drop : [post n° 227688]

Dopo il tirocinio gratuito, la collaborazione...retribuita?

Salve a tutti. Avrei bisogno di un consiglio per come muovermi in questa situazione delicata.
Sono ancora studentessa, ho praticato un tirocinio presso uno studio privato (ed essendo stage, senza alcun obbligo di retribuzione). Ora, terminato lo stage, mi viene richiesto se "posso dare ancora disponibilità", cosa che da un lato nmi fa piacere, dato che mi sono trovata bene, dall'altro temo che si parli di disponibilità gratuita! Vorrei cercare di capire se saranno disposti a pagarmi, anche solo a progetto, perchè proprio non mi va di sgobbare gratis! Avete in mente modi diplomatici per poter chiedere se ci sarà un riscontro economico?! grazie
Ily :
Usare la lingua italiana, direi ;-): gli dai la tua disponibilità, e poi dici "adesso parliamo dell'inquadramento contrattuale: quale sarebbe la vostra proposta?". Se lui ti dice gratis tu dici ciao ciao e prendi la porta.
precisina ma non troppo! :
ciao drop,
io ho vissuto la tua stessa esperienza e per 4 lunghi anni ho aspettato e resistito, lavorato 9 ore al giorno, aspettato e creduto alle fandonie che mi venivano raccontate..allora ti dico...il mio consiglio è di andare dritta al punto! Probabilmente già sai quanto vale il tuo lavoro e quanto può valere...non vergognarti di chiedere! hai il diritto di lavorare e di venire retribuita per questo...per gradi questo sì! chi fa le pulizie allo studio dove lavori viene pagato? ecco...
se sono disposti a tenerti riconoscendo la tua crescita e il tuo valore bene...se non possono permettersi di pagarti...ma hanno bisogno del tuo lavoro....c'è qualcosa che non torna! tu come mangi?come paghi l'affitto? tu hai bisogno di essere gratificata non solo a parole e a pacche sulla spalla! e coraggio...trovare lavoro è davvero un impresa...ed è anche perchè siamo disposti anche a lavorare gratis che ci troviamo nella cosidetta *****.
spero di averti dato un buon consiglio!!!
combatti!
in bocca al lupo!
Ily :
Mai, mai, mai dare un un secondo del proprio tempo o energie in più di quello richiesto dai vostri accordi (scritti o verbali che siano), se non dietro compensazione e in casi di emergenza: pagamento degli straordinari o recupero delle ore in più.
Sopratutto prenditi i tuoi tempi per lavorare: non solo perchè lavorare in fretta e sotto pressione produce un lavoro di qualità scadente, ma sopratutto perchè tu ci rimetti in salute, serenità e qualità della vita.
Se le "emergenze" -che ogni tanto possono capitare- e i tempi ristretti diventano costanti... beh, digli che non ce la fai e che il carico di lavoro è eccessivo.
Questo è un modus operandi che cerco di applicare SEMPRE!
drop :
Innanzitutto "grazie" a tutti coloro che mi hanno risposto!
Ily, chiedo umilmente scusa per il mio italiano, quel giorno ero molto arrabbiata e ho scritto il post di getto.
Confrontandomi con altri miei amici che ora lavorano, ho ricevuto gli stessi consigli. Mai sottovalutarsi e andare subito al punto. Il problema che mi ponevo era legato al fatto che io ora sono ancora studentessa... perciò dentro di me ho sempre creduto di non aver diritto a retribuzioni. Eppure, questo succede anche quando si ha una bella laurea incorniciata, come testimonia "precisina". FArò tesoro dei vostri consigli e vi farò sapere!
Grazie ***
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