Obbligo RC per collaborazioni occasionali?

messaggio inserito lunedì 21 settembre 2020 da Liz

[post n° 437071]

Obbligo RC per collaborazioni occasionali?

Salve, avrei bisogno di un consiglio per quando riguarda la stipula della polizza assicurativa RC.
Premetto: mi sono iscritta all'albo degli architetti ed ho aperto una partita iva a inizio anno, fino ad ora ho lavorato con collaborazioni occasionali per alcuni studi, elaborando pratiche, facendo rilievi o occupandomi della parte grafica, ovviamente il mio nome non è mai risultato in tali progetti, che sono sempre stati firmati dagli architetti proprietari degli studi.

Cercando su internet non ho trovato risposte effettive all'obbligo di stipula della polizza riferita al mio caso, chiedo quindi a voi sperando di capire meglio come gestire questa situazione.

Non avendo clienti propri, e non firmando quindi contratti con essi, o effettivi progetti, devo comunque stipulare la polizza o posso aspettare fino al momento in cui non risulterò come tecnico in un progetto?

Ringrazio chiunque abbia voglia di rispondermi!
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Ciao Liz non hai bisogno di assicurazione RC fino a quando non firmi con tuo nome ( asseverazione ) una CILA, SCIA, PDC.. ovvero fino a quando non sei responsabile civilmente e penalmente di qualcosa!
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Nel momento in cui si diventa architetti liberi professionisti l'RC professionale è obbligatoria indipendentemente dal tipo di prestazione svolta e dal firmare o meno progetti.

Del resto è obbligatorio anche indicare gli estremi della polizza nel disciplinare d'incarico che riguarda qualsiasi rapporto lavorativo tra il professionista e il committente.
Anche per una consulenza su l'arredamento d'interni dove non occorre firmare nulla potresti commettere un errore e causare un danno economico al committente dunque va da se che occorra anche in quei casi.

https://www.professionearchitetto.it/press/professione/rc-profession…
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Fermo restando che l'attività professionale specialistica di tecnico abilitato non può essere in nessun caso assimilata ad una collaborazione occasionale, è stato più volte chiarito da numerosi interpelli agli ordini di appartenenza che nel momento in cui si verificano le due condizioni principali (iscrizione all'albo e apertura p.iva), è obbligatorio dotarsi di RC professionale, indipendentemente dalla reale attività svolta.
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Grazie oiks!
il fatto è che non compaio nei disciplinari d'incarico, essendo collaborazione con il proprietario dello studio (è lui che firma disciplinare d'incarico con la committenza).

Infatti anche dal link che hai pubblicato pubblicato leggo questo:
"L’obbligo è a carico dei professionisti che pongono la firma su un progetto e sono responsabili direttamente nei confronti del cliente per il lavoro svolto.
Sono esclusi invece gli esperti che esercitano mansioni alle dipendenze di fatto di uno studio professionale di un ente pubblico o di una pubblica amministrazione."

Per questo mi son sorti dei dubbi
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Grazie Chiara! Anche io ero convinta della stessa cosa
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Grazie!
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liz, forse ti sfugge che avendo partita iva e iscriozione all'albo tu svolgi una prestazione nei confronti del titolare dello studio e quindi il contratto è con lui. non sei una sua subordinata; o sei una sua pari che quindi stipula un accordo e stabilisce le condizioni, e devi comunque fare RC se sbagli a fare il rilievo ad esempio, o sei una subordinata e quindi devi avere le tutele del dipendente.
mi sfugge il senso di avere partita iva e fare prestazione occasionale, vietata tra l'altro per noi, se con questo intendi che non emetti fattura ma fai ricevuta.
la RC è obbligatoria come dice oiks nel momento in cui sei iscritta E hai partita iva, cioè sei una professionista che quindi soggiace al dl 138/2011. ci sono varie forme di RC, con varie coperture. se ad esempio non fai DL, non metti questa voce, ma sei comunque obbligata ad aprire una posizione assicurativa. quello che dice chiara è sbagliato.
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Io penso che l'assicurazione RC sia legata solo al fatto di essere responsabili per un titolo edilizio. Se un professionista lavora in uno studio a p.iva, senza obbligo di firma sui progetti, offre una consulenza, il collaboratore non firmando niente quindi non è responsabile. Semmai in quel caso, se si facesse male in studio ( o in cantiere durante un sopralluogo) dovrebbe avere una copertura antinfortunistica! Non facciamoci fregare dalle assicurazioni che spillano soldi a giovani iscritti.
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Valgono le regole scritte purtroppo, non quello che si "pensa". Invito tutti coloro che hanno ancora dei dubbi, a rileggersi le norme deontologiche.
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Ma scusa Chiara, non credi che lei sia responsabile di quello che fa, verso il titolare dello studio?
Io anche se non firmo nulla l'assicurazione la faccio eccome.
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io davvero non mi capacito. sono 9 anni, non 9 giorni, che è uscita una normativa, e ancora ci sono neolaureati che si arrogano il diritto di contestare colleghi con il doppio, triplo e quadruplo di esperienza.
siete iscritti all'albo e avete partita iva? bene, siete OBBLIGATI ad avere uno straccio di assicurazione professionale. ce ne sono diverse formule, non per forza dovete prenedere quella più costosa che copre DL e la qualunque. ce ne sono anche da 200 euro l'anno basilari: muovete le gambine, girate vari istituti, oppure fate girare i ditini sul web e confrontate le diverse polizze costruendo quella idonea a quello che fate effettivamente voi come prestazioni.
anche se siete collaboratori di studio (risparmio qui la filippica sullo schifo delle finte partita iva), dovete comunque avere una RC: ma secondo voi, se sbagliate a fare un rilievo o un computo, giusto per fare due esempi a caso, il vostro titolare si sobbarca lui l'onere col cliente che si trova magari 20mila euro in più da pagare all'impresa, o si fa mancare l'occasione di rivalersi su di voi?

tra l'altro, da come scrive liz, sembrerebbe che lei faccia la freelance per diversi studi, quindi a maggior ragione è tenuta a tutelarsi ulteriormente con una RC perchè quello che lei fa si configura ancora di più come un contratto tra professionisti: lo sarebbe anche se facesse la collaboratrice di studio per uno studio alla volta, eprchè comunque il contratto scritto va stipulato SEMPRE, mettetevelo in testa.
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Premetto che non ho contestato nulla, ma al contrario ho chiesto un consiglio in questo sito perché so che i pareri son sempre professionali. Purtroppo per un neolaureato non è così facile essere catapultati nel mondo del lavoro, ed alcune volte sfuggono dettagli, anche spesso importanti. Prima di scrivere mi ero già informata sia sulle varie tipologie di polizze che sui loro costi. Ma ripeto, sul web si trovano parerei contrastanti sull'obbligo o meno della stipula a seconda della posizione lavorativa, e credo sia questo che spesso mette in confusione chi purtroppo ne sa ancora poco.

Vi ringrazio davvero per il tempo che avete dedicato a rispondermi, adesso ho la certezza di dover avere RC.

Per quanto riguarda il discorso delle collaborazioni e partite iva, vorrei solo dire che capisco i punti di vista, ma spesso si dovrebbe anche pensare a quanto non sia facile per i giovani laureati ad oggi trovare lavoro, e che purtroppo spesso devono scendere a compromessi per poter iniziare la loro carriera.

Detto questo vi ringrazio nuovamente, e spero che questi post possano essere utili ad altri con i miei stessi dubbi :)
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liz, non erqa riferito a te il fatto del contestare, visto che tu hai appunto chiesto chiarimenti, ma a chi continuava a dire "secondo me".
purtroppo tutti noi ci siamo passati e su questo spazio troverai tantissimi post proprio in merito alle situazioni di sfruttamento: è vero che a volte non ci sono alternative, e l'alternativa è zero, e uno deve pur mangiare,e tra zero e poco è meglio poco. qui però ci addentriamo in altre questioni che esulano dall'argomento, al quale la risposta è: sì, ti serve RC :)
in bocca al lupo
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Crepi il lupo! e grazie ancora :)
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@ArchiFra condivido e sottoscrivo.
Nonostante io non abbia la stessa esperienza, vorrei aggiungere che: come tutti ci siamo imbattuti (e ci confrontiamo quotidianamente) in questioni per la prima volta, è anche vero che sarebbe sufficiente, spesso, avere una maggiore "curiosità" per indagare e scremare le informazioni, e maturare una propria consapevolezza.

Io ho abbandonato da tempo il "sentito dire" a favore di una sovrapposizione di ricerche personali e richieste dirette ai più esperti: i canali sono molti, ma vanno sempre tenuti presenti la modalità ed il contesto in cui si reperiscono le informazioni.
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