Costi Annuali partita IVA

messaggio inserito martedì 31 luglio 2018 da arch.carlo

[post n° 411284]

Costi Annuali partita IVA

Buonasera colleghi,
ho bisogno di un consiglio, l'impresa per la quale lavoro con contratto da dipendente a tempo indeterminato mi ha proposto di continuare a lavorare per loro aprendomi la partita IVA e si accollerebbero loro le spese inps, inail e inarcassa.
Volevo chiedervi:
-avendo appena compiuto 35 anni quali sono i costi annuali da sostenere, che in tal caso si accollerebbe l'impresa?
-mi conviene accettare e in quale modo riuscirei a non perderci economicamente, considerando che al momento guadagno 1000€?

grazie a tutti
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Che furboni!
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Buonasera Carlo,
sono rimasto alquanto perplesso dopo aver letto il tuo post. Ti faccio un esempio banale ma che serve per rendere l'idea e poi valuta tu se ne vale la pena...
In pratica tu stai guidando una ferrari, la tua azienda ad un certo punto ti propone di scambiare la tua ferrari con una panda, ma ti pagano loro la benzina...
Ne siamo proprio sicuri?
Non sono assolutamente esperto nel campo del diritto del lavoro, ma ho anche dei seri dubbi sulla legalità della loro proposta... Io non prenderei minimamente in considerazione tale proposta, ma se hai dei dubbi ti consiglio di rivolgerti ad un consulente del lavoro. In bocca al lupo!
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non farlo. Ora hai dei diritti (malattia, ferie, disoccupazione, ecc...) con p.iva meno di zero.
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E se fossi obbligato altrimenti licenziamento? A quali costi annuali andrei incontro? Considerando che questi costi pare che se li accolli l'impresa. E quali potrebbero essere (se ci sono!) i pochi vantaggi?

grazie
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Buongiorno Carlo,
finalmente ho due minuti per risponderti... Vedo che c'è la necessità di mettere in chiaro subito un paio di concetti:

1. Se apri p.iva non sarai più un dipendente ma sarai o un collaboratore esterno (se non sei iscritto ad un albo professionale) o un libero professionista (se hai l'iscrizione).

2. L'azienda non si "accollerà" nessuno dei costi che hai elencato, nel senso che pagate le fatture che presenterai, nessun altro onere sarà a suo carico, ma spetterà direttamente a te assolvere tutti gli adempimenti che ti spetteranno, tenendoti i soldi da parte e ricordandoti delle scadenze (tasse, contributi, ecc.).

3. Ho dei forti dubbi che trasformare un lavoro dipendente a tempo indeterminato in un rapporto dello stesso tipo mascherato da collaborazione a p.iva sia illegale, ribadisco che non sono un esperto di diritto e ti invito a rivolgerti ad un consulente del lavoro per chiarire questi aspetti.

Detto questo, se proprio vuoi farti un'idea dei costi da sostenere per una p.iva, possiamo fare delle ipotesi. Ti rimando ad un post di qualche tempo fa (dovresti trovarlo scorrendo la pagina) dove un architetto neoiscritto all'Ordine e in possesso di una nuova p.iva chiedeva, ipotizzando un compenso netto di 1000 €/mese, quanto avrebbe dovuto fatturare. Avevo colcolato un lordo di non meno di 1500 €/mese, considerrando però tutta una serie di agevolazioni, valuta tu se ne puoi goderne, altrimenti l'importo cambia.

Ricordati sempre che, al di là della questione economica, fare il dipendente con un contratto a tempo indeterminato non sarà mai uguale a fare il "dipendente" con p.iva. Infatti nel secondo caso non avrai nessun tipo di tutela, non avrai le ferie pagate, non avrai permessi, tasse e contributi saranno a tuo carico, e chi più ne ha più ne metta...

I (pochi) vantaggi della p.iva ci sono solo se concretamente fai la libera professione (quindi nessun rapporto di subordinazione e totale indipendenza nel gestire il lavoro che ti viene commissionato), non se continui di fatto a fare il dipendente come prima.

Quindi coraggio, non farti imbambolare da promesse fasulle e informati bene. In bocca al lupo!
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