p.iva e studio

messaggio inserito martedì 12 aprile 2011 da eddy

[post n° 259794]

p.iva e studio

rivolto ai "liberi professionisti" che emettono fattura verso studio.

giusto per rigirare il coltello nella piaga.... quanto ci "scaricano" i nostri datori di lavoro???
siamo considerati come una "bene inerente" e quindi al 100% o come un "bene non inerente" e quindi al 50%??
cioè di quei miseri 1300+iva di fattura che emetto, quanto costo in realtà al mio studio??
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Miseri 1300?!? Praticamente sei più ricco di Bill gates hehehehe...
Comunque penso che se lo scarichino al 100%.
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e a te cosa rimane tolte tutte le imposte???.....ricchi 800 euro....questo si che si chiama futuro...
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ok, quindi siamo classificati beni inerenti...
sulla carta:
architetto libero professionista = plotter!!

ed è veramente avvilente quando ti dicono "noooo.... non ce la faccio a pagarti di piu......c'è la crisi..... non c'è lavoro...."
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No, il plotter ad agosto sta spento, e non devi pagarlo ;-)
Per la precisione 998... se riesco a recuperare tutto il maltolto (cosa improbabile, per quest'anno).
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x Eddy:
nel mio caso i soldi saltavano miracolosamente fuori quando minacciavo di andarmene (avendo già trovato altro studio)....e nn 50 euro...quindi ci credo fino ad un certo punto.
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x Ily:
1300 + iva è anche bene visto che sono tutti stra-tirati con i soldi perchè nn ce li hanno (questo è tutto da vedere...) o perchè nn te li vogliono dare. Però ragionandoci un attimo nn sono tanti:noi se rimaniamo senza lavoro dall'oggi al domani nn abbiamo cassa integrazione nè altro quindi ci si deve arrangiare per cui nei periodi in cui si lavora bisogna/bisognerebbe, per così dire, cercare di guadagnare anche + di 1300+iva. Almeno io la vedo così...poi nn ci riesco, ma bisognerebbe puntare un po' + in alto per i motivi suddetti (motivi pratici di sopravvivenza, affitti, bollete, inarcassa) ma anche per orgoglio: nn è possibile che una commessa prenda + soldi di un architetto che collabora in uno studio.Io penso sempre a questo anche perchè il lavoro da commessa l'ho fatto mentre studiavo e no ghe vol 'na scienza! (scusate il dialetto ma rende meglio il concetto!!!)
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Comunque secondo me non ci scaricano al 100% come beni strumentali....mamma mia, come suona male questa frase riferita ad un essere umano!!!
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infatti i 1300+iva sono arrivati dopo taaaanto tempo, e fino ad ora prendevo mooolto meno, e ringrazio il cielo che ora me li dia, però sono d'accordo sul fatto che mica è tanto, anche perchè o hai dietro il paparino che ti mantiene fino a 35 anni oppure è davvero difficile arrivare alla fine del mese.. e d'accordo sul fatto che non è mica giusto che venga pagata di più una commessa, l'ho fatto anche io. non c'è confronto tra i 700 euro per 20 ore da decathlon da studente e le 7euro all'ora di oggi con laurea specialistica+iscrizione ad albo per 40 (e passa)..
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Scusate, ma io dopo 3 anni in uno studio fatturo 1100 comprensivi di ritenuta d'acconto!!! quanto costo secondo voi????
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"scaricare" non vuol dire "guadagnare". Qualcuno qui ha le classiche idee confuse da dipendente. Facciamo un esempio:

Il nostro studio fa un lavoro e il cliente ci paga 5000 euro.
Se pago 4000 euro i miei collaboratori, io guadagno 1000 euro. Quindi pagherò le tasse (IVA e IRPEF) su 1000 euro, e non su 5000.
Semplice. Non capisco dove sarebbe il guadagno.

"Scaricare" una spesa, è semplicemente un meccanismo che serve a pagare le tasse solo su quello che incasso effettivamente.
Tutto qui.

Per rispondere a chi ha fatto la domanda, se ti pagano 1300 euro, vuol dire che costi allo studio tutti i 1300 euro che ti danno.

Diverso è il discorso con i "beni", strumentali o meno. In quel caso bisogna distinguere quei beni che servono esclusivamente per il mio lavoro, da quelli che uso in maniera "promiscua". E in quei casi si possono scaricare solo in percentuale. Giustamente. Ed in certi casi è un privilegio, perché a un lavoratore dipendente nessuno restituisce, ad esempio, il 50% di IVA sull'auto che comunque gli serve per andare al lavoro. Un titolare di partita IVA, invece, può farlo.
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no, il discorso è diverso,
in realtà loro ci scaricano dalle tasse, ovvio che loro tirano fuori i 1300+iva al mese, ma alla fine dell'anno quei 1300+ iva x 12 rientrano nelle spese che hanno sostenuto, e non pagano il corrispondente in tasse....

comunque, a parte il discorso dello scaricare o no,
semplicemente il guadagno dello studio è nel
non assumere i collaboratori, che gli costerebbero il doppio,
nel non pagare le ferie,
nel non pagare le malattie,
nel non pagare la maternità,
nel non pagare la tredicesima (miraggio),
nel lasciare a casa quando vuole...
il guadagno ce l'hanno eccome..
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Eddy non hai ancora capito come funzionano le tasse. Ti conviene informarti se vuoi continuare a fare questo lavoro.

Non pagano, come dici tu, il corrispondente in tasse per il semplice fatto che spendendole non le hanno guadagnate... Capito? Non è difficile.

Permettimi inoltre di obiettare su quella specie di ragionamento che hai fatto dopo. C'è un'altra cosa che non ti è chiara.

Se mi pagano 5000 euro e posso spenderne 4000 per i collaboratori, stai pur tranquillo che sempre 4000 ne spendo.
Allora, se vuoi che ti assumano, vuol semplicemente dire che TU guadagnerai un po' meno (il 30% non la metà), e il resto va allo Stato, non certo a te. Dividi sempre la stessa cifra, ridotta del 30%, per 13 o 14 mensilità invece che in 11 o 12, e vedi se ti sta bene. Per non parlare dei costi dei consulenti per le buste paga.
Infine, trattandosi mediamente di aziende con meno di 15 dipendenti, possono licenziarti quando vogliono, e senza giusta causa.
Quindi fatti due conti e capirai che conviene anche a te.
Infine, il tuo datore di lavoro, se è con tutta probabilità un libero professionista, non ha ferie pagate, malattia, maternità, e tredicesima.
Quello che proprio non capisco è perché hai deciso di studiare architettura. Che vita ti credevi di fare? Da impiegato delle Poste?
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Posso dire che hanno ragione un po' tutti? (Eddy e Poipoi)
l'altro giorno stavo preparando i moduli per un elenco professionisti del comune PincoPallino e bisognava compilare la parte relativa a mezzi e struttura dello studio...bene, io non sapevo se facevo parte dell'organico. Allora ho detto "architetto, ho una crisi di identità....cosa sono? sto qua 10 ore al giorno, ho foto e nome sul sito dello studio ma non faccio parte dell'organico?" risposta: "no, sei un collaboratore esterno".....vabbeh,ok.
Domanda che nn ho ho fatto: ma allora se sono tanto "esterno" posso lavorare da casa e mi paghi lo stesso? posso prendere e andare a farmi i corsi che voglio uscendo prima delle 18? Ovviamente NO, se voglio continuare ad avere un lavoro, non solo in questo studio ma in generale.
E' da questo secondo me che nasce il discorso di Eddy sul fatto che hanno un bel risparmio perchè hanno praticamente un lavoratore dipendente ma senza pagarne i costi.
D'altra parte non è che tutti riescano a fare la libera professione sul serio.Io per esempio non ce la farei perchè non ho contatti con nessun potenziale cliente: la gente che conosco io non chiama l'architteto anche per piantare un chiodo. Non so se mi spiego. E quindi faccio il collaboratore "esterno" "libero" professionista però questi aggettivi non sarebbero proprio corretti...
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Permettimi di risponderti, caro7a PoiPoi:

"Allora, se vuoi che ti assumano, vuol semplicemente dire che TU guadagnerai un po' meno (il 30% non la metà), e il resto va allo Stato, non certo a te. Dividi sempre la stessa cifra, ridotta del 30%, per 13 o 14 mensilità invece che in 11 o 12, e vedi se ti sta bene. Per non parlare dei costi dei consulenti per le buste paga"

Sai, se Eddy venisse assunto/a, verrebbe assunto secondo il contratto collettivo nazionale dei dipendenti degli studi tecnici, che se non sbaglio per un "impiegato tecnico", per 40 ore settimanali prevede uno stipendio di 1200 euro NETTI (quindi colle tasse e i contributi già pagati), per 13 (se non 14) mensilità, che scusami se mi permetto, sono un pochettino diversi da 1300+Iva per 12 mensilità (dai 1300 devi toglierci le tasse e i contributi, che per un dipendente sono a carico del datore di lavoro).
Infine, trattandosi mediamente di aziende con meno di 15 dipendenti, possono licenziarti quando vogliono, e senza giusta causa. Ah, poi ovviamente ci sono altri piccoli bonus aggiuntivi, come gli straordinari pagati, le ferie pagate, la maternità pagata (e non la miseria che passa Inarcassa), la malattia pagata, la copertura assicurativa (adesso se Eddy scivola in studio, si rompe una gamba e non può lavorare per un mese sono problemi suoi, mentre se fosse assunta sarebbe risarcita dall'INAIL, e starebbe a casa in malattia, ovviamente pagata). Poi naturalmente ci sono i sussidi di disoccupazione in caso di licenziamento.

"Quindi fatti due conti e capirai che conviene anche a te".

L'assunzione sicuramente. La partita Iva ovviamente no. E poi lavorare a partita Iva con orari fissi, e per un fisso mensile sarebbe semplicemente ILLEGALE.

"Infine, il tuo datore di lavoro, se è con tutta probabilità un libero professionista, non ha ferie pagate, malattia, maternità, e tredicesima".

Certo, ma può gestirsi gli orari come vuole, lavorare come e quanto vuole. Insomma è un libero professionista vero, e se l'è scelto. Un collaboratore invece lavora come dipendente, ma la partita Iva gli viene imposta, e gli stipendi sono molto miseri.

"Quello che proprio non capisco è perché hai deciso di studiare architettura. Che vita ti credevi di fare? Da impiegato delle Poste?"

Magari perchè gli piace l'architettura.
E che c'è di male a voler fare il dipendente di uno studio tecnico scusa eh?!? Ma come ti permetti di giudicare le scelte di vita altrui? Sai, ti dico una cosa: nella vita non esiste solo il lavoro...
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Francamente quando mi sono iscritta ad architettura mai più pensavo di incappare in un sistema di questo genere. D'altra parte il declino è partito se nn sbaglio nel 2002-2003 (anno + anno meno) quando sono nati i contratti a progetto...Pensate che quando io ero al primo anno di architettura, una mia parente con qualche anno in + si stava laureando in legge con una tesi su contratti atipici, agenzie di lavoro interinale e altre amenità, non trovava materiale nè sentenze perchè si era appena agli inizizi (del declino)!!!! Quando sono andata alla sua discussione di laurea ero allibita da quello che sentivo sulla questione delle tutele mancanti ma non avevo realizzato che ci sarei finita diretta dentro qualche anno dopo.
Adesso cerco di fare fronte come posso alla situazione però se permettete, è allucinante.
D'altra parte se non riesco a fare la libera professione come il figlio del mio capo che s'è trovato lo studio pronto, non è che abbia tante alternative se non la collaborazione "esterna" con lui che ha lo studio già avviato. Non è che facendo un accatastamento ogni 2 mesi riesci a vivere fuori casa. E' quello il problema.
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sottoscrivo quanto detto da kia e ily che forse sono riusciti meglio a scrivere ciò che pensavo. la mia domanda iniziale era una provocazione....

per poipoi:
ok, non ero ben informata sul lato economico.. e ok, nulla da dire, però rimango ferma sul fatto che almeno per i primi anni avere la p.iva per noi neolaureati è solamente un costo ed un obbligo visto che ti prendono a lavorare solo con quello, non avendo clienti personali.
penso che non si possano nemmeno contare sulle dita di una mano i ragazzi neolaureati (che non siano figli di papà) che abbiano clienti e che possano fare i liberi professionisti senza "dipendere" da qualche studio...
quindi per i primi anni, fino a che non ti fai conoscere in giro, avere la p.iva ed emettere fatture solamente verso uno studio non porta molta grana (cosa tra l'altro che sarebbe fuori legge), visti anche gli stipendi che girano.

altra cosa è per il datore di lavoro, che sfrutta e basta e te lo dice pure in faccia (almeno così è il mio).

per rispondere alla tua domanda sul "perchè hai scelto questo lavoro" (e penso di rispondere a nome di tutti) è perchè mi piace l'architettura, e di certo quando scegli la facoltà sul libretto di orientamento tutto questo non è scritto. l'università rimane un mondo a parte senza nessun collegamento con la realtà, un mondo idilliaco, dove studenti e professori vivono senza sapere cosa c'è fuori...

la realtà la scopri una volta laureato: rimborsi spese se va bene, no agli aumenti, no a rapporti con clienti, almeno fino a che non ti sei abilitato.....

almeno così gira a milano, non so dove viva tu.
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eddy, Kia, avete tutta la mia solidarietà, visto che ci siamo passati credo tutti. Almeno quelli che come me non sono figli o parenti di architetti o costruttori.

La situazione è così da che lavoro, solo che una volta si iniziava a lavorare al terzo o quarto anno di università, e quindi si sapeva prima com'era la storia. E a volte si stava anche peggio, frotte di studenti a lavorare gratis per i professori fino a che non avevi finito la tesi. Ricatto e sfruttamento pur di iniziare a farsi un'esperienza e mettersi in proprio. E dovevi pure dire grazie. Ma sbaglia chi, passato dall'altra parte, oggi fa altrettanto. E' immorale.

Trovo sinceramente sciocco, oltre che inutile, prendere il problema dalla coda, dal contratto, quando il problema è che non c'è abbastanza lavoro per tutti. Quello che Ily insiste a non capire (non è colpa sua), è che se mi pagano 5.000 euro un lavoro, invece di 50.000, non potrò mai assumere qualcuno come dice lei. Quindi può fare tutte le rimostranze che vuole: manca la materia prima.
E non c'è nulla di illegale, Ily, nell'avvalersi di collaboratori a partita IVA, anche tutti i giorni. Fattene una ragione. Credi che siamo tutti degli stupidi? E' illegale avere dei dipendenti e tenerli a progetto, rinnovandoglielo ogni tot mesi, è illegale pagare in nero.

I tempi sono difficili per tutti. E giocoforza questo ha delle ricadute a tutti i livelli. Piacerebbe anche a me vivere in un paese, come la Gran Bretagna, dove è possibile assumere un collaboratore senza troppa burocrazia, a costi proibitivi.
Credete che faccia piacere dover ricominciare tutto da capo con un nuovo collaboratore a spiegargli cosa deve e non deve fare? Costa in termini di tempo, di soldi, di qualità del lavoro.

Avere una partita IVA e un'iscrizione a una cassa di previdenza è una forma di tutela sicuramente maggiore rispetto a un rapporto in nero. Rispetto a 10 anni fa, esiste il regime dei minimi o quello agevolato. Avere una partita IVA non costa niente. Si pagano le tasse? Beh: quelle dobbiamo pagarle tutti. E non state sempre a lamentarvi senza offrire alternative praticabili. Dimostrate un po' di entusiasmo, di creatività. Siamo architetti o caporali?
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Caro/a PoiPoi,
mi pare che continuamo a non capirci. Perchè:
1) Se lo studio non ha lavoro, non serve nemmeno "assumere" un collaboratore (in nero, a progetto ecc ecc).
2) E chi ha mai detto che la collaborazione a partita Iva è illegale? MA il collaboratore non deve essere vincolato a orari, ne alla presenza fisica in studio, ne deve usare le attrezzature dello studio, ne deve sottostare all'autorità del "capo", ne, tantomeno, fare da portinaio e segretario. Guarda caso, questi sono tutti elementi tipici che configurano (anche giuridicamente) un rapporto di lavoro di tipo subirdinato. E' illegale avere un collaboratore e trattarlo come un dipendente. tipica situazione mia, di Kia, di Eddy ecc.
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Ah, dimenticavo, l'entusiasmo e la creatività passano subito quando vedi che i tuoi sforzi non ricevono un compenso adeguato, dove con "adeguato" si intende: sufficiente a mantenersi in modo dignitoso.

i tempi sono difficili per tutti, ma per chi ha 25-30 anni adesso sono SEMPRE difficili.

Infine: lo dici tu che avere una partita Iva non costa niente: il commercialista me lo paghi tu?!?
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...la partita iva porta a pagare un commercialista...ma non solo Ily.....insieme all'iscrizione all'albo ti porta ad iscriverti ad inarcassa, pertanto:
- c'è una tassa immeritata che l'ordine riscuote ogni anno puntualmente
- ci sono i contributi minimi (che chiamare minimi è un eufemismo) da pagare ogni anno anche con fatturato 0

E' ora di smetterla con questa leggenda che la partita iva non costa niente, perchè E' UNA STUPIDAGGINE dato che crea una situazione dove se non guadagni una certa cifra sei in rimessa!!

PoiPoi dici che l'obbligo ad aprire partita iva ci regala il privilegio di scaricare iva e costi relativi alla professione? Ma se da domani il mio datore di lavoro mi può dire senza problemi (pur trattandomi da dipendente) di stare a casa, tanto non ho un contratto scritto..con un fatturato pari allo 0 assoluto mi dici cosa acquisto secondo te? E se lavoro per un unico committente tutto il giorno, quali attrezzature, quale cancelleria, quali spostamenti in auto vuoi che abbia da scaricare? Non so se lo sai (nel senso che tutti scarichiamo i pranzi nonostante tutto) ma il pranzo che sono costretta a fare in mensa (non bar o ristorante)pagando di tasca mia, perchè l'ora che mi viene concessa non mi permette di andare a casa, non lo potrei nemmeno scaricare perchè lavoro all'interno del Comune di residenza!

Sono sempre stata dell'opinione che:
- se non hai lavoro non hai bisogno di collaboratori
- se hai lavoro per 3 e ne puoi pagare 1, ti rimbocchi le maniche e ti accontenti di quell'uno che ti aiuta, lo paghi decentemente così è più probabile che lavori bene, veloce e che rimanga dato che sarà soddisfatto
- se hai lavoro per 3 e ne puoi pagare solo 1, vuol dire che non riesci a farti pagare abbastanza per problematiche varie e pensi sia giusto sfruttare qualcuno perchè un committente sta sfruttando te...con la differrenza che tu ti approfitti senza ritegno di un collaboratore mentre il collaboratore deve lavorare muto e pure ringraziarti
- se hai lavoro per 3 e ne puoi pagare solo 1 ti avvali della collaborazione di un professionista pagato a ore e per il resto lo lasci libero di fare i propri lavori per i fatti suoi

Le opzioni oneste sono queste, le altre non hanno nessuna scusante.
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meg, sono d'accordissimo con te!!!!
mi faccio forza nel sapere che siamo in tanti ad essere in questa situazione...
per i datori di lavoro sembra che siano tutte rose..
bah
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Si ok, siamo tutti sulla stessa barca ma cerchiamo di non appiattirci su questa situazione. Cerchiamo di migliorarci.Se uno dice che è da anni e anni e anni in uno studio a 700 euro...insomma, le cose sono iniziate a precipitare nel 2008-2009 quindi tempo per scappare prima c'era...Insomma, bisogna anche saper reagire e non subire sempre nè abbandonarsi alla rassegnazione nonostante tutto. Dai, forza e coraggio! (oggi sono + positiva del solito)
:
si kia, bisogna farsi forza questo è sicuro!
Una pacca sulla spalla da qualcuno che è nella tua situazione e la capisce fa sempre bene perchè aiuta a capire che non siamo noi ad essere in torto come qualcuno vorrebbe far credere, ma siccome il mondo ora gira in questo modo è anche vero che non bisogna fossilizzarsi troppo a lungo sulla propria situazione e tentare di reagire, altrimenti ci si deprime e basta. Coraggio e in bocca al lupo a tutti!
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