BIDDY : [post n° 500827]

Accatastamento e parte abusiva

Buongiorno,
devo effettuare accatastamento per variazione di distribuzione interna di un appartamento ma ho trovato nel suo sub anche un locale di sgombero con accesso da corte comune che per atto notarile non è di proprietà esclusiva della mia cliente ma bene comune al pari della corte esterna. Devo quindi sopprimere il sub e creare un sub con l'appartamento e un sub BCNC O BCC con il locale di sgombero. Esso però non è conforme per divisone interna a quello dichiarato in comune (l'altro proprietario non vuole saperne nulla). Posso accatastare lo stato di fatto così com'è? Devo scrivere qualcosa alla mia cliente e all'altro proprietario per tutelarmi? Io ho bisogno di chiudere la pratica relativa all'appartamento. Grazie
ArchiFra :
prima si sana in comune, poi si procede col catasto.
BYDDY :
Non si può sanare purtroppo. Non ci sono i requisiti igienico-sanitari e comunque gli altri proprietari non vogliono saperne nulla. Mi trovo in un vicolo cieco sembra
archsf :
Direi che il fatto che se "l'altro proprietario non vuole saperne nulla" è irrilevante per il caso di specie.
Il suggerimento più drastico, ma più sicuro, è la rinuncia all'incarico.
Se depositi un Docfa devi obbligatoriamente firmare la dichiarazione ai sensi del D.P.R. 445/2000 in cui affermi che la planimetria è conforme allo stato di fatto. pertanto:
a) Se rappresenti l'abuso: stai "notiziando" l'amministrazione di un illecito edilizio insanabile (autodenuncia per conto del cliente).
b) Se NON rappresenti l'abuso (omissione): Commetti un falso ideologico in atto pubblico, poiché asseveri una conformità che sai non esistere.
Il cliente deve essere consapevole che l'immobile non è commerciabile aldilà della conformità catastale che paradossalmente diventa marginale.
ArchiFra :
Se non é sanabile si demolisce e ripristina lo stato autorizzato da ultimo titolo edilizio.
Approvo il consiglio del collega: rinunciare all'incarico.
BYDDY :
Capisco il vostro punto di vista, però io ho comunque da chiudere la scia per lavori interni dell’appartamento della mia cliente. C è qualche modo per staccare questo locale di sgombero senza accatastarlo e quindi incorrere in autodenuncia da parte del cliente o falso in atto pubblico? Se io rinuncio loro non potranno mai chiudere la pratica? Grazie per i consigli
lorenzo_px :
Non credo ci sia altra strada se non la rinuncia all'incarico.
La verifica andava fatta prima di cominciare i lavori.
BIDDY :
Capisco, sono state controllate per l'unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Io che il locale di sgombero condominiale non oggetto dei lavori fosse difforme sinceramente non lo avevo controllato non avendo neanche l'accesso. Mi sono accorto solo nel momento dell'accatastamento che erano nello stesso sub.
Per aiutare i clienti ad avere l'agibilità per il solo loro appartamento quindi non c'è alcun modo di aggirare questo problema? oltre a rinunciare o a far demolire?
Grazie
archspf :
Un attimo. Avevamo capito credo tutti che le difformità fossero relative alla porzione di proprietà esclusiva. Se così non fosse in base alle modifiche introdotte con il Salva Casa, a livello di diritto la conformità del bene comune non è rilevante.
In quel caso procederei con la Divisione (DIV) e se compatibile la variazione di specie (es. VSI, RST): va da sè che l'iter corretto avrebbe dovuto prevedere questo passaggio preliminarmente, per poi effettuare la sola varizione dovuta agli interventi.
Devi motivare lo scorporo in relazione. Per superare l'empasse della esatta rappresentazione che equivale ad autodenuncia, puoi riassegnare il nuovo subalterno ad una categoria fittizia, ad esempio la F1, che non prevede in questa fase la planimetria, al netto dell'EP.
BIDDY :
Mi sono spiegato io male, la non conformità è relativa soltanto a questo locale di sgombero di proprietà comune che devo scorporare al catasto dal sub unico dove è rappresentato insieme all'appartamento oggetto di ristrutturazione appartenente al mio cliente. Effettivamente ci stavo ragionando anche io di dargli una categoria fittizia forse più un F4 che un F1?non mi è mai capitato essendo alle prime armi.
Nell'elaborato planimetrico non c'è problema perchè avendo dovuto aggiornare anche il pregeo avrò il sedime preciso e sarà ovviamente conforme al comune e allo stato di fatto. Ai clienti devo far firmare qualcosa per tutelarmi su questa scelta della categoria fittizia?
Grazie colleghi
archsf :
Farei magari una "relazione" in cui spieghi la motivazione:
a) che il tuo incarico sarebbe relativo alla porzione interessata
b) che lo scopo principale è eliminare l'errore di attribuzione alla fonte
c) che per procedere ad un nuova classazione e relativa planimetria serve, oltre al consenso unanime del "condominio", anche e soprattutto la regolarità edilizia.
BYDDY :
Ho parlato con il catasto e non accettano questa prassi. Consigli su come procedere? A questo punto pensavo di inviarlo e scrivere nella relazione queste cose. In modo da vedere se mi dicono di accatastare un bene comune censibile che non ha la conformità. O magari a cui non ho accesso? Non so come impostarla. Avete esperienze in merito?
Grazie
archsf :
non è una prassi infatti ma un caso anomalo.
BYDDY :
Non so se procedere lo stesso. Perché nonostante gli abbia spiegato la situazione anomala non gli interessa.
Grazie
ArchiFra :
Rinuncia all'incarico. Rispondi tu penalmente, e non regge la difesa 'eh ma il cliente ha insistito'.
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