apertura studio

messaggio inserito giovedì 16 maggio 2013 da mi_na

mi_na : [post n° 316635]

apertura studio

Salve a tutti,
volendo aprire uno studio basta essere iscritti all'ordine, pagare inarcassa e avere una partita iva?
La sede dello studio può essere anche la propria abitazione?
Mio marito è abilitato ma io no ...mi chiedevo se il mio cognome può comparire nel nome della società essendo la partita iva solo a nome suo e se posso realizzare un sito in cui figuro anche io come titolare anche se ho solo la laurea.

Grazie a tutti!
mi_na
max :
Ma la partita iva é di tuo marito o di una societá fra professonisti?
Vorresti esercitare utilizzando le credenziali di tuo marito presso la vostra abitazione?
gg :
lo studio lo apre anche uno che non è iscritto, e sul sito scrivi quello che vuoi.
L'importante è
1. chi firma un progetto deve essere iscritto a un ordine, ed avere partita IVA per farsi pagare.
2. se non sei un architetto abilitato e iscritto a un ordine, meglio non scrivere arch. davanti al tuo nome. Insomma, non puoi scrivere di essere un "architetto" (vedi punto 1).

Se fai una società tra professionisti (STP) puoi essere quello che vuoi, ma se non sei architetto non puoi avere più del 40% della società (o era il 30%?).
Se lui è architetto, ha la partita IVA, ed è iscritto ad Inarcassa, è lui che firma i progetti e fattura i pagamenti, quindi non è necessario che tu compaia in alcun modo. Non esisti.
Se il tuo problema è di avere qualche diritto sui progetti che fate, diventa architetto anche tu, e potrai firmarli. Altrimenti l'altra strada è la società fra professionisti.
Ily :
X gg

Se lei è abilitata (ma non iscritta all'ordine) può usare il titolo di architetto.
Lo studio può essere aperto anche a casa vostra, e puoi anche figurare come socia (infatti, uno potrebbe metterci i soldi e l'altro il lavoro, ed è perfettamente legale come cosa. Oppure tu potresti trovare i clienti, tenere le pubbliche relazioni, la segreteria e tuo marito firmare i progetti).
gg :
x Ily
io farei attenzione all'uso del titolo.
se dici di essere "architetto" ma non puoi firmare un progetto, è meglio se non dici di esserlo. L'esercizio abusivo della professione è un reato grave, e dipende dall'interpretazione del cliente, che potrebbe non sapere qual è la differenza fra un architetto abilitato e non abilitato. Meglio un più generico "dott.".
max :
a proposito di titolo... io non ho mai capito quelli che si firmano dott. arch o dott. ing.
a che serve usare il titolo dott.? sono in possesso di un dottorato?
Kia :
x max
secondo me è proprio una cosa tutta italiana di voler mettere "dott." ovunque.
mi_na :
ciao max,
la partita iva è di mio marito, mi chiedevo se potevo realizzare un sito in cui figuro come titolare solo perchè ho parecchie conoscenze e mettere il mio cognome mi darebbe più visibilità. Ovviamente mio marito firma i progetti ma lavoriamo insieme.
mi_na :
ciao gg,
grazie per la risposta, come ho scritto anche a max, è solo una questione di visibilità, essendo mio marito non ho alcun interesse ad avere diritti sui progetti.
Per farti un esempio ...se il mio cognome fosse bianchi, premettendo che ho più conoscenze di mio marito....preferirei chiamare il nostro studio bianchi_rossi piuttosto che solo rossi tutto qua e dare informazioni sulla mia esperienza professionale all'interno del sito internet.
max :
ah. quindi solo per creare un marchio in poche parole.
Nessuno verrá a contestarti nulla fino a quando non succede qualche casino...
in bocca al lupo :)
Arch. Ir :
Max e Kia, dottore è il titolo accademico messo davanti quello professionale, lo usano tutti anche se in relatà i triennali sono dottori, i magistrali sarebbero dottori magistrali, e chi ha fatto il dottorato, suppongo sia dottore di ricerca.





max :
scusa arch. ir
ma io quando mi sono laureato ero dottore in architettura. partecipai ad un progetto come collaboratore e mi fecero mettere dott. max (come se fossi su E.R.)
poi ho fatto l'esame di stato, mi sono abilitato e iscritto all'ordine. sono architetto
e mi firmo arch. max
devo firmarmi dott. arch. max? mi sembra una cafonata...
dottó ti sposto io la macchina? qui si usa chiamare dottó quelli con i soldi, ecco perché...
Arch. Ir :
Beh un pò si hai ragione, l'importante però è essere in linea con i colleghi di ufficio se si condivide studio carte intestate ecc....
Dott. Mag. Arch. max :-)
ArchiFra :
x GG. non sono d'accordo. se io mi sono fatta un paiolo quadro e ho passato l'esame di stato quindi sono abilitata (potenzialmente posso firmare se apro la partita iva) allora eccome che mi freghio del titolo di archjitetto. non solo "solo" laureata per cui semplice dottoressa, ma ho conseguito l'abilitazione quindi ho una qualifica in più rispetto a chi non ha passato l'esame di stato. non è millantato credito, non è esercizio abusivo della professione: quello lo faccio se firmo senza essere abilitata
pepina :
certo che il dpr 328 2009 art. 15 non volete farvelo entrare in testa però....
gg :
x Archifra
è proprio quello che ho detto:
dott. = laureato in architettura (paiolo quadro semplice)
arch. = architetto abilitato (paiolo quadro + abilitazione)
rileggi quello che ho scritto
Arch. Ir :
In realtà se vogliamo essere pignoli, come ho già scritto tante volte, chi non si iscrive all'albo ed è abilitato, è un "semplice" dottore in architettura abilitato alla professione di architetto.
Se si iscrive all'albo, diventa architetto, quando si cancella torna ad essere dottore in architettura abilitato alla professione di architetto.
Un conto è essere abilitati alla professione, un conto è svolgerla con regolare iscrizione.
Poi per carità, è giusto a mio avviso fregiarsi dl titolo anche se non si è iscritti, ma a leggere la normativa.....
Arch. Ir :
No pepina è impossibile, è un articolo segreto tenuto nascosto ai più XD
Ily :
X GG

Il titolo di architetto lo acquisisci con l'abilitazione. Io ho cominciato a usarlo un minuto dopo aver superato l'esame di stato.
Un architetto abilitato non iscritto all'albo non può esercitare, un dottore in architettura non abilitato non è architetto ;-)
Ily :
Sul lavoro firmo arch. Ily.
Anche se sarò architetto tutta la vita, e quindi non perderò mai ne il titolo di architetto ne quello di dottoressa, trovo un po' cafone firmarmi architetto in ambito non lavorativo ;-).
Ily :
L'unica mia vanità è stato rifare la carta d'identità per indicare "architetto" come professione (che poi è esattamente il mio mestiere) ;-)
max :
esatto Ily, sono pienamente daccordo con te.
L'umiltá e la dignitá sono gratis e non si studiano da nessuna parte, si imparano a suon di cadute e ceffoni.
Kia :
@ily:
si,anche io lo trovo un po' fastidioso in ambito non lavorativo. Per esempio i vicini di casa che mi conoscono da poco mi chiamano "architetto".......probabilmente non sanno manco loro come chiamarmi e gli vien comodo così, però si potrebbe fare tranquillamente a meno. Invece mi piace come fa il mio capo: nelle mail ai clienti, che sanno benissimo che siamo tutti architetti o ing. in studio, si firma semplicemente con le iniziali.
pepina :
anche i miei capi fanno così, e io faccio come loro. Lo trovo professionale non esibire il titolo se non serve (es. nelle mail con persone che ti conoscono per quello che vali)
Ily :
Infatti. Però mi da fastidio quando mi chiamano signorina (in ambito di lavoro, ovviamente. Anche nelle assemblee di condominio magari dico "da architetto sostengo che i lavori...", ma non pretendo certo il titolo durante l'assemblea, essendo lì da condomina).
Però sono molto orgogliosa quando mi chiedono "cosa fai nella vita" di rispondere "sono architetto" (l'architettura secondo me è una condizione esistenziale: io sono architetto 24/7 perché non trovo il tasto "off" della modalità "architettura" ;-) ).
mikros :
L'anno è il 2001 non 2009
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