ho chiuso p.iva, e se ora la riapro?

messaggio inserito giovedì 2 agosto 2012 da canny

canny : [post n° 296488]

ho chiuso p.iva, e se ora la riapro?

Apro partita iva nell'agosto 2006.
Nel 2008 passo al regime dei minimi.
Nel 2011 vengo eslcusa dal nuovo regime dei minimi (superminimi?) e devo fatturare con l'IVA.
Nel febbraio 2012 chiudo la p.iva a fronte di un fatturato di meno di 2000 euro nell'anno 2011, un cambio di città in cui non trovo collaborazioni e inarcassa da pagare (con contributo minimo superiore a quanto guadagnato).

Ora, forse, avrei un lavoretto da circa 2000 euro.
Sono iscritta all'albo e ho il timbo, la prestazione occasionale non si capisce se possa farla o meno.

Facciamo, allora, che riapro p.iva, ci vado in perdita ma guadagno un cliente.
In che regime sarei col fatto che ho chiuso baracca solo 6 mesi fa?
Cosa mi consigliate di fare?
Grazie...

Ps. ho meno di 35 anni e un fatturato ridicolo
Kia :
La prestazione occasionale non la puoi fare perchè sei iscritta all'ordine.
luca :
concordo con kia sulla prestazione occasionale.
per il regime purtroppo temo che vai in regime ordinario, non essendo rientrata già nel 2011 nel regime "superminimi".
se è per un solo lavoro non ne vale la pena, se ce ne fossero altri il discorso cambia
canny :
stavo leggendo il concetto di occasionalità e abitualità.
In verità sarebbe un lavoro occasionale, appunto.
Se poi sforo i 5000 euro (ma anche per meno) allora conviene aprire la p.iva.
Io questo riferimento così secco al discorso iscrizione ordine ergo timbro=p.iva non lo trovo.
Trovo ragionamenti discrezionali. C'è una sentenza della cassazione?
kia :
Canny, guarda la Legge Biagi. E' molto chiara la faccenda.
canny :
la legge biagi dice "Sono escluse dal campo di applicazione del presente capo le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali,"

Facciamo un esempio: sono un medico, iscritto all'albo, assunto all'AUSL. Essendo lavoratore dipendente, non ho pi.iva.
Due volte l'anno scrivo un articolo per una rivista, magari pure on-line, e mi pagano qualche soldo.
E' lavoro occasionale. E' palese.
Eppure sono iscritto all'ordine professionale.

Come la mettiamo?
canny :
Ho sentito un fiscalista e si può fare la prestazione occasionale, se realmente la è.
Grazie!
ciao
kia :
x canny:
allora qua siamo tutti scemi ad avere la p.iva se tanto si può fare a meno. Cosa vuoi che ti dica...
canny :
Ricorda che per la prestazione occasionale
1) non puoi avere per più di 30 giorni lo stesso cliente
2) devi avere guadagno di importo inferiore a 5000 euro

Prima stavo in uno studio e, seppur prendessi poco, superavo i 5000 euro annui (di poco, ma li superavo). Considera che 5000 euro annui significa che guadagni almeno 420 euro al mese di media.
Se effettivamente guadagni di meno conviene chiudere p.iva.

Se io firmo un progetto l'importante è che sia abilitata a farlo ed iscritta al mio albo.
Mettiamo conto che io abbia p.iva come artigiano.
Allo stesso tempo sono pure laureato in architettura e sono iscritto all'albo (e quindi, a norma di legge, titolato a firmare).
Una volta all'anno mi capita di fare un lavoretto come architetto.
Che devo fare, aprire 2 partite iva? una di artigiano e una di architetto?
Come artigiano faccio le mie fatture (lavoro abituale)
come architetto rilascio la prestazione occasionale (lavoro non abituale)
L'importante è che io non stia evadendo il fisco.
canny :
"Presupposto dell’imposta sui redditi e sul valore aggiunto

La singola prestazione occasionale d’attività della professione di architetto,
pur essendo soggetta all’obbligatoria iscrizione all’Ordine, pena il configurarsi di
esercizio abusivo della professione, potrebbe non richiedere il possesso di partita
IVA."

Puoi leggere tutto l'articolo e ci sono anche sentenze della cassazione: se svolgi il lavoro in modo OCCASIONALE non sei obbligato ad avere p.iva

(pagina 11 del pdf)

www.awn.it/AWN/download/Professione_e_fisco.pdf
canny :
"Lo svolgimento di una prestazione da parte di un soggetto iscritto all’Albo integra
un elemento sintomatico che, lungi dal costituire il fatto su cui poter unicamente
fondare una presunzione d’abitualità, eventualmente potrebbe rappresentare
un indizio, in quanto il soggetto, essendo iscritto all’Albo, sembra dimostrare fino a
prova contraria, di essere programmaticamente rivolto alla professione.
Nel contesto delle norme sopra citate, l’elemento dell’abitualità, abbinato a
quello della professionalità, indica esplicitamente un’attività caratterizzata da ripetitività,
regolarità, stabilità e sistematicità di comportamenti.
Per contro il significato di occasionale, riferito alle attività commerciali o di
lavoro autonomo, traduce i caratteri della contingenza, dell’eventualità e della
secondarietà.
In sostanza, la verifica deve essere effettuata caso per caso, non essendo possibile
trovare una soluzione a priori."
john :
Fiscalisti o no qui se ne parla sempre e ormai alcune discussioni hanno anche toni abbastanza accesi, la prestazione occasionale non si può applicare per i liberi professionisti. Ogni interpretazione è a proprio rischio.

- Legge Biagi - D. lgs. 276/2003 e s.m.i. - Titolo VII/Tipologie contrattuali a progetto e occasionali - Capo I/Lavoro a progetto e lavoro occasionale - Art 61(Definizione e campo di applicazione) - comma 3: "Sono escluse dal campo di applicazione del presente capo le professioni intellettuali per
l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo..."

Incompatibilità tra le prestazioni occasionali e Libere professioni.

Più chiaro di così.
canny :
Le leggi, nel tempo, vengono interpretate.
Alzare i toni non risolve nulla e se è sembrata mia intenzione farlo me ne scuso.
Le indicazioni che ho riportato appartengono alla Collana del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, pubblicato nel 2010, quindi più recente della legge Biagi.
La pubblicazione si chiama "professione e fisco"
E' molto chiaro, leggi pagina 10 e 11

www.awn.it/AWN/download/Professione_e_fisco.pdf

"La singola prestazione occasionale d’attività della professione di architetto,pur essendo soggetta all’obbligatoria iscrizione all’Ordine, pena il configurarsi di esercizio abusivo della professione, potrebbe non richiedere il possesso di partita IVA."

Più chiaro di così :)))
Tata72 :
Appunto, se fai qualcosa che non presuppone l'iscrizione all'ordine puoi fare collaborazione occasionale. Se fai un disegno, scrivi articoli per qualche rivista o dai ripetizioni, sono tutte cose che puoi fare benissimo senza essere iscritto ad un ordine, quindi puoi fare prestazione occasionale. Ho chiesto al delegato Inarcassa del mio ordine, spero sia attendibile.
poipoi :
siamo d'accordo in teoria, ma c'è un problema.
se sei un architetto la prestazione occasionale il più delle volte comporta una forma di evasione del contributo soggettivo, obbligatorio per tutti anche per i non iscritti Inarcassa. Per cui ritorniamo all'assunto che un architetto deve aprirsi una partita IVA e fare fattura. Altrimenti è evasione.

Diverso è il caso in cui sia dipendente, e qui rientrano i casi previsti dal CNAPPC.
Non fate confusione. Se volete evadere le tasse, fatelo pure. Ma non diffondete informazioni strampalate.

Quello che non capisco è l'affermazione che tenere aperta una partita IVA costa qualcosa.
canny :
contributo soggettivo in senso fiscale o previdenziale?

poipoi :
ho scritto "soggettivo"?
Ho sbagliato. Intendevo il contributo integrativo.
il 4% che il committente ti paga e devi girare a Inarcassa.
canny :
con la prestazione occasionale il committente non paga il 4%, e neppure la ritenuta d'acconto o l'iva.
Sono poi io a doverci pagare comunque le tasse, è per questo che non capisco dove stia l'evasione.
Rilascio ricevuta (anzichè una fattura) dichiarando al Fisco di avere percepito questo denaro. MA il lavoro svolto non è (purtroppo) abituale bensì occasionale (e speriamo pure che mi entri!).

Io do la ricevuta al commercialista, lui la mette nelle dichiarazione dei redditi, io ci pago le tasse e arrivederci.

Alla fine sarei più contenta di avere un volume d'affari di almeno 3000 euro annui, pagarmi i miei 2500 euro inarcassa annui e garantirmi, forse, una pensione. Invece ora sono proprio una disoccupata bella e buona, senza soldi, senza lavoro e con un timbro che potrei anche fare sigillare in una teca di cristallo.

poipoi :
1. tutti gli architetti e gli ingegneri iscritti a un Albo, anche non iscritti ad Inarcassa, devono inserire in fattura il 4%. Se non fai fattura quel 4% non viene riscosso, e quindi è evaso.
2. la ritenuta d'acconto si paga anche sulla prestazione occasionale, se il committente è sostituto d'imposta (se non è un privato).
3. tolti i 100 euro l'anno di un CAF che ti fa le dichiarazioni annuali, per il resto, volendo, non hai spese. Invece ti puoi scaricare benzina, telefono, telefonino, Internet, libri e altre spese. Diverso è il caso in cui ti cancelli dall'Ordine e quindi da Inarcassa. E in questo caso non so se ti conviene pagarti il 27% di gestione separata INPS piuttosto che il 14% di Inarcassa.
Ci siamo passati tutti in momenti bui come questo, alcuni di noi anche più volte. Capisco lo scoraggiamento. Ma se ti togli da sola gli strumenti per lavorare regolarmente sei destinata all'emarginazione. Invece serve positività.
Ti auguro tanta fortuna.
kia :
regola facile da ricordare:
siete iscritti all'albo e fate un lavoro da archietto? =fattura.
siete iscritti all'albo e fate i dog sitter?=prestazione occasionale.
Ragazzi, è veramente inutile girarci attorno a questa cosa.
Vale anche per gli architetti assunti che vogliono fare in parallelo lavori da profesisonisti: devono avere la p.iva e una posizione in inps gestione separata...non importa se i compensi sono inferiori ai famosi 5mila euro. Se è una prestazione professionale devono fatturare, versarsi i contributi alle casse giuste, l'iva e quant'altro previsto. Se volete fare le prestazioni occasionali fate a meno di iscrivervi agli ordini così potete fare i disegni per tizio e per caio in prestazione occasionale.
kia :
...comunque Canny siamo in tanti nelle tue condizioni ("meno di 35 anni e fatturato ridicolo") ma se si persiste a voler rimanere iscritti all'ordine bisogna avere questa benedetta/maledetta partita iva...semplicemente perchè, tolto il contratto, è veramente l'unico strumento per poter lavorare.
canny :
la partita iva sono stata obbligata a chiuderla,
non si puà mantenerla cancellandosi ad inarcassa.
Io volevo cancellarmi da inarcassa (se non fatturo non posso permettermi di pagare il contributo minimo) e mantenere la p.iva, nel caso mi fosse servita in futuro.
E invece non è possibile.
Ora ci manca pure che mi cancelli dall'Ordine...non esageriamo...pagherò i miei 250 euro annui d'iscrizione che non sono 2500...

Per poipoi:
1)il 4% di cui parli è per il contrinuto previdenziale=pensione, maternità, malatti ecc. Ovvio che con una prestazione occazionale non sto versando nulla e, di conseguenza, non sto mettendo da parte la mia stessa pensione!! Se domani rimango incinta inarcassa mica mi dà il contributo di maternità.
2) Il cliente, nel mio caso, è un privato. Nessuna ritenuta d'acconto per lui, ma io le tasse le pago eccome sul dichiarato della prestazione occasionale.
3) ti sbagli, io le spese le ho eccome. Stando iscritta ad inarcassa ho una spesa annua minima di oltre 2500 euro all'anno, anche se sto ferma a guardare il muro :)
4) ha un senso scaricare le spese in fronte ad un minimo di fatturato. Sono 16 mesi che non lavoro...e 6 anni che chiudo a credito ma che pago lo stesso quello che "devo"
5) non discuto il vantaggio di avere la p.iva (incdiscuitibile, se lavori) e neppure cerco una scappatoia. Io volevo capire in che regime finivo se l'aprivo, non mi ero neppure posta il problema della prestazione occasionale. Sono poi andata a guardarci e, quello che dice il consiglio degli architetti nel documento che ho postato, me per vale più di quello che ci stiamo dicendo qua. E loro dicono che la p.occasionale si può fare.
Grazie a tutti, e buona estate!
poipoi :
l'ultima e chiudo anch'io
se riapri la partita IVA non hai più agevolazioni. Rientri nel regime normale.
Ti sbagli. Il 4% non riguarda la tua pensione, ma è una tassa che serve a sostenere le Casse private. La tua pensione la paghi con il contributo soggettivo (14%). Sempre più conveniente dei 27-32% della Gestione separata INPS.
Sicuramente non ti conviene toglierti da Inarcassa, anche pagando i minimi.
Non sarà molto ma mi risulta che Inarcassa dà un contributo per la maternità.
Vado al mare. Ciao.
kia :
io francamente non so cosa abbia detto il consiglio nazionale degli architetti...ma c'è una legge che disciplina la collaborazione occasionale (la legge Biagi) che mi risulta non abrogata nell'art.61 che riguarda nello specifico questo tipo di rapporto di lavoro.... e c'è scritto a chiare lettere che sono esclusi gli iscritti a ordini. Non c'è scritto che se fai l'architetto ogni tanto allora puoi farla.
Se invece voglio fare la dog sitter nel we (o l'aiuto commessa in un negozio) posso farlo in prestazione occasionale perchè non c'entra nulla con il lavoro da architetto per cui sono iscritta all'ordine e e per cui ho una p.iva.
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