SergioP : [post n° 502626]

CILA errata del precedente proprietario

Gentili utenti, dopo aver acquistato casa e incaricato un'impresa per i lavori di ristrutturazione, il geometra ha scoperto che una CILA relativa a lavori di accorpamento del 2015 è stata archiviata con planimetrie di un altro appartamento, pensiamo per un semplice errore del proprietario nonché architetto e autore della CILA stessa. Successivamente nel 2020 ha eseguito altri lavori di frazionamento comunicando una CILA con planimetrie corrette e corrispondenti allo stato di fatto attuale. Vorremmo capire se quell'errore del 2015 è "sanabile" comunicando le planimetrie corrette seppur a distanza di 10 anni o fa fede, soprattutto a livello legale, l'ultima CILA del 2020 con planimetrie corrette da cui partire per i prossimi lavori di ristrutturazione.
Grazie
River B :
Buongiorno di solito è difficile sbagliare la consintenza degli immobili oggetto di CILA in quanto la modulistica prevede l'identificazione con indirizzo e gli estremi catastali per i lavori da svolgersi, in ogni caso avendo appena acquistato l'appartamento in allegato all' atto di compravendita "dovrebbe" esserci la dichiarazione di stato legittimo dell' immobile a firma di un collega tecnico punto di partenza per ogni successiva pratica edilizia, in cui per soglie edilizie si raffigurano anche eventuali cambiamenti edilizi dell' immobile dal titolo originario (Licenza edilizia, concessione edilizia o permesso di costruire)
SergioP :
Grazie, quindi se ben capisco indipendentemente da ciò che è stato presentato in passato, conterebbe a livello legale ciò che è stato presentato per ultimo (CILA del 2020) ed è stato convalidato dai vari tecnici che si sono succeduti, per ultimo quello in fase in compravendita.
River B :
Lo stato legittimo dell' immobile è l'unico presupposto legale per la presentazione di pratiche edilizie e compravendite immobiliari, ed è una dichiarazione specifica redatta da un collega tecnico ricostruendo la storia edilizia ed urbanistica dell' immobile
SergioP :
Grazie. In assenza del certificato di stato legittimo, e dovendo intraprendere un nuovo inizio lavori, dal punto di vista normativo è sufficiente come riferimento l'ultima documentazione presentata in comune, oppure sarebbe opportuno regolare quella precedente? Nel nostro caso, un immobile di fine ottocento significherebbe idealmente andare a sistemare indietro nel tempo molteplici irregolarità eventualmente prodotte da precedenti proprietari/tecnici, anche solo formali come in questo caso.
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