compenso professionale per lavori in condominio con superbonus 110%

messaggio inserito sabato 29 agosto 2020 da fabioelio

[post n° 435965]

compenso professionale per lavori in condominio con superbonus 110%

saluti a tutti
mi trovo in una situazione poco chiara e Vi chiedo consiglio.
condominio di due palazzine ha deliberato lo scorso anno ok a lavori per rifacimento facciate per caduta di copriferri e situazione di pericolo. Lavori previsti a marzo e io nominato da assemblea come DL.
nel frattempo lavori nn partono per blocco Covid ed esce superbonus. Amministratore che ha già ok del Condominio (120 appartamenti circa) decide di ampliare i lavori e usando beneficio contenimento energetico trainare quanti più lavori possibili (tetto di una delle due palazzine, infissi e avvolgibili, schermature solari, cappotto e eventuale facciate ventilate, adeguamento impianti elettrici...etc..), insomma tutto lo scibile dell'architettura.
preso atto che il vecchio contratto con l'impresa che ha vinto la vecchia gara è da rifare, l'Amministratore mi dice che poiché il condominio è cedente il credito alla banca sarà la stessa impresa a pagare il mio compenso.
Ora, secondo me ha preso una cantonata, in quanto mi sembra che questo sia palesemente contro la deontologia che dice che nn può esserci commistione di interessi tra impresa e DL. io ho un contratto firmato con il condominio, quindi credo che sia in essere una responsabilità economica da parte del condominio stesso.
Altro problema è sulle APE.
l'amministratore mi ha chiesto di redigere sia quella ante che post.
ora sulla base del vecchio contratto nn ci sarebbero problemi ma ora che il lavoro ha parti di progetto che vanno depositate per autorizzazione paesaggistica per le facciate sono quasi sicuro che lui debba affidarsi a terzo estraneo. nn credo neanche io possa "subappaltarlo" a altro tecnico di mia fiducia...
che ne pensate?
ogni consiglio è graditissimo...
grazie.


:
Il meccanismo che le è stato prospettato è vittima dell'ormai assordante concetto che il committente (qualunque esso sia) a fronte del 110, "non paga nulla". Peccato che i professionisti non siano imprese e pertanto non ci si può permettere nessun incarico gratuito.

Purtroppo invece è questa una prassi che si sta consolidando, sopratutto appannaggio delle grandi imprese che a fronte di tecnici a stipendio, possono permettersi il lusso di "non far pagare" direttamente il committente.
Certamente emulazioni di questa strategia svincolate però da circostanze di un legame di subordinazione effettiva (cioè professionista garante di terzietà rispetto all'impresa che si "accordano"), sono daccordo che siano deontologicamente discutibili (controllore e controllato) anche se non vietato.

Tornando alla questione specifica: ritengo che non si abbia granché da discutere in quanto se Lei come immagino ed interpreto ha firmato un regolare contratto di incarico in cui sono specificati gli obblighi reciproci, intenderei la "trovata" del condominio come contraria agli accordi e quindi semmai anche suscettibile di rescindibilità per "giusta causa", con pagamento dei compensi per il lavoro svolto e anche una penale per il mancato utile.

Invece sul piano degli APE, è consolidata opinione di circostanza che anche il progettista/dl possa firmarli in quanto trattasi di "strumenti convenzionali" finalizzati a determinare degli "scenari di intervento", e quindi hanno uno scopo diverso rispetto dagli Attestati da produrre a fine lavori seguendo il principio invece della terzietà. Nulla vieta (ed anzi a mio giudizio è consigliato) affidare l'incarico della "dimostrazione dell'intervento" ad un altro professionista "collaboratore".
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