iscrizione ordine/inarcassa/assicurazione

messaggio inserito mercoledì 1 novembre 2017 da fram_zzi

[post n° 402544]

iscrizione ordine/inarcassa/assicurazione

Ciao a tutti! Ho preso da poco l'abilitazione e sto pensando di iscrivermi all'albo nel 2018, ma non mi è ben chiaro se poi dovrei iscrivermi subito anche all'inarcassa, inoltre mi hanno detto che dovrei farmi anche un'assicurazione sul lavoro (sapete a quanto si aggira e ne avete da consigliare?). Qualche neo architetto mi sa dire quale sarebbe l'iter? Grazie a tutti, ho cercato in giro delle domande simili ma ho sentito che quest'anno sono cambiate delle regole e non vorrei fidarmi di post datati.
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Dipende dalla tua situazione lavorativa.
1) Puoi iscriverti al solo albo senza aprire partita iva, inarcassa etc etc se NON lavori nell'ambito dell'architettura e intanto vuoi tentare concorsi pubblici per cui serve iscrizione all'albo.

2) Se lavori come architetto sei costretto ad aprire partita iva (scegliendo regime forfettario con ulteriori agevolazioni se sei giovane) con annessa iscrizione ad inarcassa e assicurazione professionale - sul sito web del tuo ordine dovrebbero esserci convenzioni.

3) L'alternativa, nel caso in cui lavorassi come semplice grafico/disegnatore per uno studio, è NON iscriverti ancora all'albo e aprire semplice partita iva regime forfettario con iscrizione all'Inps - senza inarcassa nè assicurazione (correggetemi se sbaglio)
Ci sarebbe l'opzione della prestazione occasionale ma non è utilizzabile appunto per prestazioni di tipo continuativo.

In ogni caso la logica di base è: sono iscritto all'albo e lavoro nell'ambito dell'architettura (anche senza utilizzo di timbro/firma) = sono obbligato a p. iva, iscrizione inarcassa, assicurazione.
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Grazie mille Nina, mi sei stata di grande aiuto, ora la situazione mi è chiara!
A questo punto vedendoci più chiaro ho completato la mia ricerca su partita iva/ordine/assicurazione/inarcassa (per giovani under 35) VS partita iva/inps. La vorrei condividere con voi, sottolineando che è il mero frutto di un pomeriggio leggendo articoli su articoli, non sono ragioniera.
Ho giusto fatto una simulazione con due entrate tipo (600-1400 euro) per vedere se al momento mi converrebbe aprire la partita iva con o senza iscrizione all'ordine. Se qualcuno con più esperienza di me volesse dargli un'occhiata sarebbe fantastico!
Il .pdf è questo: https://drive.google.com/open?id=0B95919xdNRSrYUFLZ1BiaWZUSlU

ps: non voglio togliere il lavoro al commercialista, ho un appuntamento con uno specialista tra qualche settimana ma devo avere un colloquio lavorativo prima e vorrei avere un'idea di massima insomma...
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Mi sembra che ci siano alcuni errori. I tre principali, secondo me:
- al reddito vanno detratte le spese previdenziali. Su quello calcoli il 78%
- il 4% te lo dà il cliente e tu lo giri a Inarcassa. Non è una spesa, se sei sopra i minimi.
- euri, al plurale, non si può sentire.
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Grazie dei consigli! Ah perciò quando uno studio mi propone un contratto a 600 euro non sarebbe compreso quel 4%, mi andrebbe girato in seguito.
Inoltre secondo il consiglio da casa dovrei aggiungere il commercialista con un fisso annuale di 400 euro.
Concludo: sono affezionata alla parola "euri", mi sa un po' di anziana signora che prova a fare la giovane :D
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A questo punto aggiorno la mia tabella:
> https://drive.google.com/open?id=0B95919xdNRSrOF81MWJ1b3d4MzQ

mi dispiace ma "euri" rimane :D
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Quando hai una partita IVA il compenso è SEMPRE l'imponibile.
600 euro + 4% di cassa + IVA (non nel caso di un forfetario) - ritenuta d'acconto (non nel caso di un forfetario).
Per le spese di commercialista non ho idea per un forfetario. Per quel che ne so variano da zona a zona. C'è da dire che, non avendo spese detraibili, forse informandosi bene c'è la possibilità di fare da soli. Come fanno in molti agli inizi.
Euri fa tamarro di borgata. In ogni caso non si addice a una professionista. Mai scadere nel linguaggio quando pretendi rispetto per il tuo lavoro.
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ci sono altri errori di fondo.
Se fai la professione, cioè se firmi anche solo un progetto l'anno, l'iscrizione all'Ordine è necessaria, così come l'assicurazione.
Riassumendo. Se sei sotto i 5000 euro l'anno non conviene aprire una partita IVA.
Immediatamente sopra, se hai la possibilità di iscriverti all'Ordine, e di aprire una posizione Inarcassa, fallo perché conviene sempre e comunque.
Se fai la professione, sopra o sotto i 5000 euro devi iscriverti all'Ordine, e quindi conviene lavorare con partita IVA e Inarcassa.

Riguardo alla necessità di un commercialista per il forfetario, approfondirei:
www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/R…
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"Grazie dei consigli! Ah perciò quando uno studio mi propone un contratto a 600 euro non sarebbe compreso quel 4%, mi andrebbe girato in seguito. "

Diciamo che dipende dalla parolina magica che accompagna i 600 euri, ossia lordi o netti, attenta a chiarire questa cosa. Se sono netti quel famoso 4% dovrebbe esserti girato mensilmente, quindi dovresti ricevere, e fare di conseguenza fattura mebsile per, 624 euro.
Se si parla di 600 lordi vorrà dire quindi che in tasca ti resta una cifra inferiore.
Per il resto quoto tutti gli interventi precedenti al mio.
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Grazie gg per i chiarimenti. Per onor di cronaca ricordo che, come ben diceva Nina, "Ci sarebbe l'opzione della prestazione occasionale ma non è utilizzabile appunto per prestazioni di tipo continuativo".
Come ho già detto era più che altro per capire come funziona la p.iva, prima di andare in giro chiedendo compensi inadeguati. Ho fatto la tabella per avere la situazione chiara sotto mano e, dato che la mia stessa domanda se la pongono in molti, ho pensato che condividerla qui avrebbe fatto piacere a qualcuno.

Chiudo sottolineando che reputo molto importante riconoscere la situazione in cui ci si trova e comportarsi di conseguenza, senza esagerare nel prendersi troppo sul serio quando la situazione non lo richiede. Non sto cercando lavoro in questa bacheca. Sono già una professionista ben pagata con contratto a tempo determinato non con p.iva, ho il rispetto dei miei datori di lavoro e dei miei colleghi anche perché so quando si può fare una battuta (che piaccia o meno) e quando essere seri e professionali.

Anzi no, chiudo facendo notare l'amara verità: centinaia di ragazzi presi a partita iva a 600 euro al mese che se non sono iscritti ad inarcassa si ritrovano in mano poco più di 200 euro al mese. Spero che questo commento lo legga qualche professionista che paga qualcuno questa cifra e si metta la mano sul cuore.
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Ecco! Ora mi quadra tutto. Grazie della specifica Nina.
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@fram_zzi : sarò una tamarra di borgata, ma "euri" piace anche me! :-) Mi fa sembrare meno amaro il fatto che siano pochini...
Ovviamente nel linguaggio colloquiale con amici e colleghi, non è che in fattura ci scrivo "euri"... ;-)
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