli ragionare per ricondurli alla concretezza e a soluzioni sensate
Archifish :
Al di là della gestione delle idee della committenza (troppe, poche, confuse) che rientra negli aspetti da mediatore/psciologo/oratore della professione, a meno di non disporre di un portafoglio clienti "altospendente", il vero problema è che la maggioranza di chi vuole o verrebbe imbarcarsi in un'operazione edilizia/immobiliare non ha la percezione della disponibilità economica necessaria per le opere e per le spese tecniche.
La realtà è che il reddito medio di gran parte della popolazione non collima con i costi ormai esorbitanti del processo edilizio e questo produce una visione distorta della nostra prestazione professionale e del prezzo della medesima. In sostanza ci si ritrova con una moltitudine di sognatori, perditempo o nella migliore delle ipotesi, di consapevoli rinuciatari.
Riga :
non produco mai nulla se non ho preventivi accettati; ho avuto già fin troppe perdite di tempo, e il tempo non basta mai e non guadagno un compenso così stellare da giustificare che oltre il tanto lavoro ne regalo altro. Sono tassativa su questo. Oltre al fatto che non mi piace buttare soluzioni al volo. Al volo ti posso dare il consiglio all'aperitivo, ma non di più, non è pensato, non ha senso.

Cosa non amo: quando il cliente non si fida (raro, ma quando succede è fastidioso) ovvero c'è da inseguirlo, decide lui, a te vengono le crisi perchè non sai se aspettarti ansie in cantiere.
Ogni cliente è diverso, faccio tanta comunicazione ma ogni volta è uno slalom.
Vorrei avere - penso come tutti - più agio per selezionare di più e poter pensare di più invece di correre sempre.
sclerata :
archi_bi, il mio nick "sclerata" in realtà l'ho scelto quando mi sono iscritta qua ed ero ancora dipendente a tempo indeterminato... rispecchia alla fine una sorta di "sclero" che ti assicuro c'è un po' in tutti i posti di lavoro, quello era particolarmente tossico, contratto e stipendio a parte...
Adesso è uno sclerare diverso.. alla fine è un po' come dice Riga, anche io vorrei avere più agio per selezionare e poter pensare un attimo invece di correre sempre...sto cercando davvero di cominciare a selezionare certi tipi di collaborazioni che mi fanno perdere tanto tempo e tanta salute mentale... perchè le responsbilità che abbiano non sono proprio da nulla. Al momento non posso ancora selezionare come vorrei, purtroppo.
ponteggiroma :
@riga direi che dipende: se sei all'inizio della carriera a mio parere non puoi permetterti di farti firmare preventivo subito se prima almeno non hai fatto uno studio preliminare, purtroppo i clienti in italia sono dei tuttologi e credono di poter fare tutto da soli. Poi dipende anche dal tipo di clientale con cui ti interfacci: privati, società, tribunali ecc...
Riga :
in realtà l’ho fatto fin dai primi anni, faccio fatica a ricordare cosa posso aver dato di gratuito (anzi lo ricordo… tre casi diversi e non è servito a nulla, non li ho presi, sono spariti senza spiegazioni e ha confermato l’ipotesi di non farlo). Anzi mi stupisce di leggere che è una pratica molto diffusa - specie in questa community dove vedo c’è molto rispetto della professione e di solito si consiglia per un certo tipo di approccio serio/severo. Non dico che farlo sia poco serio, ma ecco mi auguro onestamente che non sia una pratica che dilaghi.
Mi occupo molto di interni, mi basta già il parere alle cene di cui parlavo. Non so se sono stata convincente nel dire che mi serve tempo, o se sono stata fortunata, non saprei dire.
Ho iniziato da conoscenti che un poco si sono lanciati - io avevo un portfolio vuoto, solo progetti di altri studi - e costavo ovviamente meno, hanno approvato e abbiamo avuto entrambi la fortuna di trovarci bene.

Ps. Per i clienti che tornerebbero, clienti storici, capisco che l’atteggiamento possa essere diverso, specie se è scontato che li segua io, ma comunque ormai ne ho fatto un metodo. Preventivo e lettera di incarico da subito e ci metto testa e cuore - anche perché come dite le responsabilità non sono poche…
archi_b :
Grazie riga, sei stata molto esaustiva! E concordo che mi piacerebbe vedere sparire l'aspettativa che alcuni clienti hanno di dover ricevere studi o sopralluoghi gratuiti... Posso chiederti (e anche agli altri che hanno risposto) a questo punto come si svolgono solitamente i vostri primi colloqui con clienti? Una volta che vi hanno contattato, e sembrano seri e intenzionato effettivamente a procedere con il progetto, cosa mettete subito in chiaro e che informazioni tendono a darvi?
Purtroppo lavorando al momento in uno studio molto grande mi è capitato solo una volta di seguire un progetto davvero dall'inizio, quindi mi manca un po' questa fase di approccio al cliente e studio dei suoi bisogni (o presunti tali)
Riga :
Il primo sopralluogo è sempre gratuito, raccolgo tutte le informazioni, chiedo budget, tempi e cosa vorrebbero fare. Se ho dubbi - qualcosa che ho dimenticato di chiedere - li richiamo e tendenzialmente dopo una settimana o max 2 gli preparo il preventivo per la mia parte. Se non hanno idea di budget gli dico in media quanto potrebbero spendere - di solito non approva chi non ha idee di quanto spenderà.
ponteggiroma :
mah, sarà, forse dipenderà dal fatto che sono poco serio, ma prima di avviare un incarico vero e proprio, che, almeno nel mio caso, necessita di studi preliminari imprescindibili, devo necessariamente effettuare una serie di ricerche preliminari che mi permettano poi di stilare un preventivo preciso e attendibile il più possibile. Se poi gli studi preliminari comportano l'impossibilità di procedere secondo le loro aspettative che fai? ti fai pagare tutto?
Riga :
non era mia intenzione offendere, anzi se l'ho fatto mi spiace davvero - ho riletto appositamente perchè la stima che ho nei confronti di questa community è alta: leggendovi imparo tanto e ho imparato a mettere paletti, difendermi, soppesare al meglio le mie responsabilità - cosa che i primi anni invece sottostimavo, mi mettevo sempre a rischio solo per soddisfare il cliente.
Probabilmente affronteremo due temi diversi: nel mio caso faccio sempre le solite pratiche e procedure (la classica ristrutturazione di interni), la differenza sta nel lato creativo. Se c'è qualcosa invece che non conosco, un tema nuovo come un rustico o qualcosa che per me è da capirne bene l'entità, allora faccio una prima ipotesi di parcella, dove scrivo cosa affronto, e i primi step sono di analisi della fattibilità e mi faccio pagare solo quelli (ma poca cosa, giusto per star serena io che c'è rispetto per il mio tempo e non sarà regalato, e sereno il cliente che paga solo quello che è effettivamente fatto senza dare acconti su cose ancora da verificarsi).
Mi spiace se è passato il messaggio di voler insegnare qualcosa a qualcuno; ho solo sperato che non ci fosse un andazzo del tipo: faccio il progetto estetico prima ancora di esser pagata, perchè lì è un momento che il cliente lo prende e va altrove e spero di non trovarmi così.
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