abuso di titolo abilitativo

messaggio inserito mercoledì 21 marzo 2018 da cele

[post n° 407362]

abuso di titolo abilitativo

Buongiorno, ho collaborato con un sedicente architetto per la ristrutturazione di due appartamenti.
Dovevo fare io la progettista e lei il D.L.
Ma al momento di fornire la documentazione da inviare al SUET (Sportello Unico per l’Edilizia Telematica) mi confessa che non ha il titolo abilitativo di architetto.
A fronte di ciò gli chiedo di firmarmi una lettera di incarico, che non ha mai voluto firmare.
Morale della favola: ho inoltrato la Cila, per uno solo degli appartamenti, come incarico di architetto e D.L. per 600€, e lei, scopro dopo, ha ottenuto un compenso di 5000€.
Ho scritto all’ Ordine Architetti, ma dopo una settimana di non risposta, ho chiamato e mi hanno detto che non è di loro pertinenza e che devo denunciare alle autorità competenti. Mi chiedo cosa serve essere iscritti all’Ordine visto che non veniamo tutelati nella nostra professione? oltre salvaguardare eventuali clienti da abuso di professione?
Tra l’altro tale persona ha una postazione all’interno di un circolo privato, frequentata da molti soci, con tanto di targa e pannelli pubblicitari esposti con qualifica professionale.
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Denuncia alle autorità per esercizio abusivo di professione.
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Cmq non si dice "titolo abilitativo" alla professione, ma "titolo abilitante".
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Ho capito che è la sola strada da seguire. grazie
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oh si ho sbagliato a scrivere avendo in mente le pratiche edilizie.grazie
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ma il committente in tutto questo?
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Giusto. Che dice il committente?
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Il committente dopo una prima sorpresa iniziale non ha detto niente visto che poi io ho firmato come progettista e D.L. e quindi la pratica edilizia veniva inoltrata.
E io a quel punto, visto che già avevo fatto il progetto dell'appartamento per inoltrare la Cila sono andata avanti per non perdere la commessa.
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....ma io mi chiedo come faccia ad esercitare abusivamente... all'atto di presentazione della pratica casca il palco ogni volta e trova uno che gliela fa a 600 euro?
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comunque l'ordine ha facoltà e potere di intervento solo sugli iscritti, per i non iscritti ti devi riferire ai tribunali ordinari. E' giusto e logico quanto riferitoti dall'ordine.
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quindi per l'ordine è normale che ci sono persone non iscritte e che esercitano la professione?
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trova persone che ingenue come me, scoprono dopo, che il lavoro di responsabiltà è tutto il tuo, con maggior guadagno per la persona che si spaccia per professionista
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Ripeto: l'ordine non ha nessun potere sui non iscritti ed a mio avviso è giusto così; è una questione di competenze.
Ma hai mai dato un'occhiata al codice deontologico per caso?
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do ragione a ponteggi, l'ordine non ha competenza, non fosse altro che il compito principale che ne giustifica l'esistenza, è proprio quello di tenere aggiornato e disponibile l'albo professionale, che è l'elenco dei soggetti abilitati alla professione. L'ordine in poche parole è garante verso i cittadini che tu puoi esercitare, per riscontro, ovviamente chiunque non è iscritto, non può esercitare. se io disegno mobili per un cliente privato, e propongo una distribuzione interna, non occorre certo sia iscritto all'albo, e ovviamente se non presento una pratica in comune per spostare quei muri, non sto esercitando abusivamente la professione. il non collega del caso, infatti ha incaricato te che sei abilitato a presentare la pratica. oltretutto ha fatto un buon affare, ha preso 5000€ e ne ha spesi 600, ecco perché va chiesto il giusto per espletare una prestazione, benché siamo giovani e poveri.
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ma di fatto la DL chi la fa? tu o sto tizio.
che il committente non abbia battuto ciglio a me pare assurdo (a meno che sia fratello/marito/figlio/"amicone" del fantomatico architetto senza titoli)
quando è saltato fuori l'altarino io al tuo posto avrei detto "attaccatevi tutti al tram"
quello si prende 5000 euro non so come e tu 600 su cui pagare tasse ecc e hai pure tutte le responsabilità?
per me è una follia.
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Anche io ho avuto un assaggio di un comportamento del genere... ho lasciato lo studio, non si possono accettare queste cose.
Lei avviava i lavori, iniziava i cantieri senza battere ciglio contando sempre su fatto che "tanto un geometra che firma la pratica per 300€ lo trovo" a dir suo.. io non le ho firmato mai un bel niente, mi pento solo di non aver mandato i vigili sul cantiere!! Certa gente va fermata subito, a mio avviso non dovevi avallare il suo operato.
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Ciao, ho avuto il tuo stesso problema ...il 'finto collega' non commette alcun reato finché non firma e timbra come architetto; spacciarsi architetto / avvocato etc....in Italia non costituisce reato. Era compito del committente verificare che fosse architetto. Solo perché tu possa imparare dai miei errori
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