collaborazione a provvigione

messaggio inserito martedì 12 dicembre 2017 da San1985

San1985 : [post n° 403791]

collaborazione a provvigione

Dopo anni in uno studio con P.IVA e fisso mensile a fronte ovviamente di un orario di lavoro full time fisso, vorrei proporre un cambio di rotta, iniziando a farmi pagare a PERCENTUALE e quindi non garantire più un orario fisso e potermi quindi anche concentrare su altri lavori miei.
Qualcuno lo fa? che percentuale chiede? su fatturato del singolo lavoro su cui collabora? sul netto che resta del singolo lavoro? su fatturato annuo? a ore sul lavoro su cui collabora???... non saprei proprio cosa chiedere!
Tenete conto che, allo stato attuale, lavoro con pc, programmi ecc dello studio ma devo pagarmi spese partita iva, commercialista, assicurazioni da sola.
d.n.a. :
Personalmente non lo faccio, e non lo farei mai.
i motivi sono vari, tipo devi essere con persone serie, e di cui ti fidi appieno, perchè molte realtà fatturano 100, ma un po' di illegalità ci sta sempre, e non mi spingo oltre, poi oltre ai normali rischi della P.iva, ti accolli pure il rischio incertezza sul saldo fatture rischiando di avere entrate saltuarie, magari abbandonati, ma imprevedibili. La difficoltà sul come quantificare il tuo guadagno, è il nodo della questione, perchè immagino, lo scopo sia quello di aumentare il tuo introito, e questo va diciamo "contro" lo scopo del tuo datore di lavoro. lo sbocco piu ovvio sarebbe quella di diventare socia dello studio.
Architettiamo :
Ma una assunzione normale no ? Che diavolo hai a fare una partita iva, con tutti i costi che porta, se sei in pratica un dipendente ? Ti assumessero e basta oppure fai la libera professione.

Praticamente paghi le tasse come un libero professionista ma prendi la paga come un dipendente. Sei nel mezzo, vivi un compromesso poco raccomandabile.

San1985 :
infatti la mia domanda nasce dal fatto che voglio cambiare questa condizione di dipendente non dipendente!
Siccome di contratto non se ne parla, l'alternativa è quella di inziare a fare sul serio la libera professionista, ma dato che non sono masochista e dove sono mi trovo bene, vorrei rimanere comunque "dentro" lo studio, avendo però più flessibilità e libertà di gestione per implementare i miei lavori.
Ovviamente devo dimenticarmi della sicurezza del fisso mensile, ma devo anche trovare un'altra formula che sia gestibile per tutti.
E non so dove sbattere la testa! per quello chiedo... voi come fate????
qualche consiglio/esperienza?
d.n.a. :
Ragionando a livello teorico, devi valutare che incidenza ha il tuo lavoro sullo studio, esempio se sei tu e dicciamo due titolari, incidi abbastanza, se siete 10 collaboratori e due titolari, incide poco la tua presenza. Se è u o studio in cui entri come socia, porti i tuoi clienti dentro lo studio, e condividi spese e incassi con la percentuale che decidi tu col tuo "nuovo" socio, ma giustamente come dici tu, è difficile da stabilire una % secca, senza una miriade di valutazioni. ripeto il naturale sbocco per la tua posizione è una società con i tuoi capi. io quei pochi lavori che ho avuto per conto mio li ho sempre fatti extra orario... il difficile è il cantiere...
patri :
Io ho concordato un fisso mensile con un tot. di ore lavorative a settimana, combinando i giorni o le mezze giornate in cui non ci sono con una collega in modo che ci sia sempre qualcuno in studio. Potrebbe essere una buona idea...
desnip :
"Praticamente paghi le tasse come un libero professionista ma prendi la paga come un dipendente.": di che scandalizzarsi? Mi sembra la condizione della maggior parte degli architetti che lavorano in uno studio...
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