Ciao a tutti,
un mio cliente ha deciso di vendere un appartamento disposto su due livelli: piano primo residenziale e sottotetto raggiungibile tramite botola, non rifinito, con altezze variabili da 0,00 m a 1,60 m.
Durante le verifiche preliminari, il notaio ha rilevato nella visura storica catastale una variazione del 2001 relativa a un “ampliamento”, che in realtà sembrerebbe riferirsi esclusivamente all’inserimento del sottotetto nella planimetria catastale.
Il notaio ora richiede il relativo titolo urbanistico dell’ampliamento, per cui abbiamo effettuato accesso agli atti in Comune.
Il problema è che dell’intero fabbricato risulta presente una sola licenza edilizia del 1957 e, all’interno della pratica:
* è rappresentato solo il piano primo;
* non è presente il piano terra;
* non compare il sottotetto;
* mancano sezioni e prospetti.
Ho effettuato anche accesso agli atti catastale per reperire la planimetria di impianto che, come immaginavo, non rappresenta il sottotetto.
A questo punto mi chiedo: in casi simili, come dimostrate la legittimità urbanistica del sottotetto?
Ho già cercato foto aeree storiche tramite IGM, SARA NISTRI, Geoportale e TerraItaly, ma senza trovare materiale sufficientemente dettagliato.
Qualcuno ha affrontato casi analoghi o può consigliarmi ulteriori strade da seguire?
Chet Ondowsky : [post n° 501566]
foto aeree
Guarda, è una situazione simile a casa dei miei: di fatto un sottotetto di 0,00-1,60 è una camera d'aria, quindi normale che non sia accatastato. Dovrebbe invece comparire sugli atti urbanistici.
Grazie per la risposta, l'elaborato purtroppo è carente, ora non so se per negligenza Comunale o perchè gli elaborati ante 67 venivano realizzati con i piedi, ma sta di fatto che all'interno della licenza è rappresentato solo il piano primo. Il sottotetto è sempre esistito ma come lo dimostro?