Cliente che non paga

messaggio inserito mercoledì 22 maggio 2019 da Ale277

[post n° 421524]

Cliente che non paga

Ciao a tutti,

provo a scrivere qui per capire come poter gestire questa questione che al momento vedo abbastanza nera..

Situazione: lavoro in un ufficio di medie dimensioni, pieno di commesse e con dei progetti molto pregevoli per circa due anni e mezzo, ma stanco della bassa paga, dei paraculati, e degli orari me ne vado sperando in un lavoro più cristiano; risultato: forse era meglio se rimanevo dov'ero (togliamo il forse).
Trovo velocemente un altro lavoro e mi accordo con il mio nuovo - ormai ex - capo per una cifra, mi paga il primo mese. Da li in poi il declino, mi dice che secondo lui non vado bene, che per le mie competenze chiedo troppi soldi, che non so fare niente, che sono un peso (non me lo aveva mai detto nessuno da quando lavoro) che valgo come uno stagista..morale della favola prima mi prolunga il periodo di prova, mi rivede il compenso, poi mi lascia a casa, il tutto senza pagarmi due mesi e quindici giorni di lavoro svolto. Sono rimasto un totale 3 mesi e 15 giorni.
Per onor di precisione, ero li fisso non meno di 9 ore e mezzo al giorno + treno + autobus per un totale di minimo 13 ore fuori casa se non c'erano problemi, il mio unico excollega lavora come un deficiente tipo 12 ore se non più.

Nell'andarmene mi prendo copia delle "quattro cose" che ho fatto in questo periodo (cosa che ho sempre fatto per solo scopo archivistico/portfolio), poco dopo essermene andato mi scrive un email dicendo che non mi vuole pagare perché mi sono indebitamente appropriato del materiale dello studio e che provvederà a valutare se la cosa comporta reato.
Ho poi scoperto che prima di me un collaboratore era durato tre settimane, un altro un mese scarso, ecc..

Ho cercato di capire come comportarmi con un amico avvocato che mi ha rinfrancato relativamente alla indebita appropriazione, ma mi ha fondamentalmente detto che i soldi li vedrò con il binocolo.
Dimenticavo, a mesi diventerò padre e quindi quei soldi, non tanto per un capriccio personale, mi facevano comodo. Il titolare lo sapeva bene ma a quanto pare non gliene importa molto.
Che bello il mondo delle p.iva eh..

Guardiamo il lato positivo, diventerò papà.

un saluto da un peso,
Ale

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Per prima cosa, la cosa più importante! Congratulazioni per il neo papà!

Il resto purtroppo è una situazione, anche se con sfaccettature diverse, vista e rivista. Gli studi sfruttano chi lavorano per loro pur di avanzare nell'ambito lavorativo. Fine della canzone. Potrei scrivere mille cose ma il succo della questione è questo.

In questo lasso di tempo non hai avuto modo di avere contatto con clienti? Sarebbe un passo fondamentale, vista la situazione, mettersi per conto proprio e aprirsi uno studiolo di zona, per poi espandersi. Magari se hai dei contatti - con la scusa di un caffé - fai uscire il discorso che ti sei staccato da tutti e che operi per conto tuo.
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Grazie per la risposta Kajo!

ci sono più problemi di fondo, non sono una scusa per non lavorare eh..

1- Non sono di qui, nel senso che abito in una città che non è dove sono cresciuto, quindi eventuali contatti che potrei avere anche grazie ad amici e parenti (cosa che non mi è mai piaciuta) non ne ho.
2- Non lavoro dove abito, purtroppo la città dove abito non offre molto spazio agli architetti in genere e c'è poco lavoro quindi da quando mi sono trasferito qui per via del lavoro di mia moglie, quattro anni fa, ho sempre lavorato nella provincia vicina che al contrario forse è l'unica d'Italia o comunque una delle poche dove c'è molto lavoro.
3- essendo un """giovane""" architetto collaboratore, nei primi anni di professione ho messo via poco nulla e se posso evitare come la peste di aprire uno studio mio e fare debiti sono ben contento.

Questa situazione è tale per molti nostri colleghi e sinceramente non è per nulla giusto, tant'è che purtroppo o ci allineiamo a come vanno le cose o possiamo prendere la porta, cosa che hanno fatto tantissimi amici miei. Cosa a cui penso spesso anche io. Poi magari non sarà la soluzione di ogni male, ma di rado sento lamentarsi chi è andato via.

Di base stavo comunque pensando di appendere la matita al chiodo e cercarmi altro, ovviamente mia moglie mi esorta a farlo da sempre.
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Ti capisco/capiamo Ale277, se scorri indietro ne trovi a decine di questioni come la tua, dubito che rivedrai quei soldi, e se li rivedrai sarà solo per caparbietà del tuo avvocato, ma non so quanti tolte le spese te ne resteranno in tasca, e magari, il tuo bimbo andrà già a scuola.
Cosa dirti, in bocca al lupo, ormai sempre piu colleghi, sopratutto quelli che hanno lavorato post crisi 2009, stanno appendendo la matita al chiodo. Una generazione di tecnici che sta andando in fumo, e che vedrai tra 10/15/20 anni, come saranno messe le professioni tecniche quando le generazioni attuali saranno avviate alla pensione.
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Grazie d.n.a. per la tua risposta e mi tengo stretto l'in bocca al lupo!

io in quel periodo ero a metà del percorso universitario e non voglio pensare che casino sia stato per chi aveva 5-10 anni più di me..

L'avvocato stesso mi ha detto forse non ne vale la pena appunto perché di situazioni così ne ha viste e ne vede parecchie; la sua compagna è architetto.

Come tutte le cose di questo genere, come dici anche tu, tra 10-20 anni si scandalizzeranno e magari porranno un rimedio al problema, anche se dubito; nel contempo ci saranno meno architetti-avvocati-ingegneri-medici (che già sono in gran calo).
Spero di lasciarmi questi problemi alle spalle il prima possibile; magari tra qualche anno da un paese più civile, anche se per questioni familiari ad oggi la vedo cosa dura. Mio cognato a Stoccarda pare stia ben bene..

un saluto e grazie per la comprensione,
Ale
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Sinceramente non penso, come anche tu affermi, che tutti i mali vengono a risolversi quando si espatria per trovare lavoro al di fuori. Nel nostro settore, andare in un paese estero significa prima di tutto non fare la professione. E' raro e difficilissimo trovare uno studio affermato (o giù di lì) che investa e paga un architetto italiano - se non di indubbio talento - spesato come si deve. Se vai fuori ti "raccatti" il lavoro che trovi che ti permette di vivere al mese (si è un po', o forse "un po' meglio" di quello che riusciamo a fare noi in Italia da liberi professionisti).
Piccolo esempio: ho un caro amico Architetto che sta a Londra a fare il lavapiatti per pagarsi l'affitto della camera e nelle notti lavora al portfolio sperando che qualche studio di fama mondiale lo prenda. Per carità tutto è lecito, ma nel portfolio bisogna mettere lavori veri..... ma questa è un'altra storia.

Il discorso è che il lavoro bisogna crearselo, non è semplice e anche io tempo addietro posi la domanda del "come gestite il tempo morto?" essendo di primo pelo io stesso ho ancora piccole difficoltà a gestire quelle giornate in cui non c'è nulla da fare che in questo campo sono fisiologiche. Poi sono dell'idea che oggi il passaparola corre sul web, un mondo vasto e dove è troppo facile far disperdere le informazioni. Pure quì ci vuole una laurea.

In fin dei conti è sufficiente quella botta di fortuna, quel lavoretto che fatto bene te ne porta altri e così via. Io son dell'idea che mai si inizia mai si vedranno progressi anche se piccoli. Aprirsi uno studio è dispendioso ma comunque è possibile lavorare da "remoto". Poi ripeto che è normale che bisogna trovare la prima commessa ed è il vero lavoro snervante di chi deve iniziare da solo.

Comunque sia ti auguro il meglio per te e la famiglia che si allarga! Mai demordere e perdere le speranze. I lavori più soddisfacenti li ho trovato il giorno seguente ad una giornata di disperazione con le tasche quasi vuote.
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aspettalo sotto casa!
Scherzi a parte, ma il senso è quello, ho imparato col tempo che bisogna stargli addosso e non mollare. Alla fine si stancano e pagano per la disperazione, lascia perdere avvocati e decreti ingiuntivi.
Hai mai visto il film "rimetti a noi i nostri debiti" con Giallini e Santamaria?
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Ciao ALe277,

Piena solidarietà per ciò che stai vivendo e i più sinceri auguri per il tuo prossimo futuro.

Per quanto riguarda il materiale che ti sei portato via, sarebbe stato meglio che tu avessi prima chiesto; ma se sono lavori ai quali hai collaborato, eviti di divulgare dati sensibili e fai la dovuta citazione dello studio o dell'architetto che detiene la proprietà intellettuale, io non ci vedo grossi problemi (è tutta pubblicità per lui, c'ha poco da lamentarsi). Soprattutto se tale architetto non ti abbia fatto sottoscrivere un accordo di riservatezza, cosa che dubito, l'appropriazione indebita che ti viene contestata è evidente che sia un'altra scusa per non pagare.

Ora la butto lì, sperando che anche i colleghi del forum dicano la loro (perchè magari è una caxxata)... Non si potrebbe scrivere due righe all'Ordine di appartenenza del tuo ex titolare raccontando la situazione? Forse è il tuo stesso Ordine (non lo so) e ciò che è successo è un torto ad opera di un iscritto nei confronti di un altro iscritto, che almeno sulla carta valgono uguale. Molto probabilmente non servirà a niente, perchè gli Ordini sono in mano a personaggi che abitualmente compiono queste prodezze (sfruttare le gente)... Però almeno fai sentire la voce e magari "alzando un po' il tappeto si fa vedere quanta polvere c'è sotto".
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Scrivere all'ordine non serve a nulla perchè l'avventura capitata all'utente è ordinaria amministrazione, tutti i professionisti lo sanno e gli ordini non mi pare abbiano mai fatto la voce grossa. Non vedo perchè dovrebbero mutare la situazione con una segnalazione.
Nel quotare l'hint di @ponteggi (tra il serio ed il faceto...ma neanche troppo) sull'aspettare il gentiluomo sotto casa, consiglio anche io il bombardamento sul pagamento a mezzo email, telefonate, messaggi ecc. Non a livello stalking, ma una volta a settimana può starci.
Sulla questione indebita appropriazione sono molto dubbioso invece perchè se è materiale su cui hai lavorato è lecito tu possa averne traccia.
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@kajo

Personalmente ho solo esempio positivi di chi se ne è andato. Ovviamente c'è caso e caso, ma se uno vuole andare a Londra oggi, è una bella scommessa. Forse troppo scommessa. Ho comunque amici in Inghilterra e paesi vari del nord europa in primis Germania. Se dovessi scegliere un paese, scegliere senza dubbio la Germania, costo della vita non diversissimo dal nostro, stipendi alti, politiche sociali forti. Fonte: mio cognato (non è arch.).

Il problema del lavorare da solo lo ho già valutato più volte, in primis la mancanza di soldi per partire e ancora la non molta esperienza mi bloccano; per ora ho un esperienza frammentaria data spesso dall'andamento del mercato in quanto spesso cambiavo studi per mancanza di commesse o anche solo per miglioramento personale (leggi anche aumento di stipendio).
Purtroppo mi viene anche da dire che il cliente medio italiano guarda tanto all'apparenza, se arrivi con l'Audi A3 nuova, vestito bene, bello studio in centro sei già vincente; al contrario se arrivi con la tua grandepunto scalcagnata e ti metti che so a accogliere i clienti a casa perché lavori da li, parti male.

Per il resto, mai mollare, sempre e comunque e grazie per gli auguri!

@ponteggiroma

Lo aspetto sotto casa con una banda di brutta gente ;)
Film mai visto, per ora.

@Red

Grazie per gli auguri!
Hai inquadrato la situazione, gli ho detto le stesse cose in relazione alla privacy, che mi sarei attenuto a mantenere. Il mio amico avv. mi ha confermato che non ho fatto nulla di male (sempre fatto del resto). Nessun accordo di riservatezza, solito lavoro con stretta di mano e via.
Anche l'avv. mi diceva che volendo potrei fare un esposto all'ordine, però non vorrei tagliarmi le gambe da solo in caso di ripicca è comunque una buona piazza per lavorare. Non è il mio ordine, anzi io non ho nemmeno fatto il cambio d'ordine quando cambiai residenza.

@Franz

Gli scasserò la minchia, con moderazione.


Una cosa che davvero non capisco e ne parlavo con l'avv. è: perché se una ditta ti obbliga ad aprire p.iva (non facente capo ad un ordine) e ti fa lavorare come un dipendente puoi fargli causa, invece se uno studio professionale ti fa lavorare nella medesima maniera ma tu hai una p.iva facente capo ad un ordine non puoi farci nulla?
E' un paradosso che non riesco a comprendere.
Ma l'ordine, a parte prendere la quota annuale, serve anche a qualcosa?

un saluto,
Ale
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Ti rispondo partendo dal tuo ultimo quesito. No. L'ordine non serve a nulla. Almeno non più.

Comunque sia, ti appoggio perfettamente: l'architetto deve farsi ben vedere. Dall'abbigliamento al mezzo di trasporto. Almeno è quello che la società odierna quasi ci impone. Tutto a discapito delle nostre tasche. Per lo studio non ti so' dire, molti architetti rinomati hanno lo studio nella propria casa (parliamo di ville e villini) con spazio dedicato appositamente a ricevere clienti. E' tutta questione di target.

Purtroppo cause o non cause è marcio tutto il sistema. I liberi professionisti sono per nulla tutelati
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Caro Ale277, io sto in Germania, e ti posso dire che il racconto di Kajo va assolutamente smentito. Chiaro è che non si regala mai niente, Tuttavia qui, in Francia e in Inghilterra si lavora. Bisogna anche sapersi presentare e scegliere dove cercare lavoro come sempre, ma questo è ovvio, non tutti ci riescono spesso perchè non sanno proprio come cercare. Io in 4 anni ho conosciouto diversi colleghi italiani, chi prima chi poi, sono tutti occupati regolarmente come architetti, e anche regolarmente pagati. in questo tempo ho praticamente raddoppiato il mio stipendio partendo senza conoscenza della lingua (e ancora il mio tedesco è terrificante!). Mi sono trasferito con moglie (pure architetto) e un figlio di 2 anni. Fossi in te mi troverei un lavoro qualsiasi e mi studierei una bella lingua straniera. Buon lavoro!
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Grazie per la risposta Alessandro..

Ovviamente io non intendevo dire che dovunque fuori dall'Italia è rosa e fiori, ci vogliono sempre tanto impegno e perseveranza, però mi rinfranca la tua esperienza.
Più avanti se dovessi decidere il gran passo punterei proprio ad andare in Germania (però dovrei convincere anche mia moglie), contando anche che per fortuna un minimo di terminologia tecnica tedesca la conosco, anche se la lingua in senso più ampio non la conosco affatto bene.
Ho una cara amica che sta a Londra da tanti anni, si è sempre fatta un culo come una capanna ed ha preso responsabilità sempre crescenti, ma lo stesso impegno qui non sarebbe stato ripagato a quel modo.
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Ciao Ale,

riguardo l'ultimo punto, la risposta è semplice: dobbiamo ringraziare la mai purtroppo dimenticata Elsa (Fornero), che nel funesto 2012, nella stessa legge emanata per combattere le false p.iva, ha accuratamente escluso dall'applicazione della stessa tutti gli iscritti agli ordini professionali (quindi architetti, avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.)... In questo modo ha permesso ai personaggi citati prima di continuare a sfruttare le nuove leve. Ciò è avvenuto perchè gli Ordini stessi hanno fatto pressioni sostenendo che il cambiamento del sistema avrebbe messo in crisi l'intero settore... Come si è visto il lasciar le cose così com'erano e sono tutt'ora ha giovato molto... Evviva l'Italia!
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