dottorato di ricerca

messaggio inserito giovedì 23 giugno 2005 da paolo

paolo : [post n° 54110]

dottorato di ricerca

ciao a tutti! sono un neolaureato in architettura e sono appassionato di materiali innovativi. credo che i materiali di nuova concezione siano il futuro dell'architettura.
il problema mio è questo. ho già 28 anni e un dottorato in ingegneria dei materiali (è possibile essere ammessi) mi porterebbe via almeno altri 3 anni. passano velocemente, ma poi l'attività del dottore in ingegneria è molto vincolata all'università. conferenze internazionali sui temi di ricerca. convegni. altre ricerche e altri studi.
ma io voglio lavorare da architetto.
voi cosa fareste?
alinger :
..la trasmissione "W la Ricerca" trasmesso qualche giorno fa da raitre credo avresti avuto le idee più chiare.
Se vuoi fare seriamente ricerca sei costretto ad andare all'estero.
Purtroppo.

saluti
nemo :
Lo sai che stavo scrivendo la stessa cosa?
Anch'io ho visto "W la Ricerca" ed è stato molto interessante... dico anch'io purtroppo, ma è così. HO avuto modo di rimanere all'università dopo la laurea e mi stavano convincendo ad intraprendere la strada del dottorato, ma ho lasciato perdere dopo aver capito di persona come andavano le cose... Ora sono libero professionista e sono molto felice...
Angy :
Anch'io purtroppo ho visto la trasmissione da voi citata, e concordo pienamente con i vostri consigli. Senza contare che ho un fratello che da 16 anni vive in USA e là fa ricerca, proprio nei tempi e nei modi descritti dalla trasmissione "W la ricerca". Non c'è spazio ahimè per le persone serie all'università italiana.
In più ,aggiungi che preferisci ( a detta tua) la libera professione...quindi...

Angy

P.S. : Tra l'altro la tua passione per i materiali innovativi faceva parte di un progetto che abbiamo in cantiere già da un anno e mezzo , io e un mio collega...ma , come al solito, ci vogliono i famosi finanziatori. E' bello sapere che non si è soli ad avere certi ideali...se ti va di parlarne ci possiamo contattare via mail..;-)

Ciao ciao
paolo :
purtroppo mi sono perso la trasmissione e a dire il vero tante voci da diverse fonti scoraggiano - a ragion veduta - i giovani ad intraprendere la 'carriera' universitaria ma anche la ricerca. mia sorella sta seguendo un dottorato in cattolica..e deve pagarselo lei sennò l'università le impedirebbe di lavorare contemporaneamente da libera professionista. e non solo. ma mi racconta delle quotidiane liti fra docenti, relatori, tutori etc. invidie gelosie, anche stupidi pettegolezzi e tanta voglia di mettere il bastone tra le ruote di chi cerca di emergere se è sostenuto da un docente scomodo o 'pericoloso' per l'ambiente. insomma...uno schifo anche se lei comunque stringe i denti e respira quando riesce in settimana a ritegliarsi gli spazi per il lavoro da libera professionista.
mi sconsiglia tutti i master in italia, specie se organizzati e finanziati dalla regione. macchine messe in moto per far intascare ai docenti i finanziamenti europei e regionali etc. mi dice che se proprio voglio fare ricerca devo puntare al dottorato.meglio se in facoltà accreditate internazionalmente. ecco il politecnico di milano è famoso nel mondo per l'ingegneria (sconosciuto per l'architettura ahimè) e il settore dei materiali so essere all'avanguardia. il primo per prestigio non solo in italia. insomma finirei in mani ottime. e fra mille difficoltà leggendarie forse potrei farcela dato che il 70% degli iscritti in quel ramo giunge al compimento degli studi.
tuttavia ho molta paura. marcirei fra i numeri e le formule solo se avessi modo contemporaneamente di lavorare part-time anche gratis in qualche studio di architettura. e vorrei occuparmi di materiali legati alle costruzioni, all'architettura...alla peggio al design...ma pur sempre a quel mondo. delle ceramiche o dei silici per la microelettronica o che me ne frego altamente.
temo che il politecnico non mi possa aiutare più di tanto in quel ramo. è questo è il mio dubbio principale.
poi è vero che ho 28 anni e che molti alla mia età lavorano già da 10 anni negli studi se non più...ma credo che anche a 35 anni si può iniziare a lavorare da architetti.
la mia paura è questa: da neolaureato buttarmi subito in uno studio - lavorerei gratis ripeto e mi farei ovviemante sfruttare non ne faccio una ragione economica - insomma entrare subito in uno studio bruciandomi il futuro solo per una fretta maledetta... sinceramente anche se non ho alcun interesse a guadagnare soldi per ora, la voglia di buttarmi a lavorare è tanta. purtroppo però temo che la fretta di trovare una occupazione - seppur precaria - possa nuocermi per il futuro.
insomma non è facile...e come dici anche tu nemo...forse non rimpiangerò il dottorato nel caso in cui non facessi quella strada. chissà.
rimangono i dubbi...
angy..mi piacerebbe davvero capire di cosa ti occupi...quali erano le tue intenzioni riguardo ai materiali.
grazie
aLICE :
tentato (dopo mesi e mesi di studio di ogni sorta) dottorato =posto...é meglio un terno al lotto
la ricerca si fa non solo con il denaro anche con le idee il denaro serve per sovvenzionare
l'università italiana offriva questa possibilità a chi girava con una busta gialla ovviamente contenente il modulo d'iscrizione!
forti penalità previste per i raccomandati e raccomandanti futuri!
Angy :
Ciao Paolo, scusa se ti rispondo solo ora...l'idea, ovvero il progetto che avevamo con il mio collega era quella di operare nel settore del risparmio energetico, che in questo periodo è per ovvie ragioni, trainante...quindi avevamo in mente di brevettare sistemi costruttivi ad alte prestazioni energetiche ed innovativi dal punto di vista tecnologico. Un po' come fa la RDB, ad esempio (ma non per il settore energetico) e molte altre aziende che operano nell'edilizia. Quando siamo "atterrati" sulla Terra, però, ;-) ci siamo resi conto che per un progetto del genere ci vogliono :
a) i finanziamenti
b) strutture e "teste" da investire nella ricerca
c) tempo a disposizione per gestire un sistema che parte all'inizio di piccole dimensioni ma è destinato a svilupparsi;
d) contatti e conoscenze con i centri di ricerca già attivi (come per esempio proprio quelli delle università) : ma sai forse anche tu che il mondo dei professionisti e quello degli universitari sembrano essere su binari paralleli che non si incontreranno mai;
e) una forte sensibilità al problema energetico, fattore che nella popolazione italiana era quasi assente al momento (due anni fa) e solo ora, ma molto, troppo lentamente, sta emergendo.

Comunque, nonostante io abbia parlato al passato, è un 'idea rimasta valida per tempi migliori. Quindi mi piacerebbe considerarti in futuro, per un progetto del genere, visto il settore in cui operi, anche se sei a Milano e noi a Torino. Questo sempre che tu non sia scappato all'estero, nel frattempo!!! ;-)

ANGY
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