che fare?

messaggio inserito giovedì 2 giugno 2005 da massimo

massimo : [post n° 52140]

che fare?

leggo molti post e capisco che non dev'essere facile per voi ma voi avete esperienza e quindi mi fido del vostro parere e spero mi rispondiate in molti perché ho bisogno del vostro parere...
mi sono laureato ad aprile e sosterrò l'esame di stato a palermo.
quel che vi chiedo spero non vi metta in difficoltà:
che fare dopo la laurea?
dove lavorare? studi grandi sperando d'esser preso o studi piccoli (idem)? come comportarmi?
oppure qualche master prestigioso escludendo quelli americani (proibitivi)?
spostarmi dopo qualche mese o anno o accettare tutto quel che (mettiamo caso) viene?
in una domanda: alla luce della vostra esperienza in italia come è meglio comportarsi per rimanere appagati dalla nostra professione?
non ho pretese economiche, farei il mantenuto ancora per anni a patto di imparare bene il mestiere.
che fare?
grazie a chi mi risponderà
res :
non per disilluderti, ma io a tutt'oggi dopo anni di iscrizione non saprei che consiglio darti, non c'è una scelta giusta, e forse ti apparirà banale se ti dico di seguire il tuo istinto ed i tuoi desideri, le tue inclinazioni ma in tutta sincerità è l'unico consiglio che mi sento di darti.
in bocca al lupo
db :
rimanere appagati da questa professione è una chimera; tempo fa ho letto in un sondaggio sulla gratificazione professionale che solo 2 su 100 sono gli architetti soddisfatti contro i 45 su 100 di parrucchieri; a saperlo prima io prendevo in mano le forbici al posto della matita! bo!
ALICE :
Tutto l'entusiasmo che hai letto negli occhi di certe persone era dovuto al fatto di promesse molto spesso mantenute...stravolgimenti politici anche dovuti a speranze disattese hanno portato la crisi economica che é il risultato auspicato e voluto! Ora la crisi in ogni settore chiede di rimboccarci le maniche e agire e contare solo sulle proprie forze( ovv. con forze non mi riferisco a movimenti politici) e proprie capacità : della serie i calci in 'culo' emergono in tutta la loro interezza! ciao
R :
Per imparare qualcosa non devi per forza andare in un grande studio, e forne neanche in uno piccolo: quello che è importante è trovare qualcuno che sa fare veramente il proprio lavoro e che ti faccia lavorare senza essere troppo geloso del proprio sapere (di solito le persone che sanno il fatto loro non lo sono).
Se le persone per cui lavori non sono in grado di insegnarti granchè, spero tu te ne accorga il prima possibile: alle volte è più pericoloso imparare a lavorare male che non saper lavorare ed esserne coscenti.
In bocca al lupo.

P.S. Per il master vedi un po' tu se c'è qualcosa che ti interessa veramente, altrimenti potresti aspettare di avere le idee più chiare e anche la scelta sarà più facile.
massimo :
vi ringrazio molto per l'attenzione.
il mio dubbio riguarda essenzialmente il fattore 'dimensionale' degli studi.
in quelli piccoli è più facile essere seguiti ma soprattutto poter avere a che fare con tutti gli aspetti progettuali (credo..chiedo conferma). ma è poi necessario sapere di tutto un po' e a livello 'piccolo'?
in quelli grandi invece si viene lasciati un po' a se (anche se inizialmente credo che le dritte le diano i 'colleghi') e credo sia molto difficile avere a che fare con tutti gli aspetti della progettazione. e in questo caso la domanda è: quanto è appagante lavorare nell'anonimato magari fra 15 ragazzi tutti stressati per le stesse mie ragioni?
e poi...uno studio piccolo...a me piacerebbe ma poi penso che le problematiche e le ditte 'costose' o comunque di 'grande qualità' per ovvi motivi non vengono nemmeno contattate dagli studi piccoli...e il giro tende ad atrofizzarsi su piccoli incarichi...piccole ditte fornitrici...piccole imprese se non artigiani o amici...committenti con le tasche strette...
insomma non è facile per un piccolo non scomparire o diciamo fare la scalata...anche perché a livello tecnico mancano le conoscenze giuste e i 'contatti' giusto soprattutto.
bu.
insomma tanti dubbi e poche certezze. mi ci abituerò...
forse R hai ragione...ci vuole qualcuno disposto ad insegnare. e già in questo l'università mi ha fatto capire che uno su cento vuole davvero dare allo studente gli strumenti giusti per arrivare a superare il maestro...se l'allievo si dimostra capace.
ma già la classe della docenza è chiusissima.ma sembra comunque meno nepotistica della professione dell'architetto! e questo la dice lunga sulle difficoltà.
mah vedremo...un passo per volta...
buona giornata
Here :
Oltre tuute le domande e i quesiti chiediti riguardo alla docenza perchè le varie commissioni degli esami di stato sono così diverse tra loro... e perchè se ci si laurea in una città molti laureati cambiano città per abilitarsi... se ti sei laureato a Palermo non lo so in compenso so che le varie commissioni sono formate da docenti e i docenti sono architetti... pensi che alcune città siano più abbordabili rispetto ad altre perchè i professori brancolano nel buio? La caregoria non è chiusissima e che molti docenti risentono ancora del loro trascorrere il tempo a insegnare aria fritta e come dici tu non sono abili a trasmetterti fiducia in te stesso e per la tua professione e non sostenere l'esame di stato nella propria città é per me il loro fallimento.Vedi (n.d.r.)le meravigliose città del nord!
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