Scelta della scuola

messaggio inserito venerdì 4 gennaio 2019 da Paolo

[post n° 416348]

Scelta della scuola

Buongiorno , avrei bisogno di un consiglio, mio figlio al termine del percorso della scuola media vorrebbe scegliere una scuola che lo prepari adeguatamente per poi scegliere la facoltà di architettura. Siamo indecisi tra il liceo scientifico e la scuola per geometri. Sono entrambe adatte,? Secondo voi qual è la migliore? Scegliendo il liceo potrebbe avere delle carenze tecniche che non gli consentono di accedere alla facoltà? Grazie saluti
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Buon giorno, ha idee belle chiare suo figlio, ne siamo felici... avrà tempo di pentirsene (considerazione mia personale, misto tra ironico e serio, ma la prenda come una battuta di spirito)
Esperienza personale, prima di architettura ho fatto il geometra, ma sono passati 20 anni da quando ho finito purtroppo, e la scuola è molto cambiata. Mi ha preparato molto dal punto di vista tecnico, ed in definitiva non ho avuto grossi problemi a laurearmi, salvo nelle materie scientifiche e matematiche, in cui avevo carenze, che i liceali scientifici non avevano, di contro, i liceali, non hanno nulla di tecnico come formazione di base, per cui trovavano difficoltà nel "come costruire" le loro idee. Architettura è autoreferenziale, quindi ti insegnano cosa studiare, per capirsi, ho visto laurearsi gente del linguistico, o addirittura da ragioneria, quindi faccia lei.
Per quello che so, le classi dai geometri sono praticamente vuote almeno dalle mie parti, e considerando che ormai col solo diploma, visto oggi quanti architetti e ingegneri ci sono, si fa dal si e no l'operaio o il disegnatore cad, difficilmente il libero professionista, sopratutto se non si ha lo studio avviato.
ora da oggi, a quando suo figlio sarà laureato, passeranno almeno 10 anni se va bene, io di sicuro non ho la palla di cristallo, quindi le consiglio, quello che consiglierei a mio figlio, ovvero fa quello che ti piace, senza badare tanto al futuro. Ps io volevo fare il geometra in prima elementare, ci sono riuscito,poi ho continuato, visto che ero abbastanza bravo e ora a quasi 40 anni, non mi sono pentito delle mie scelte scolatiche, ma non le nascondo che è molto molto dura la professione oggi, come tutte le altre del resto, e col senno di poi farei altro, ma non saprei dirle cosa. Auguri
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Personalmente, ho visto quelli del classico arrancare solo per il primo mese alla facoltà di architettura. Partano spaesati, poi divorano gli esami e si rivelano dei fuoriclasse.
Io ho fatto il geometra: ero brava a scuola, lo sono stata all'università ma, indubbiamente, mi mancava il metodo di studio e l'abitudine a studiare: diciamo che sono arrivata all'università fresca come una rosa, ho dovuto trovare da sola il mio metodo.
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Concordo con Sissi, sicuramente i licei ti offrono un metodo di studio che i tecnici non sono in grado di fare. Vero è che se vuoi veramente affrontare un percorso di studi universitario il metodo lo apprenderai da solo, ma sarà molto più faticoso.
PS vengo dal liceo artistico
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Se non disponete di un parente con studio avviato che può instradarlo meglio scegliere una scuola superiore generica dal punto di vista formativo, Il ragazzino è piccolo, può cambiare idea nel corso degli anni, magari deciderà di voler fare il medico o il commercialista e avrà difficoltà con un diploma di geometra. Tanto più che ad architettura anche i diplomati al classico se la cavano più che egregiamente, l'importante è essere preparati col metodo di studio più che con le nozioni in sè
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concordo con Nina, a 14 anni essere certi di cosa si vorrà fare per il resto della propria vita, è un po' difficile. Il liceo scientifico apre a più fronti e tiene aperte diverse porte. Anche io ho fatto un liceo scientifico e magari sono stata un po' più avvantaggiata rispetto a chi proveniva da un geometra piuttosto che da un classico in esami "matematici" ma il vantaggio è durato ben poco... anzi ricordo che i primi mesi di corso più di un docente diceva che in realtà gli studenti che arrivavano dai licei (classico sopprattutto), erano quelli che sul lungo periodo si rivelavano migliori, proprio perchè avevano un metodo di studio di un certo tipo, mentre chi arrivava dal geometra in realtà, avendo già una formazione piuttosto specifica faceva più fatica a fare il cosiddetto "salto di qualità" e andare oltre. Ovviamente poi il resto si gioca tutto sulla voglia di studiare e sulla predisposizione alla materia, come in qualunque campo!
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Quando facevo io l'università i professori prediligevano quelli che venivano dal liceo perchè potevano plasmarli come volevano mentre chi aveva fatto geometra o l'istituto d'arte, come me, era malvisto perchè aveva già un suo metodo di lavoro. Io ho sempre studiato allo stesso modo dalle scuole medie all'università e non ho mai trovato qualcuno del liceo che fosse poi così avvantaggiato dal metodo di studio in sè. Certo le differenze c'erano magari sugli argomenti scentifici che loro avevano già affrontato al liceo ma in compenso erano molto più in difficoltà con il disegno(e hai miei tempi quando si disegnava a mano la differenza era notevole). Comunque in generale anche io non consiglierei di instradarlo su questo campo se non avete nessun parente del settore, me lo avessero detto prima avrei fatto ragioneria!
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Ah, Sissi, che bello essere considerata una fuoriclasse per una volta! :-)
Cmq, da liceale classica, vorrei dire che la differenza la faceva non tanto il metodo di studio, quanto l'"umiltà".
A differenza di chi proveniva dallo scientifico, dal geometra o dai licei artistici, noi eravamo consapevoli di dover partire da zero in molte materie (disegno, materie scientifiche, ecc.).
Per questo affrontavamo gli esami con meno tracotanza. Io come primo esame feci analisi matematica insieme a un amico proveniente da un istituto tecnico informatico. Faceva il gradasso, perchè lui "aveva già fatto" tante cose dello studio delle funzioni ecc.. Risultato: io 28, lui bocciato.
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Grazie dei preziosi consigli ne faremo tesoro. Un caro saluto da tutti noi.
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Grazie mille della preziosa risposta. Saluti
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Grazie molto gentile. Saluti
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Grazie mille. Saluti
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Ottime informazioni grazie. Saluti
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Grazie molto gentile. Saluti
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ho fatto il liceo scientifico prima di fare architettura.
i compagni di corso che provenivano da istituti di geometri o artistici erano dei treni nei laboratori, nel disegno e nelle presentazioni (a patto che il loro gusto collimasse con quello del docente di turno) ma arrancavano in tutte le materie umanistiche (tutti gli esami di storia dell'architettura, morfologia urbana, urbanistica ecc) e in quelle scientifiche.
inoltre, a me al politecnico di milano sono capitati testi materia di esame di storia dell'architettura con interi paragrafi o pagine in latino, estratti da testi storici, senza traduzione (chi ha avuto patetta se li ricorderà...), e ho potuto studiarli senza problemi grazie agli studi in latino fatti.
chi usciva dal classico era molto avvantaggiato sul metodo di studio, viaggiava a ritmi notevoli nelle materie umaninistiche, era in grossissima difficoltà sulle materie tecniche e scientifiche, ma solo all'inizio perchè poi le lacune venivano colmate.
chi usciva dallo scientifico era svantaggiato nei laboratori, anche se non come quelli del classico perchè comunque il disegno tecnico era ampiamente trattato nel quinquennio liceale, ma si destreggiava molto bene come quelli del classico nelle materie umanistiche e nel metodo di studio, per poi comunque procedere anche nei laboratori senza problemi.
personalmente, consiglio di scegliere un liceo scientifico o classico non solo perchè getta le basi del metodo di studio e amplia la mente in tutto ciò che è pensiero critico, umanesimo, ma soprattutto perchè al termine del percorso si hanno varie possibilità di scegliere: una scuola superiore tecnica o prettamente artistica limita le scelte post diploma, che siano universitarie o lavorative.
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Grazie molto gentile a dedicarci tempo e fornirci queste preziose informazioni di cui faremo tesoro. Tanti cari saluti.
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Ti riporto la mia esperienza: Io ho fatto l'Istituto d'arte e poi architettura. A 14 anni sapevo solo che amavo disegnare, non volevo certo fare l'architetto. Il periodo delle superiori è stato bellissimo perchè avevo scelto la scuola in base ai miei veri interessi (i miei genitori erano inizialmente contrari). Poi finite le superiori ho capito che con quel diploma non avevo molto in mano, mi piaceva studiare e ho deciso di proseguire in una facoltà che mi consentisse anche di "fare", di mettere in pratica gli aspetti teorici dello studio. L'università è stata molto faticosa, non avevo le basi necessarie ma molta volontà. Mi sono laureata con 110, successivamente, oltre a lavorare in studi tecnici e a fare supplenze a scuola, ho continuato a collaborare con il mio relatore di tesi, mi sono via via specializzata in un campo che inizialmente conoscevo poco e oggi mi piace molto, che mi ha dato molte soddisfazioni e mi ha consentito di fare ricerca all'università.
Oggi sono felice del percorso fatto. Lavoro per enti pubblici (come libero professionista) in questo campo, ho all'attivo alcune pubblicazioni, ho tenuto convegni e corsi di formazione a tecnici, e sono insegnante di ruolo a scuola.
Per concludere: non sempre quello che razionalmente può sembrare la scelta razionalmente più azzeccata è effettivamente la migliore. Il mio percorso non è stato affatto lineare, ho sempre cercato di fare quello che mi piaceva ma tenendo sempre i piedi per terra.
Per rispondere alla tua domanda: credo che tuo figlio dovrebbe scegliere la scuola superiore che è più in linea con i suoi interessi ad oggi (questo è quello che dico ai genitori dei ragazzi di terza media: scegliere in base alle proprie passioni). Magari oggi ha le idee chiarissime sul suo futuro e domani le cambierà: meglio allora fare una scuola che gli piace. Per la mia esperienza, comunque, in generale le persone che provenivano dai licei (scientifici e classici) avevano meno difficoltà nell'affrontare lo studio all'università. Gli altri (scuole professionali ed istituti tecnici, ecc.), me compresa, facevano molta più fatica.
In bocca al lupo per la scelta!
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Grazie dei Preziosi Consigli e del tempo che ci ha dedicato. Saluti
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Intanto complimenti al figlio, a prescindere dal disfattismo di qualche collega, l'architettura è un'arte nobilissima e nutrire amore ed interesse verso la stessa già in tenera età è sinonimo di sensibilità fuori dal comune qualità rarissima al giorno d'oggi, di cui deve essere fiero.
Detto questo il vero discrimine per scegliere la scuola superiore è legato alle possibilità che pensa di poter garantire a suo figlio prima ancora delle specificità dello stesso.
L'università è un percorso lungo, complesso, duro, frutto di moltissime gioie ed altrettanti dolori, che anche economicamente può pesare non poco sulla famiglia prima e sullo studente poi.
Se lei e suo figlio siete certi del percorso e siete certi che l'università sarà una tappa imprescindibile della formazione un buon liceo è senza dubbio la scuola perfetta perchè per carico di lavoro e mindset che forma prepara in maniera più che adeguata all'università a prescindere dal percorso che poi si andrà ad intraprendere.
In merito a quale liceo le hanno riportato diverse esperienze, io provengo da uno scientifico e ad architettura (sono un magistrale vecchio ordinamento, per capirci siamo all'equipollente di ingegneria edile) mi sono trovato benissimo, così altri colleghi provenienti dai classici e dai licei artistici.
Colleghi provenienti da professionali e tecnici hanno avuto ovviamente più difficoltà principalmente perchè inadeguati dal punto di vista del metodo di studio che è invece un aspetto imprescindibile dei percorsi accademici.
Intendiamoci con la volontà si può fare l'università con qualunque titolo pregresso (ho una carissima collega che proveniva da un pedagogico) ma come dicevo precedentemente se il futuro è CERTO essere l'università meglio il liceo.

Detto questo in bocca al lupo al figlio e se riesce a reperirlo gli regali "sulle Orme di Palladio" di Gregotti edito da Laterza, un breve saggio sulla formazione e sulle specificità degli architetti, se ha davvero amore per la materia lo apprezzerà senza dubbio.
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La ringraziamo per i preziosi consigli, ne faremo tesoro, troppo gentile a dedicarci tempo ed energie. Tanti saluti.
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