Ricevuta collaborazione occasionale a privato

messaggio inserito lunedì 2 gennaio 2012 da clarence

[post n° 279573]

Ricevuta collaborazione occasionale a privato

Salve,
ho un dubbio spero che qualcuno possa aiutarmi...premetto che non sono iscritta all'albo nè ho p.i. nè sono dipendente, ogni tanto emetto ricevute prestazioni occasionali e di solito nella ricevuta metto il netto+20% di ritenuta d'acconto che mi versa il cliente o che verso direttamente io, questa volta mi è capitato un cliente (privato)che mi ha detto che non è tenuto a pagare la ritenuta d'acconto perchè è un privato....è vero?e se si io come pago le tasse su quei 500 euro?
Grazie
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è vero: il privato non è un sostituto d'imposta quindi non gli applichi la ritenuta
per come paghi le tasse... non ne ho la pù pallida idea.... attendi magari risposte da altri utenti oppure senti agenzia delle entrate oppure un qualche patronato
bye bye
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Grazie mille.
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Quando fai il 740 e calcoli quanto devi di tasse, devi togliere quanto ti hanno versato come ritenuta d'acconto. Quello che resta da pagare, se resta, lo versi tu con un F24.

I sostituti d'imposta sono aziende, società, professionisti, enti.
I privati cittadini non sono sostituti d'imposta, e non sono tenuti a pagarti una ritenuta d'acconto. Prendono la tua ricevuta e non ci fanno niente.

Se non sei pratica di queste cose, il mio consiglio è di rivolgerti a un ufficio dell'agenzia entrate, o a CAF o a un commercialista, almeno per la dichiarazione di fine anno. Se ti rivolgi a un professionista non dovrebbe costare più di 100-200 euro. Contratta il prezzo.

L'altro consiglio è di aprirti una partita IVA. Così dal tuo reddito IRPEF puoi detrarti alcune spese in più rispetto ad ora.
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Emetterai una ricevuta con la dicitura che la prestazione non è soggetta a ritenuta d'acconto (sempre che non superi i 5000 euro annui). Ma che tipo di prestazione si tratta, che lavoretto fai? perchè bada bene che se è inerente la professione di architetto, semplicemente non puoi farlo.
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La prestazione è la realizzazione di un dipinto murale...quindi non è inerente alla professione, ci sono sul discorso che ai privati non si applica la ritenuta d'acconto, l'unico dubbio che mi è venuto è che facendo una ricevuta di 500 Euro netti, poi non mi toccasse rimetterci di tasse in dichiarazione dei redditi!
Per quanto riguarda la p.i. lavoro in uno studio per 10 ore al giorno per 700 euro(+ qualche lavoretto extra arrivo a 900 euro al mese)...come faccio ad aprirla in queste condizioni?Sapete darmi un idea di quanto costi mantenerla?
Grazie per le vostre risposte!
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Che vuoi dire con "come faccio ad aprirla in queste condizioni" ?
Se prendi 700 euro al mese superi ampiamente i 5000 euro l'anno che puoi fare con delle ricevute "occasionali". Mi vuoi dire che lavori in nero?
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Sono in una condizione lavorativa pietosa, il mio capo mi fa un co.co.pro. per qualche mese, poi mi chiede una ricevuta per prestazione occasionale e così via....e non ce la faccio più a lavorare in queste condizioni, ma ovviamente a lui interessa solo sfruttarmi!
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... senza parole.
ad ogni modo, se hai l'intenzione di regolarizzare la tua situazione, in assenza di un regolare contratto di lavoro dipendente, la cosa più conveniente per te è quella di aprire una partita IVA con il regime dei contribuenti minimi. Paghi il 5% di tasse sugli introiti senza altre spese, come l'IRAP. Hai la possibilità di portare in detrazione spese (benzina, pasti, libri, riviste, etc.), ma non di scaricarti l'IVA, dato che non la paghi.
Se hai una contabilità semplificata, come tutti noi agli inizi, puoi tranquillamente fare a meno di un commercialista, o farti aiutare solo per le dichiarazioni annuali. Ma se non sbaglio per i contribuenti minimi c'è un servizio di supporto della stessa Agenzia delle Entrate.
Per la parte assicurativa e pensionistica tieni conto che avresti la possibilità, iscrivendoti a un Ordine, di iscriverti anche a Inarcassa, che prevede contributi di importo minore (quasi la metà) rispetto all'INPS.
Ultima cosa, ma è la più importate di tutte. In ogni caso non lavorare mai senza un contratto, un accordo scritto concordato preventivamente, in cui viene scritto cosa devi fare, quanto prendi per farlo e quando ti devono pagare.
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Intanto grazie mille per le notizie che mi hai dato, adesso prenderò un'appuntamento all'agenzia delle entrate, o con un caf!
Dato che sei così gentile ti posso chiedere di farmi un esempio di fattura che dovrei fare al mio capo supponendo un netto mensile di 700 euro?
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suggerimento prezioso!Grazie
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il famoso "netto mensile". Non è una domanda facile.
Quando si paragonano i redditi di un lavoratore dipendente e di un autonomo i calcoli vanno fatti tenendo conto che a un dipendente vengono pagati a parte una serie di servizi che un libero professionista deve pagarsi da sé. D'altro canto un professionista può detrarsi dal reddito le spese che riguardano lo svolgimento del proprio lavoro.
Francamente non so fare dei conti rispetto al regime dei minimi. E anche rispetto a un regime normale la percentuale è diversa a seconda del reddito complessivo.
Questo per dire che un calcolo preciso non si può fare a priori. A fine anno si calcola quanto si è guadagnato, quanto si è speso, e si capisce se vanno adeguati i compensi.
Ma considerando un professionista "minimo", quindi sotto i 30.000 euro l'anno di reddito (= guadagni meno spese), secondo me incidono soprattutto le spese per le attrezzature, l'aggiornamento professionale e le spese di studio.
Con attrezzature e studio messi a disposizione da chi ti dà il lavoro, credo sia giusto aumentare il tuo compenso "netto" del 25-30%.
Se invece hai uno studio tuo (affitto, luce, telefono), se spendi molto per l'aggiornamento professionale, e le attrezzature sono tue (computer, stampanti, fax, plotter), allora devi calcolare almeno un 50-60% in più.
Quindi se la tua necessità è 1000 euro devi chiedere da 1250 a 1600 euro di imponibile. Potendo pagare solo 5% di tasse puoi ridurre queste cifre di un 15%.
Sto parlando di un professionista iscritto ad Inarcassa. Con l'INPS proprio non so cosa dirti.
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